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L’ “Anomalia Falconara” a Roma

Fermiamo il disastro ambientale – Gli attivisti in corteo spontaneo per il centro della capitale prima di presidiare il ministero delle imprese e del made in Italy

Sabato 7 marzo militanti e attiviste dei comitati falconaresi che da anni sostengono la battaglia contro il mostro ambientale rappresentato dalla raffineria Api, sono giunti nella capitale in trasferta autorganizzata. Scesi dal pullman in via Leonida Bissolati, si sono mossi in corteo spontaneo verso via Molise; qui, all’incrocio con via San Basilio ad attenderli c’erano alcuni gruppi di comitati locali presenti in segno di solidarietà con lo striscione della campagna “Per il clima, fuori dal fossile”.


All’arrivo hanno trovato la sede ministeriale transennata, con le strade adiacenti blindate da cordoni di polizia e cellulari. Nonostante il dispositivo di militarizzazione, il presidio ha ottenuto di svolgersi all’ingresso laterale del ministero delle imprese e del made in Italy.
Durante l’iniziativa è stato affisso un grande striscione contro Socar, la compagnia energetica di stato azera, all’ingresso secondario del ministero.

Nel corso del presidio, durato due ore, sono intervenuti rappresentanti dei comitati di Falconara, ribadendo le ragioni alla base della rivendicazione delle giuste e necessarie prescrizioni sulle bonifiche allo stabilimento Api in relazione al golden power esercitato sulla compravendita del gruppo.
Per le delegazioni solidali sono intervenuti Vincenzo Miliucci dei Cobas e Renato De Nicola della campagna “Per il clima, fuori dal fossile”.

– Il commento sull’ importante giornata di lotta di Fabrizio Recanatesi, Falkatraz – Fermiamo il disastro ambientale

– Il comunicato stampa diffuso al termine dell’iniziativa

“Fermiamo il disastro ambientale” oggi a Roma davanti al Ministero delle imprese e del Made in italy

Con striscioni e bandiere, fischietti e tamburi e tanti interventi dalla piazza oggi eravamo a Roma.
Il capo di gabinetto del MIMIT ci ha dato disponibilità per un incontro ma in data diversa da quella odierna, oggi le porte di ingresso erano protette dalle grate. L’incontro sarebbe stato puramente simbolico, ma non é più tempo di rassicurazioni private e informali. Siamo ormai riusciti comunque a portare al centro dell’agenda politica nazionale Falconara Marittima, l’urgenza delle bonifiche interne alla sua raffineria e la vendita dell’intero comparto api/Ip alla Socar che, oltretutto, apre scenari di rischio di sicurezza nazionale nel contesto attuale di guerra in Medio Oriente e crisi energetica. Ad integrazione delle posizioni del Governo sulla trattativa di vendita, chiediamo che siano prese in considerazione le richieste di seguito specificate, ritenendo che la negoziazione non sia ancora chiusa, per questo proseguiamo ancora nella mobilitazione.
Da tempo manifestiamo le nostre proposte da poter prescrivere col golden power:
1) istituzione di un fondo di garanzia per le bonifiche con una parte dei soldi della compravendita;
2) affido della gestione delle bonifiche al Commissario unico straordinario, al completamento, dopo oltre due anni, del procedimento di riesame delle misure di messa in sicurezza operativa;
3) chiarezza sulla responsabilità in solido della Socar in caso di condanna al processo per disastro ambientale che coinvolge la raffineria di Falconara.

Infine chiediamo alla Politica di fare un’attenta valutazione in considerazione del contesto di guerra in Medio Oriente. Noi siamo venuti a Roma, ora è urgente che Roma venga a Falconara Marittima.
Quando il Sindaco invoca tavoli istituzionali, prende in considerazione la nostra voce e la nostra volontà di partecipare? Al Sindaco diciamo che non può più evitare di coinvolgerci e che l’incontro che auspica dovrà svolgersi a Falconara. Il Governo venga qui a confrontarsi.

i Promotori di Fermiamo il disastro ambientale

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