Austerity e crisi economicaMovimenti

Ora basta, non riusciamo più a campare

Dal Sud un tentativo reale di ricomposizione sociale. L’intervista con Federico, La Base Cosenza

In Calabria ed in particolare nella città di Cosenza, le mobilitazioni contro il caro vita ed il caro carburante sono iniziate in anticipo rispetto al resto d’Italia.

A quelle latitudini una lettura non politicista, men che meno ideologica, della realtà, e la ripresa dello strumento dell’inchiesta, ha permesso ai movimenti sociali di anticipare le lotte che poi hanno dilagato nel paese e di provare a tenere insieme soggetti e bisogni sociali su alcuni terreni comuni nella battaglia contro il “carovita di guerra”.

Un vero e proprio presidio permanente dai primi di ottobre ha permesso di unire le istanze degli autotrasportatori, in particolare le piccole e piccolissime aziende, quelle degli agricoltori, un settore enorme in Calabria, ma al sud in generale, e le lotte di giovani e studenti e studentesse.

Una forma di lotta ma anche di denuncia che ha saputo parlare non solo al “lavoro”, ma anche ai consumatori.
Un presidio permanente nato e cresciuto sul terreno dell’azione: quello dei blocchi stradali e delle merci.

Situazioni simili e tentativi di unire lotte e vertenze diverse si sono registrati in queste settimane in tante regioni meridionali, imponendo un tavolo al governo e bloccando in modo significativo la distribuzione di generi alimentari, benzina e gasolio. Risultato: scaffali vuoti e benzinai a secco.

E’ della mattina di venerdì 23 ottobre la notizia, che viene fatta circolare insistentemente, della rimozione di gran parte dei blocchi di camion e trattori. Ma sul terreno la realtà è diversa e la protesta prosegue.
Le promesse del governo, sotto forma di credito di imposta e di interventi a fondo perduto, sono una toppa che non risolve minimamente i problemi strutturali di quei settori.

Un governo che allo stesso tempo reagisce in modo scomposto alle rivendicazioni e minaccia denunce e interventi muscolari contro quella che è (era?) in buon parte una sua base elettorale.
Privo di una strategia, l’esecutivo per il momento ha tappato un buco, anche grazie a pressioni e promesse di ritorsioni.

Ma è all’interno di quello stesso mondo che anche le sigle maggiormente rappresentative, che si sono autonominate interlocutori unici con il governo, stanno perdendo credibilità e legittimità.

Di tutto questo, soprattutto in vista dello sciopero generale del prossimo venerdì 30 ottobre, abbiamo parlato con Federico de ‘La Base’ di Cosenza.

– Ascolta l’intervista

Cosenza, 23 ottobre – Corteo studentesco contro guerra e carovita

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