Flotilla abbordata, nuove manifestazioni per la Palestina
Dopo l’intercettazione di 22 imbarcazioni e l’arresto di 175 attivisti, Saif Abukeshek e Thiago Avila sono ancora agli arresti con accuse gravissime da parte dell’autorità giudiziaria dell’entità sionista
Nella notte di mercoledì 29 aprile, in acque internazionali di pertinenza greca, a ovest di Creta, la marina israeliana ha abbordato 22 barche della Flotilla, arrestando 175 persone.
Non un’azione improvvisa, ma il culmine di un inseguimento di ore, con utilizzo di navi e droni, in risposta al quale tutti gli SOS lanciati dalle barche sono stati volutamente ignorati dai paesi europei.
Tutte le persone arrestate sono state trasportate in una nave galleggiante, rinchiuse senza acqua né cibo, costrette a dormire sul pavimento continuamente allagato, umiliate e spogliate di tutto.
Saif Abukeshek, e in un secondo momento Thiago Avila, sono stati trasferiti in Israele, nonostante il tentativo di impedirne la deportazione da parte del resto dei prigionieri, picchiati brutalmente e colpiti con calci di fucile, proiettili di gomma e granate stordenti.
Saif e Thiago sono tutt’ora rinchiusi nella prigione di Shikma ad Ashkelon, in Israele, dove continuano lo sciopero della fame, iniziato fin dal loro arrivo.
Ieri mattina, domenica 3 maggio, il tribunale ha prorogato la detenzione fino al 5 maggio, termine comunque prorogabile. Le accuse nei loro confronti sono infondate e insieme gravissime: “assistenza al nemico in tempo di guerra, contatti con un agente straniero, appartenenza e fornitura di servizi a un’organizzazione terroristica e trasferimento di beni per conto di un’organizzazione terroristica”.
Le avvocate dell’associazione Adalah che assiste i prigionieri palestinesi in Israele hanno denunciato le torture, gli abusi ed il regime di isolamento per entrambi.
Il resto degli equipaggi abbordati mercoledì sono stati prima trasferiti su navi della marina greca ad Heraklion, la capitale di Creta; qui molti sono dovuti ricorrere alle cure in ospedale, per poi trovare ospitalità all’Hevangelios Squat, grazie all’aiuto di tanti solidali e complici.
In questo momento tutti i membri della Flotilla si trovano ad Ierapetra, sempre sull’isola di Creta dove, al di là delle grandi difficoltà logistiche e delle tanti barche distrutte, si discute e ci si confronta su come continuare la lotta, per Thiago e Saif, ma soprattutto per la Palestina, il suo popolo e la sua Resistenza.
Dalla notte di mercoledì 29, in tutta Italia si sono moltiplicate le iniziative a sostegno della Flotilla: cortei e manifestazioni che sono continuate ieri davanti a diversi consolati greci, per denunciare le responsabilità politiche del governo greco e di quelli europei, complici con lo stato terrorista di Israele.
Presidi anche in diverse città delle Marche. Nei prossimi giorni la mobilitazione continuerà, in questo quadro sono due gli appuntamenti già lanciati: le organizzazioni palestinesi in Italia hanno lanciato una manifestazione nazionale a Milano per sabato 16 maggio ed un appello ad aderire allo sciopero generale dei sindacati di base di venerdì 29 maggio.
