Macerata – “Le cose leggere” Proiezione film con regista e cast
4 Novembre @ 21:00 - 23:30

Mercoledì 4 novembre
ore 21:00 – Presentazione con il regista Adriano Theill e con il cast: Marta Zarelli, Viola Dialuce, Pierfrancesco “Peco” Gallo
ore 21:30 – Proiezione film “Le cose leggere”
«Le cose leggere racconta la storia fantastica di un paese senza gravità e la storia vera dei suoi abitanti che si rifiutano di andarsene»
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Sinossi
Dopo aver trascorso diversi anni altrove, Sofia torna a vivere in ciò che resta del paese in cui è cresciuta. Qua ritrova suo fratello Bruno, un uomo disilluso che ha ormai perso ogni speranza di ricominciare, la giovane nipote Viola e il loro anziano padre, che ora vive in una casa di riposo composta da container. Il rapporto fra Sofia e Bruno è teso: lui vuole vendere la vecchia casa di famiglia, ormai in rovina, mentre lei resta emotivamente legata al paese da un indefinibile senso di nostalgia.
Mentre Sofia riallaccia il rapporto con i luoghi della sua infanzia, stringe un legame con Viola. Assieme esplorano le rovine del paese, i campi da gioco abbandonati, la vecchia scuola. Durante una di queste esplorazioni Viola si imbatte negli indizi di una strana storia: un paese in cui un giorno la gravità è stata sospesa. Decide di mettere mano alla favola, metafora della realtà in cui lei stessa vive, per cambiarne in positivo il finale. La realtà si confonde con la fantasia, mentre l’anziano padre fugge dalla casa di riposo ed eventi misteriosi trasformano la vita nella silenziosa cittadina.
Dopo aver trascorso diversi anni altrove, Sofia torna a vivere in ciò che resta del paese in cui è cresciuta. Qua ritrova suo fratello Bruno, un uomo disilluso che ha ormai perso ogni speranza di ricominciare, la giovane nipote Viola e il loro anziano padre, che ora vive in una casa di riposo composta da container. Il rapporto fra Sofia e Bruno è teso: lui vuole vendere la vecchia casa di famiglia, ormai in rovina, mentre lei resta emotivamente legata al paese da un indefinibile senso di nostalgia.
Mentre Sofia riallaccia il rapporto con i luoghi della sua infanzia, stringe un legame con Viola. Assieme esplorano le rovine del paese, i campi da gioco abbandonati, la vecchia scuola. Durante una di queste esplorazioni Viola si imbatte negli indizi di una strana storia: un paese in cui un giorno la gravità è stata sospesa. Decide di mettere mano alla favola, metafora della realtà in cui lei stessa vive, per cambiarne in positivo il finale. La realtà si confonde con la fantasia, mentre l’anziano padre fugge dalla casa di riposo ed eventi misteriosi trasformano la vita nella silenziosa cittadina.
– Nota di produzione e del regista
Il film è stato prodotto dall’Accademia del Cinema di Berlino, ma la sua realizzazione è stata resa possibile solo grazie alla generosità delle persone che hanno lavorato davanti e dietro alla macchina da presa, hanno messo a disposizione le locations del film, il proprio tempo e il proprio talento. Girato interamente con attrici e attori non professionisti, abitanti dei luoghi in cui sono state realizzate le riprese, esiste grazie al supporto delle comunità e delle istituzioni di diversi Comuni, fra i quali Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera , Pievetorina – solo per citarne alcuni.
Abbiamo cominciato a lavorare a Le cose leggere nel 2021. Il progetto nasce da una ricerca sul tema dell’incompiuto e dal desiderio di raccontare la crescente sfiducia nel futuro che, in quel momento, ci sembrava caratterizzare il nostro Paese. Ci interessano i luoghi capaci di raccontare una storia che va oltre i propri confini — luoghi in cui temi astratti, di cui sentiamo parlare nei media, diventano concreti e visibili. Lo spopolamento delle aree colpite dal terremoto, la lenta ricostruzione, lo scetticismo sulle sorti di questi territori ci sembravano riflettere la condizione dell’intero Paese: la sua incompiutezza, la sua perdita di leggerezza. Abbiamo quindi incontrato le persone che sarebbero diventate protagoniste del film, e il resto è venuto da sé.
Il film parla di territorio e delle persone che lo abitano, ma lo fa in chiave di realismo magico, intrecciando elementi fantastici a un approccio quasi documentaristico. Il terremoto non viene mai nominato direttamente: al suo posto, una storia immaginaria accompagna lo spettatore, quella di un paese in cui, un giorno, la gravità è stata sospesa. Sul piano stilistico abbiamo cercato un equilibrio tra due linguaggi opposti: il primo romanzesco, a tratti fantastico, persino magico. Il secondo documentaristico, fedele ai luoghi e alle persone che compaiono nel film, rispettoso di loro, del loro linguaggio e delle loro abitudini. Il risultato è un film al tempo stesso intimo e politico, che racconta la storia di una famiglia, quindi di una comunità, e dunque di un Paese.
Nonostante affronti temi molto pesanti, Le cose leggere è un film positivo. Crediamo molto nell’importanza di un cinema ottimista, e troviamo troppo semplice uno sguardo disfattista sulla realtà. Così, sebbene il film guardi con serietà ai problemi dei luoghi che ritrae e alle dinamiche politiche ad essi legate, invita lo spettatore ad adottare una visione costruttiva del futuro.
Il film è stato prodotto dall’Accademia del Cinema di Berlino, ma la sua realizzazione è stata resa possibile solo grazie alla generosità delle persone che hanno lavorato davanti e dietro alla macchina da presa, hanno messo a disposizione le locations del film, il proprio tempo e il proprio talento. Girato interamente con attrici e attori non professionisti, abitanti dei luoghi in cui sono state realizzate le riprese, esiste grazie al supporto delle comunità e delle istituzioni di diversi Comuni, fra i quali Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera , Pievetorina – solo per citarne alcuni.
Abbiamo cominciato a lavorare a Le cose leggere nel 2021. Il progetto nasce da una ricerca sul tema dell’incompiuto e dal desiderio di raccontare la crescente sfiducia nel futuro che, in quel momento, ci sembrava caratterizzare il nostro Paese. Ci interessano i luoghi capaci di raccontare una storia che va oltre i propri confini — luoghi in cui temi astratti, di cui sentiamo parlare nei media, diventano concreti e visibili. Lo spopolamento delle aree colpite dal terremoto, la lenta ricostruzione, lo scetticismo sulle sorti di questi territori ci sembravano riflettere la condizione dell’intero Paese: la sua incompiutezza, la sua perdita di leggerezza. Abbiamo quindi incontrato le persone che sarebbero diventate protagoniste del film, e il resto è venuto da sé.
Il film parla di territorio e delle persone che lo abitano, ma lo fa in chiave di realismo magico, intrecciando elementi fantastici a un approccio quasi documentaristico. Il terremoto non viene mai nominato direttamente: al suo posto, una storia immaginaria accompagna lo spettatore, quella di un paese in cui, un giorno, la gravità è stata sospesa. Sul piano stilistico abbiamo cercato un equilibrio tra due linguaggi opposti: il primo romanzesco, a tratti fantastico, persino magico. Il secondo documentaristico, fedele ai luoghi e alle persone che compaiono nel film, rispettoso di loro, del loro linguaggio e delle loro abitudini. Il risultato è un film al tempo stesso intimo e politico, che racconta la storia di una famiglia, quindi di una comunità, e dunque di un Paese.
Nonostante affronti temi molto pesanti, Le cose leggere è un film positivo. Crediamo molto nell’importanza di un cinema ottimista, e troviamo troppo semplice uno sguardo disfattista sulla realtà. Così, sebbene il film guardi con serietà ai problemi dei luoghi che ritrae e alle dinamiche politiche ad essi legate, invita lo spettatore ad adottare una visione costruttiva del futuro.
– Regista
Adriano Theill ha iniziato i suoi studi come regista presso la Deutsche Film- und Fernsehakademie Berlin (DFFB) dopo aver conseguito una laurea in filosofia all’Università di Firenze. Le cose leggere è il suo primo lungometraggio.
Adriano Theill ha iniziato i suoi studi come regista presso la Deutsche Film- und Fernsehakademie Berlin (DFFB) dopo aver conseguito una laurea in filosofia all’Università di Firenze. Le cose leggere è il suo primo lungometraggio.
– Direttrice della fotografia
Marianne Borowiec ha studiato fotografia d’arte a Graz e ha lavorato lì per diversi anni come fotografa e artista prima di studiare cinematografia alla DFFB. Attualmente vive a Vienna e lavora a diversi film di finzione, mantenendo un dialogo artistico continuo con artisti visivi di varie discipline.
Marianne Borowiec ha studiato fotografia d’arte a Graz e ha lavorato lì per diversi anni come fotografa e artista prima di studiare cinematografia alla DFFB. Attualmente vive a Vienna e lavora a diversi film di finzione, mantenendo un dialogo artistico continuo con artisti visivi di varie discipline.
– Produttore
Daniel Ruprech ha studiato cinema e arte presso l’Università di Pécs, in Ungheria, e ha iniziato a lavorare come critico cinematografico per diverse riviste ungheresi. Ha mosso i primi passi nel mondo del cinema come montatore e in seguito ha studiato produzione alla DFFB.
Daniel Ruprech ha studiato cinema e arte presso l’Università di Pécs, in Ungheria, e ha iniziato a lavorare come critico cinematografico per diverse riviste ungheresi. Ha mosso i primi passi nel mondo del cinema come montatore e in seguito ha studiato produzione alla DFFB.
