Scuola e universitàStop riarmo

Rompere i legami tra formazione e industria bellica

L’intervista ad Osvaldo Costantini, docente universitario, tra i promotori della campagna ‘La conoscenza non marcia’

Negli ultimi anni la presenza delle forze armate e dell’industria bellica nei luoghi della formazione si è progressivamente estesa e normalizzata. Scuole, università e centri di ricerca sono sempre più spesso coinvolti in collaborazioni con aziende del settore militare, programmi formativi legati alla difesa e iniziative promosse direttamente dagli apparati militari.

Un processo che ha conosciuto un’accelerazione significativa a partire dallo scoppio della guerra in Ucraina e dal rilancio, in tutta Europa, delle politiche di riarmo.
In questo contesto si inserisce la campagna ‘La conoscenza non marcia’, che intende rimettere al centro il ruolo dei luoghi della formazione come spazi di produzione critica del sapere e non come ingranaggi del complesso militare-industriale.

Lo scorso 4 marzo una partecipata assemblea online ha rilanciato la necessità di rompere i rapporti tra sistema della conoscenza e industria bellica e di costruire, dentro scuole, università e mondo della ricerca, una risposta collettiva capace di intrecciare mobilitazione, organizzazione e iniziativa politica.

Di questo, delle forme concrete con cui la logica della guerra entra nei luoghi della formazione e delle prospettive della campagna ‘La conoscenza non marcia’, parliamo con Osvaldo Costantini, docente universitario, tra i promotori della campagna.

– Ascolta l’intervista

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