Internazionale

Cuba: rompere l’assedio

Direttamente da L’Avana la corrispondenza di Simone Valli, militante sarnanese del Collettivo ‘Cuba VA’, dalle Marche a Cuba col ‘Nuestra America Convoy’, esperienza di internazionalismo popolare

E’ sbarcata al porto de L’Avana attorno alle 7.00, ora locale, di martedì 24 marzo l’imbarcazione ‘Granma 2.0’ – così denominata in onore dello storico vascello rivoluzionario che nel 1956 approdò sulle spiagge cubane – dopo esser salpata da Puerto Progreso, in Messico.

A bordo della nave capofila della flotilla umanitaria un equipaggio composto da circa 25 componenti di diverse nazionalità, appartenenti ad associazioni, sindacati e realtà sociali che hanno sostenuto la spedizione che ha come obiettivo quello di rompere l’isolamento del paese caraibico.
Consegnato materiale per circa 40 tonnellate, fra generi alimentari, presidi sanitari, pannelli solari, biciclette; le altre due barche che compongono la missione, partite da Cancun, sono tuttora in navigazione, dopo aver dovuto cambiare rotta causa maltempo.

La flotilla è parte di un’organizzazione molto più ampia, il Nuestra America Convoy to Cuba, coordinata a livello italiano ed europeo dall’Aicec, l’Agenzia Italiana per l’Interscambio Economico e Culturale con Cuba: sono 650 provenienti da 4 continenti, 33 paesi diversi, i partecipanti al convoglio internazionale, giunti sull’isola dalla scorsa settimana.

Dopo oltre 60 anni di bloqueo, l’embargo commerciale, economico e finanziario ordinato dagli Usa, il paese sta attraversando una grave crisi energetica dovuta all’interruzione di ogni rifornimento di carburante, così come unilateralmente stabilito a gennaio dall’amministrazione Trump, che dopo l’aggressione al Venezuela, minaccia l’isola con un possibile intervento militare.

La situazione è molto dura e ormai critica per la popolazione, a causa delle sanzioni inumane imposte dalle politiche imperialiste statunitensi e aggravata dal blocco energetico e petrolifero che impedisce il normale svolgimento di ogni tipo di attività, da quelle quotidiane delle famiglie ai trasporti, all’istruzione e alla sanità, che il sistema cubano tenta di riorganizzare per garantire i servizi essenziali.”

Queste le parole di Simone Valli, militante sarnanese del Collettivo ‘Cuba VA’ e volontario del convoglio solidale europeo Let Cuba Breathe dal porto della capitale cubana dove ha accolto lo sbarco del ‘Granma 2.0’, riunendosi così agli altri attivisti.

“Quella di ieri, nonostante le difficoltà, è stata una giornata di festa perchè l’imbarcazione è arrivata, il blocco simbolicamente è stato rotto. Un gesto, seppur piccolo a livello materiale, molto significativo a livello politico, una forma di restituzione collettiva verso un paese che dopo la rivoluzione, è stato faro di solidarietà internazionalista in ogni angolo del mondo.”

Negli incontri avuti in questi giorni i ringraziamenti da parte della popolazione cubana per l’impegno umanitario,ora l’obiettivo è quello di resistere alle sanzioni e insieme all’assedio, rompere il blocco della narrazione mediatica occidentale che circonda l’isola.”

– Ascolta la corrispondenza di Simone Valli da L’Avana, Cuba

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