Carcere

Tutti più chiusi

Pubblicato il rapporto annuale di Antigone Marche. L’intervista con la presidentessa Giulia Torbidoni

(In foto di copertina la rivolta dei detenuti nel carcere della Dozza a Bologna, 9 marzo 2020)

Da poco è uscito il report annuale di Antigone Marche dal titolo “Tutti Più Chiusi” e recentemente presentato ad Ascoli Piceno. Il report è il frutto del lavoro di osservazione e monitoraggio che porta avanti l’associazione dentro le strutture detentive su tutto il territorio nazionale e nei vari territori regionali.

Per quanto riguarda le Marche il report 2025 fotografa una situazione di sovraffollamento che riguarda tutte le strutture tranne quella di Fossombrone con una popolazione carceraria che attualmente ha superato le mille persone. La questione del sovraffollamento è legata a catena a tutta una serie di criticità: la questione abitativa, le difficoltà ad accedere a misure alternative anche per detenuti e detenute che scontano pene minori, la carenza di servizi e personale (tra cui medici, psicologi educatori).

Al centro del report quest’anno c’è il tema della salute mentale, della sofferenza che si traduce in autolesionismo, con dati che registrano un preoccupante consumo di psicofarmaci tra le persone detenute. Nel leggere questa situazione non possiamo dimenticarci che tanto di questo malessere è il prodotto dell’istituzione penitenziaria e che le carceri sono luoghi sempre più inadeguati per persone con patologie psichiatriche.

Questa fotografia sulla situazione detentiva è strettamente legata allo scenario sempre più punitivo e criminalizzante in cui viviamo, dove sparisce la sicurezza sociale e dilaga quella logica securitaria che colpisce le fasce meno abbienti, i giovani, i migranti e chi porta avanti le lotte sociali.

Di questo abbiamo parlato con Giulia Torbidoni, presidentessa di Antigone Marche.
– Ascolta l’intervista

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