Stop riarmo

Niscemi – Tutto per la guerra, niente per il territorio

L’intervista con Stefano, Movimento No Muos dopo la manifestazione di domenica 8 febbraio

A pochi chilometri dal centro di Niscemi, ancora oggi chiuso e interdetto, sorge una delle più grandi basi statunitense in Italia, la “Naval Radio Transmitter Facility” della US Navy, all’interno della quale è si trova il MUOS (Mobile User Objective System), un sistema globale di telecomunicazioni militari ad uso esclusivo della Marina militare statunitense.

Niscemi è la cartina di tornasole di cosa significhi la militarizzazione dei luoghi: rendere sacrificabili interi pezzi di territorio in nome dell’utilizzo esclusivo degli stessi per scopi bellici. Nella realtà tutto questo si traduce in dissesto sociale ed ambientale, abbandono ed incuria. Il territorio “civile” diventa sempre più fragile e le sue comunità completamente abbandonate.

Da anni il Movimento No Muos denuncia questa doppia velocità d’intervento del potere pubblico: da un lato messa in sicurezza, interventi rapidi ed efficaci sui territori della base militare, dall’altro disinteresse e completa assenza di prevenzione e pianificazione del territorio “civile”, da sempre, oggetto di movimenti franosi e fragilità geologiche.

Dopo la mobilitazione di domenica 8 febbraio a Niscemi, continua il percorso per richiedere una messa in sicurezza del territorio e soprattutto un controllo popolare della cittadinanza. Prossimo appuntamento sarà un’assemblea pubblica sabato 7 marzo.

Ne abbiamo parlato con Stefano, del Movimento No Muos – Ascolta l’intervista

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