Oltre i combustibili fossili: per scelte che devono essere radicali
A Santa Marta in Colombia, un confronto fra movimenti sociali, organizzazioni sindacali, comunità indigene, ong e decisori politici. L’intervista a Renato Di Nicola di ritorno dalla prima Conferenza internazionale per la transizione oltre i combustibili fossili
C’è un passaggio chiave che emerge dalla prima Conferenza internazionale per la transizione oltre i combustibili fossili di Santa Marta, in Colombia – organizzata da quest’ultima insieme ai Paesi Bassi, alla presenza di 57 paesi partecipanti: non si discute più se uscire da carbone, petrolio e gas, ma come farlo. Niente di vincolante, ma il “perchè” ha lasciato lo spazio al “come”.
È da questo cambio di paradigma che prende avvio l’intervista audio a Renato Di Nicola, che ha fatto parte della delegazione della Campagna Per il clima Fuori dal fossile che ha partecipato dal 24 al 29 aprile 2026 al nuovo appuntamento nel dibattito climatico globale.
La conferenza di Santa Marta ha rispecchiato un’ambizione precisa: superare l’impasse dei negoziati internazionali tradizionali e costruire uno spazio operativo sulla fuoriuscita dai combustibili fossili.
Non a caso, è stata definita una piattaforma “oltre le COP”, focalizzata su strumenti concreti per la transizione.
Uno degli elementi centrali emersi a Santa Marta è il tema della giustizia nella transizione energetica.
Il documento promosso dai lavoratori e dalle lavoratrici, “Transición Justa y Democracia Energética”, insiste su alcuni punti chiave:
– la necessità di una transizione giusta, che protegga occupazione e diritti;
– il ruolo centrale del lavoro nella riconversione dei sistemi produttivi;
– la democratizzazione delle scelte energetiche, sottraendole al controllo esclusivo dei grandi interessi fossili;
– il riconoscimento delle disuguaglianze globali tra Nord e Sud del mondo.
Questi temi sono stati al centro dei lavori dei sindacati, dove si è evidenziato come il problema non sia solo di natura tecnologica, ma profondamente politico e sociale: senza affrontare debito, disuguaglianze e accesso alle risorse, la transizione rischia di restare incompleta e iniqua.
La conferenza di Santa Marta non ha prodotto accordi vincolanti, ma ha generato qualcosa di altrettanto rilevante: una coalizione di Paesi che rappresentano 1/3 del Pil mondiale disposti a discutere di percorsi concreti di uscita dal fossile.
Il processo continuerà con una seconda conferenza prevista nel 2027 a Tuvalu, in Oceania, segno che si sta strutturando un nuovo spazio a livello internazionale parallelo ai negoziati ufficiali che si sviluppano all’interno degli appuntamenti annuali Onu delle Cop.
– Ascolta l’intervista a Renato Di Nicola, Per il clima, Fuori dal fossile
– Il documento finale della sessione dedicata a lavoratori e sindacati
