Pensare e agire l’autonomia costituente
Uno spazio per stimolare la riflessione collettiva sulle forme di una “progettualità autonoma” oggi
Il rapido susseguirsi di eventi che rendono palese e consolidano anche nel sentire comune la destrutturazione degli assetti ordinamentali globali vanno visti e analizzati nella loro dimensione sistemica, nella potenza sinergica che essi producono.
Solo in questo modo è possibile cogliere pienamente la portata reale di quello che sta accadendo, il processo progressivo ed esponenziale di fratturazione istituzionale esercitata dall’alto nella necessità da parte delle diverse articolazioni del capitale globale, di riconfigurare alle radici il “regime dello stato di cose”, dall’accesso alle risorse fino all’esercizio dei diritti di cittadinanza, dalle relazioni internazionali fino alle relazioni interne tra i poteri dello Stato e i diritti fondamentali, sia individuali che collettivi.
Assumere la dimensione complessiva del processo in atto è fondamentale per non perdere di vista come la ridefinizione del “regime dello stato di cose”, vada ben oltre una specifica compagine governativa per investire l’interezza del piano istituzionale ed i suoi attori.
Le mobilitazioni che hanno letteralmente attraversato il mondo a fianco del popolo palestinese hanno reso evidente come oggi più che mai l’autonomia dei movimenti e la resistenza ai diversi dispositivi di riassorbimento nel campo istituzionale, rappresentino condizioni strategiche e materialmente realistiche per costruire, nonostante l’estrema violenza e velocità dei cambiamenti in atto, spazi di protagonismo e di riappropriazione sociale.
Ma l’autonomia come orizzonte strategico e come spazio sottratto al gioco delle parti istituzionali, comporta la necessità di fare scelte di campo chiare, di costruirne una declinazione che vada oltre gli slogans o gli approcci “culturalisti” per essere, invece, progettualità politica credibile e pratica conflittuale efficace.
Per queste ragioni pensiamo che sia urgente rilanciare una riflessione collettiva su cosa significa praticare l’autonomia oggi, o, meglio ancora, su cosa può significare oggi, all’interno dei processi che abbiamo sopra accennato, parlare di “autonomia costituente”, quali possano essere le sue articolazioni, come si possano individuare i percorsi attraverso cui oggi e non in un lontano futuro la “progettualità autonoma” sia in grado di insediare forme, spazi e prassi di effettivo “contropotere” sociale.
Per dare un nostro contributo alla riflessione abbiamo pensato di aprire come Glomeda una rubrica specificatamente dedicata al tema, dal titolo per l’appunto “pensare e agire l’autonomia costituente”, nell’ambito della quale pubblicheremo materiali e contributi nuovi o estrapolati da precedenti pubblicazioni che riteniamo possano essere utili a sviluppare la prospettiva di ragionamento che abbiamo sinteticamente delineato.
