Scuola e università

Contro la scuola delle aziende, del merito e della guerra, scioperiamo!

Comunicato dei ‘Docenti in agitazione – Jesi’ verso lo sciopero nella scuola del 7 maggio

Il 7 maggio anche noi saremo in sciopero con gli studenti, le studentesse e gli insegnanti degli istituti tecnici e professionali. Mentre tutta l’attenzione mediatica è concentrata sulle indicazioni nazionali dei licei, le recentissime riforme del 4+2 e del quadro orario degli istituti tecnici sono l’ennesimo attacco alla scuola pubblica a firma Valditara, incredibilmente operativa già da settembre 2026.

Se le riforme degli ultimi decenni hanno gradualmente aperto l’ingresso alle aziende private, con questa riforma le aziende diventano “partner” chiamate a definire offerta formativa e curricola nelle scuole, fautrici di percorsi di studio “più attenti alle esigenze del mercato”.
Gli istituti tecnici e professionali diventano ufficialmente, nella descrizione del ministero, “filiera” economica del territorio.

In diversi modi viene attuata questa trasformazione della scuola in azienda: vengono fatti dipendere gli stanziamenti di fondi alle scuole dall’adesione al percorso 4+2, costringendo le scuole ad aderire in cambio di finanziamenti; già dal secondo anno viene previsto lo stage in azienda (col nuovo nome di formazione scuola-lavoro); finisce il biennio comune degli istituti tecnici, uguale per tutti gli indirizzi, che dava la possibilità di cambiare percorso di studio.

Proprio al biennio verranno ridotte le ore delle materie scientifiche (chimica, fisica e scienze naturali), per aumentare invece le ore di materie di indirizzo e le ore di formazione scuola-lavoro, un aumento che rappresenta l’ennesimo taglio ad un percorso di formazione che invece ha garantito nei decenni la possibilità di pensarsi in un futuro di possibilità, di emancipare sè stessi e le proprie comunità, un futuro non solo di sfruttamento e lavoro non pagato e precario. 

Noi scioperiamo contro l’idea di una scuola sempre più classista e razzista, che vuole formare lavoratori specializzati, silenziosi, flessibili e precari, con l’appoggio di una classe docente pure precaria e piegata alle richieste del capitale e di sedicenti esperti specializzati, una scuola che si pensa ricca nei territori in cui le aziende producono ricchezza per pochi, e povera nelle aree più marginalizzate.
Scioperiamo contro l’idea di un paese che torna a immaginare un futuro brillante per i figli delle classi più abbienti e un futuro già scritto per i figli delle persone povere e migranti.

Sciopereremo il 7 maggio anche per supportare studenti e studentesse nelle loro richieste, per l’educazione sessuo-affettiva che sia per tutti/e e non previo consenso informato dalle famiglie.

Scioperiamo contro i momenti di formazione con le forze dell’ordine e militari che vedono le scuole come zona di reclutamento e propaganda, supportati da una classe dirigente che ci sta portando verso un futuro di guerra. Per tutto questo il 7 maggio scioperiamo!

Docenti in agitazione – Jesi

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