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Falconara – Golden Power e bonifiche. ‘Fermiamo il disastro ambientale’ in assemblea

Convocata l’assemblea generale di #fermiamoildisastroambientale per venerdì 13 febbraio, ore 21.00

Non c’è più tempo, il momento è ora. Ci vediamo venerdì prossimo 13 febbraio alle 21 alla Galleria delle idee in assemblea generale, in forma urgente e necessaria, per decidere insieme le prossime iniziative e mobilitazioni. Urgente, visto il contesto territoriale fatto di reiterate emergenze, o episodi di “maggiore visibilità della torcia”, continue segnalazioni di esalazioni nocive provenienti dalle troppe fonti inquinanti che circondano questo territorio, mentre continua il processo per disastro ambientale ed altri reati.
Necessaria, visto il contesto generale fatto di uno stato di guerra di alta e bassa intensità che cerca, senza riuscirci, di restringere progressivamente le forme di espressione, critica, manifestazione, dissenso.

Dallo scorso maggio abbiamo reso pubblica la notizia della vendita dell’intero comparto Api/Ip alla multinazionale di stato azera Socar, in un iniziale silenzio tanto generalizzato quanto interessato. Una storia che sembrava già scritta. Ma assemblea dopo assemblea, manifestazione dopo manifestazione, stiamo costruendo, condividendo, allargando, la proposta che debba essere attivato il Golden Power da parte del governo, con una prescrizione ben chiara e netta su tutte: che una o entrambe le parti contraenti la vendita di Api-Ip devono impegnarsi nell’attivazione di un fondo a garanzia delle bonifiche del sito e delle aree limitrofe, come dei monitoraggi delle emissioni convogliate e fuggitive.

Perchè la buonuscita alla famiglia Brachetti Peretti pesa tre miliardi di euro. Perché anche il governo è stato costretto ad ammettere quello che da almeno due anni rivendichiamo e su cui tutti i livelli istituzionali hanno calato un silenzio assordante quanto connivente, evadendo le necessarie risposte: è in corso dal 2023 un procedimento ministeriale di riesame nei confronti della raffineria Api perché le misure di bonifica da messa in sicurezza operativa del sito, cui la raffineria è obbligata per Decreto Ministeriale dal 2014, non sono ritenute sufficienti e adeguate ed è stata richiesta una messa in sicurezza d’emergenza.

Questo attesta la gravità della compromissione quasi irreversibile di tutte le matrici ambientali in questo territorio, aria, acque marine e di falda, suolo e sottosuolo, insomma uno scenario di disastro ambientale perdurante che attenta alla sicurezza e salute pubblica. Ma ora che il tempo per i sovranisti a giorni alterni stringe, ora che, dal basso, siamo riusciti a mettere questa vertenza del Golden Power al centro dell’attenzione, a Falconara, come nelle ultime sedute del consiglio regionale e fino a Roma (tra Camera e Senato ben tre interrogazioni parlamentari depositate che dovranno essere discusse prima o poi), ora vogliamo determinarne almeno in parte il contenuto, vogliamo che una parte di quei tre miliardi restino qua e vengano spesi a risarcimento del territorio. Possiamo farlo con le prossime mobilitazioni di marzo dove è necessario e urgente concentrare la forza di tutte e tutti.

#fermiamoildisastroambientale

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