Senigallia – La lotta per il diritto all’abitare arriva all’Erap
Il comunicato dello Spazio Autogestito Arvultura e del Sunia Ancona dopo il presidio all’Erap e l’incontro con il presidente regionale Fagioli
Più di trenta nuclei familiari delle case popolari di Senigallia si sono messi in marcia verso Ancona per rivendicare il diritto alla casa. Davanti alla sede dell’Erap, due striscioni hanno sintetizzato il senso della protesta: “La casa è un diritto, non un lusso” – a ricordare che l’abitare appartiene ai diritti umani inalienabili – e “Erap, basta parole. Ora i fatti” – a denunciare l’urgenza di interventi concreti, data la precarietà e l’insalubrità che caratterizzano molti alloggi.
Dopo l’incontro con il presidente Fagioli e la dirigenza Erap, sono stati ottenuti due impegni pubblici e concreti:
1. L’apertura entro settembre di uno sportello Erap di ascolto e informazione a Senigallia.
2. Una tavola rotonda tra inquilini, nuova amministrazione comunale, Erap e amministratori dei condomini, per chiarire ruoli e responsabilità davanti agli interessati, superando l’intollerabile ping-pong di competenze responsabilità.
Prendiamo atto che alcuni lavori – come quelli in via Capanna – sono già iniziati, a dimostrazione che la lotta paga. Tuttavia, resta il problema della parzialità degli interventi.
Inoltre, i funzionari Erap non hanno saputo illustrare le specifiche su lavori avviati ne tantomeno le priorità da loro individuate nei vari sopralluoghi.
Con vaghezza hanno risposto alle richieste di trasparenza sollevate dagli inquilini.
Oltre un mese fa, infatti i tecnici avevano visitato blocco per blocco, casa per casa – probabilmente senza carta e penna. Ci saremmo aspettati la condivisione di un’agenda dei lavori.
Non è stato così, e questo è un fatto grave: la scusa della complessità delle ristrutturazioni e manutenzioni e l’ennesima richiesta di stilare un elenco delle problematiche, nonostante le molte pec già inviate, rafforza tra gli inquilini la sensazione che parole e burocratese siano solo alibi dietro i quali nascondere l’inadempienza.
La riunione si è conclusa assecondando la richiesta dell’ennesimo documento riassuntivo delle emergenze. Se dopo tale passaggio la risposta sarà ancora burocrazia, rimpalli e nessun fatto concreto, allora non ci resterà che ragionare su forme di disobbedienza civile e boicottaggio collettivo delle spese.
In ballo ci sono la dignità umana e la salute di molte persone, oltre che il diritto alla casa.
Ribadiamo che anche la politica regionale, finora silente, ha un ruolo e una responsabilità – soprattutto quando il partito di governo è lo stesso nelle Marche e in Italia.
L’edilizia pubblica e la sua manutenzione vanno finanziate: è compito del governo regionale e di quello statale. Per questo stiamo già ipotizzando una prossima trasferta negli uffici del presidente Acquaroli.
L’organizzazione sociale, l’autonomia e la lotta collettiva restano gli unici strumenti efficaci per ottenere diritti e migliorare le condizioni di vita, per questo continueremo a mobilitarci.
Spazio Autogestito Arvultùra
Sunia Ancona











