Una nuova Flotilla, forzare l’assedio ancora
Domenica 26 aprile è partita la nuova missione dal porto di Augusta. Il saluto del senigalliese Maurizio Menghini
Sono salpate nel primo pomeriggio di domenica dal porto Xiphonio di Augusta le circa sessanta imbarcazioni che compongono la nuova spedizione della Global Sumud Flotilla, alla quale hanno preso parte 450 volontari provenienti da decine di paesi diversi.
Il 15 aprile scorso erano state 39 le barche a lasciare Barcellona per raggiungere la Sicilia; durante la traversata una parte della flotta si era separata dal gruppo per intercettare e deviare la rotta della portacontainer Msc Kaya, carica di materiale dual use, diretta ai porti israeliani di Ahsdod e Haifa.
Un’azione che ha costretto la nave cargo a rallentare e modificare il proprio itinerario.
Un’azione di contrasto e boicottaggio materiale della macchina del genocidio, volta a indicare e colpire una delle compagnie di navigazione maggiormente coinvolte nel traffico di armi verso l’entità sionista.
Un’iniziativa che ha riprodotto in mare quanto avviene nei porti italiani, dove la mobilitazione di lavoratori e attivisti punta a rendere inservibili gli scali ai flussi commerciali che alimentano il complesso militare industriale.
Da ultimo il presidio di Livorno al Varco Zara che nella giornata di Festa della Liberazione ha impedito alla Chemical Traveller, che trasportava carburante per l’infrastruttura bellica dell’occupazione, di attraccare. Questo dopo che lo scorso 18 aprile le forze dell’ordine avevano sgomberato il blocco al ponte girevole sul Canale dei Navicelli, che era riuscito ad opporsi al transito della Freeberg, proveniente dalla base Usa di Camp Darby.
In queste ore la nuova Flotilla sta navigando in direzione dell’isola di Creta; nei prossimi giorni altre imbarcazioni dalla Grecia e dalla Turchia potrebbero unirsi, e potrebbe seguirle la carovana delle Thousand Madleens.
Alla flotta via mare seguirà un convoglio via terra in partenza dalla Mauritania: 1500 persone, 100 mezzi fra cui 50 camion di aiuti umanitari, case mobili ed autoambulanze che attraversando il Nord Africa diretti al valico di Rafah.
L’obiettivo rimane lo stesso, forzare l’assedio israeliano della Striscia, aprire un corridoio umanitario permanente, rinsaldare i legami di solidarietà internazionale con il popolo palestinese.
Sono tre i marchigiani che partecipano alla missione, abbiamo raccolto il saluto del senigalliese Maurizio Menghini, prima di mettersi in mare.
– Ascolta il saluto di Maurizio Menghini
