La guerra in Iran, dentro il mondo che cambia
Un approfondimento sul conflitto regionale in Asia occidentale e la destabilizzazione globale che ne è scaturita, con Tara Riva, analista italo-iraniana, esperta di relazioni internazionali
La guerra di Usa e Israele alla Repubblica Islamica non può non essere inquadrata all’interno di alcune linee di frattura e di faglia che stanno investendo e sconvolgendo le relazioni internazionali e ridefinendo la forma mondo negli ultimi anni. Leggere gli avvenimenti in modo isolato, o peggio, imputare quanto sta accadendo solamente alle responsabilità di alcune personalità o specifiche opzioni politiche, sarebbe un errore analitico macroscopico.
Tutto ciò, ovviamente, non significa non tenere in considerazione le diverse parti in campo, le tensioni interne ai singoli paesi e le contraddizioni presenti nei differenti campi e su molteplici livelli; tutto questo però deve essere letto all’interno della portata epocale – nel senso proprio di dare forma nuova – delle trasformazioni in atto.

Le rotture all’interno dello schieramento repubblicano negli Usa e nella stessa compagine governativa tra differenti dipartimenti, come gli obiettivi, tattici e strategici, politici e militari, che differiscono tra Usa e Israele sembrerebbero a tutta prima spiegare lo stallo sui negoziati e i diversi desiderata dei due paesi rispetto al futuro assetto dell’Iran ed in generale del Golfo Persico, come se questo futuro assetto fosse ancora dipendente dalle loro volontà.
L’imprevedibilità delle prossime mosse statunitensi al tavolo delle trattative, o i rifiuti continui alle proposte negoziali iraniane, fotografano solo in parte l’impasse in atto, se non vengono interpretate all’interno di un quadro globale dove ciò che sta emergendo, nel declino imperiale Usa, sono dimensioni di negoziazione e solidificazione di potere in paesi come la Cina, l’India – o basti solo pensare alla centralità assunta dal Pakistan nella mediazione.
La crisi assoluta di legittimità e di fiducia verso e nelle istituzioni non statali e sovranazionali, a livello europeo, ma non solo, va contestualizzata entro un più ampio quadro di svuotamento dall’interno di un piano istituzionale in completo deterioramento, dove non c’è più traccia credibile di qualsivoglia appello alla pace o richiamo al diritto internazionale, in una dinamica di impotenza e sottomissione al meccanismo della guerra, senza nessuna mediazione.

La totale mancanza di capacità di comprensione della realtà iraniana, sia dell’architettura statale, militare e governativa, sia delle stratificazioni nella società, non ci mostrano solo il livello di asservimento e di ignominia dei paesi europei e dei loro apparati mainstream, ma ci fanno vedere, in controluce, la perdita strutturale di ogni capacità di dare risposte di segno opposto a guerre e genocidi.
Questo al di là della propaganda in Europa sulla guerra imposta narrata come guerra di liberazione del popolo iraniano, che tenta di offuscare il decisivo posizionamento dell’Iran come potenza emergente a sostegno dell’asse della resistenza e dalla parte dell’autodeterminazione del popolo palestinese.
La guerra cambia il mondo. Questa guerra sta modificando l’ordine globale, travolgendo la stabilità economica ed energetica mondiale – domani gli Emirati Arabi Uniti usciranno dall’Opec e dall’Opec + – e sta ridisegnando relazioni, alleanze e blocchi di potere che sembravano, in apparenza, consolidati.
Di tutto questo abbiamo parlato con Tara Riva, analista italo-iraniana, esperta di relazioni internazionali.
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