Gaza – Così come si resiste, si autorganizza la cooperazione
Nel quadro della guerra all’Iran, l’occupazione stringe la morsa dell’assedio a Gaza e del confinamento in Cisgiordania. Come contribuire ai progetti di solidarietà per sostenere l’iniziativa comunitaria nella Striscia
(Nell’immagine di copertina una scultura di sabbia per celebrare il mese di Ramadan realizzata da Yazeed Abu Jarad, un artista palestinese fuggito dalla sua casa a Beit Lahiya, nel nord della Striscia di Gaza – Bashar Taleb/Afp Ndr)
Contestualmente al lancio dell’offensiva militare israelo-statunitense sull’Iran, il regime sionista ha proceduto alla chiusura del valico di Rafah e degli altri varchi al confine di Gaza, motivandola con presunti adeguamenti nelle misure di sicurezza – nemmeno un mese dopo la riapertura del posto di frontiera con l’Egitto.
Attualmente l’unico canale rimasto per un ridotto ingresso di aiuti umanitari è quello di Karem Abu Salem, parzialmente riaperto il 3 marzo.
Sbarrato per cinque giorni l’attraversamento del ponte di Allenby in un contesto, quello della West Bank, segnato dalle estreme limitazioni imposte dall’esercito occupante, che esacerbano lo ‘strangolamento’ in atto da ottobre 2023: ordinata la serrata di tutti i checkpoint, installati nuovi blocchi stradali con alte cancellate in ferro, vietato l’accesso alla spianata delle moschee a Gerusalemme.
Il 28 febbraio, su decisione della corte suprema, è stata temporaneamente sospesa l’espulsione dalla Striscia delle 37 organizzazioni non governative che si erano rifiutate di procedere alla schedatura e di sottostare alle condizioni proibitive di operatività ingiunte dallo stato ebraico.
Alla vigilia della decisione dell’alta corte, avevamo raccolto un’intervista audio con Meri Calvelli, attualmente in Giordania per coordinare gli aiuti verso Gaza. In anni di lavoro sul campo insieme all’Associazione di Cooperazione e Solidarietà (ACS), ha osservato da vicino gli sviluppi del conflitto ed è stata testimone diretta delle sofferenze che negli ultimi anni hanno trasformato radicalmente la vita di milioni di civili palestinesi.
Nella drammatica crisi umanitaria in corso, deteriorata dalle costanti violazioni del cessate il fuoco da parte dell’Idf – ieri, 12 marzo, tre morti e diversi feriti per un bombardamento al campo sfollati di Nuseirat e al mercato di Gaza City – la solidarietà e la cooperazione a Gaza si autorganizzano: gli abitanti in piccoli gruppi autogestiscono cucine popolari e spazi medici.
Dopo l’esclusione delle ong, gli staff sono composti solo da operatori locali che affiancano la popolazione a livello logistico, in attività educative e di assistenza psicosociale.
La formazione è un aspetto fondamentale della vita quotidiana nell’enclave; dopo l’annientamento pressoché totale delle infrastrutture scolastiche, nascono nuovi luoghi dell’apprendimento collettivo, come le scuole tenda.
Le insegnanti delle tende scuola fanno un appello a instaurare gemellaggi simbolici con istituti italiani e internazionali.
Cosa si può fare per sostenere i progetti scolastici a Gaza?
Cosa si può fare per sostenere i progetti umanitari gestiti direttamente dai gazawi da quando le ong sono state escluse?
La raccolta fondi a sostegno della cucina autogestita nel campo profughi di Nuseirat, gestita dagli attivisti comunitari Nibal e Yasser Al-Dahdouh, prosegue:
“A tutti gli uomini liberi del mondo: ascoltate la verità, non la propaganda. Il popolo palestinese non cerca il sangue; è un popolo che ama la vita, cerca la pace e la stabilità come ogni altro popolo sulla Terra.
Siamo i discendenti di una civiltà millenaria, ma viviamo sotto un’occupazione sionista brutale dal 1948.
La verità oltre il fumo: l’occupazione è il crimine originale: Il 7 ottobre non è l’inizio, ma il grido di un prigioniero che rompe le mura dopo decenni di assedio.”
Così recitano le prime parole del“Messaggio dal cuore della Palestina alla coscienza del mondo libero e ai giovani ” , una delle ultime chiamate alla solidarietà dalla cucina autogestita di Nuseirat.
L’Associazione di Cooperazione e Solidarietà (ACS) ha lanciato il progetto GazaWeb – Alberi nella Rete:
“l’offensiva di Israele sta annichilendo deliberatamente le infrastrutture di telecomunicazione a Gaza.
Per aggirare i black-out della rete e condividere connessioni gratuite nelle aree difficili della striscia, gli operatori gazawi dell’ong ACS hanno iniziato a piantare gli Alberi della Rete.
Gli Alberi della Rete sono hot-spot che spuntano nei coni d’ombra delle zone di conflitto e irradiano segnali WI-FI liberi, accessibili da tutt*. Quando attecchiscono, gli Alberi della Rete aiutano a connettere Gaza col resto del mondo, mantengono vivi i legami affettivi e fanno da argine, per impedire che anche le relazioni umane vengano sradicate dalla guerra”.
ACS, insieme a GazaFreestyle ha promosso la campagna 100x100gaza “una mobilitazione straordinaria di solidarietà nata nel 2025 per rispondere collettivamente alla catastrofe provocata dal genocidio inflitto da Israele sulla popolazione di Gaza. L’iniziativa ha saputo unire azione diretta, consapevolezza e solidarietà, ribadendo che di fronte a distruzione e sofferenza non si può restare indifferenti, ma diventa urgente prendere posizione come dovere civile, politico.”
Ci sono state due edizioni delle 100 iniziative in 100 ore di solidarietà, la prima edizione dal 9 al 13 Aprile 2025, e la seconda lo scorso febbraio, dall’11 al 15: “una partecipazione capillare, convinta e diffusa ha generato centinaia di iniziative auto-organizzate in tutta Italia e all’estero, tra associazioni, centri sociali, spazi culturali, circoli sportivi e singoli cittadini.”
“Nel quadro della costruzione di un modello stabile e organizzato di mutuo soccorso comunitario si intende sostenere l’avvio e la stabilizzazione di progetti educativi, sociali e di comunicazione che rispondano ai bisogni immediati della popolazione” attraverso i programmi Gaza Future Learning Center, Gaza Tent Schools Program, GazaWeb Social Hub, Gaza Women Recovery Lab, Help Gaza Now.
Alla seconda edizione hanno preso parte anche diversi spazi sociali delle Marche, da ultimo lo Spazio Comune Tnt organizza una due giorni a sostegno di queste progettualità venerdì 13 e sabato 14 marzo.
Di seguito i link utili per approfondire le informazioni, per supportare a distanza le campagne solidali che sostengono le forme di autorganizzazione della cooperazione che resistono a Gaza:
– Hand to hand to save Gaza – Il crowdfounding per sostenere la cucina autogestita del campo profughi di Nuseirat
– GazaWeb – La raccolta fondi per far crescere gli Alberi della Rete
– 100×100 Gaza – Il sito della campagna
Dentro la falsa pace. Gaza ancora sotto assedio, piani di annessione in West Bank
– Ascolta l’intervista a Meri Calvelli, un racconto che fuoriesce dai titoli di testa dei giornali per dare spazio alle storie di vita quotidiana nella realtà della striscia martoriata, dopo la riapertura – provvisoria ndr – del valico di Rafah
