{"id":8708,"date":"2026-09-22T18:28:04","date_gmt":"2026-09-22T16:28:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.glomeda.org\/?p=8708"},"modified":"2026-09-22T18:58:32","modified_gmt":"2026-09-22T16:58:32","slug":"argentina-minacce-di-sfratto-ai-popoli-indigeni-che-resistono-allestrattivismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/2026\/09\/22\/argentina-minacce-di-sfratto-ai-popoli-indigeni-che-resistono-allestrattivismo\/","title":{"rendered":"Argentina &#8211; Minacce di sfratto ai popoli indigeni che resistono all&#8217;estrattivismo"},"content":{"rendered":"\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><em><strong>Il resoconto della conferenza stampa internazionale di denuncia indetta il 4 settembre scorso dalle comunit\u00e0 indigene Mapuche<\/strong><\/em><strong><em> &#8211; In collaborazione con Ya Basta! Marche<\/em><\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il 6 agosto scorso \u00e8 stata discussa a Buenos Aires<\/strong> una proposta di legge sulla \u201c<em>extranjerizaci\u00f3n<\/em>\u201d, definita anche <strong>legge dell\u2019inviolabilit\u00e0 del diritto privato<\/strong>, che ha l\u2019intenzione di eliminare il limite che impedisce alle persone fisiche o giuridiche estere, principalmente alle aziende multinazionali, di possedere pi\u00f9 del 15 % dei terreni rurali a livello nazionale, provinciale e comunale e prevede la possibilit\u00e0, finora vietata, d\u2019acquistare terreni che comprendano laghi, fiumi e altri specchi d\u2019acqua. <br><br><strong>Una grande mobilitazione nazionale si \u00e8 opposta<\/strong> al disegno di legge, culminata con una manifestazione nel giorno dei lavori parlamentari e <strong>duri scontri a Plaza del Congresso<\/strong> per oltre quattro ore sotto un forte temporale. Una mobilitazione che <strong>\u00e8 riuscita a  bloccare questa parte del progetto di legge<\/strong> volto a svendere indiscriminatamente il territorio argentino a capitali stranieri. <br><br><strong>\u00c8 stata per\u00f2 approvata dal senato una parte della legge denominata <em>\u201cdesalojos expr\u00e9s\u201d<\/em> <\/strong>che autorizza gli sfratti immediati di persone, famiglie e popolazioni indigene che vivono nei territori ancestrali &#8211; soprattutto in Patagonia, nelle zone umide del Litorale, nella zona del fiume Paran\u00e1 e nelle aree minerali del nord-ovest argentino. Ancor peggio, pur non essendo ancora legge vigente &#8211; manca il vaglio della <em>c\u00e1mara de diputados<\/em> &#8211; <strong>si sta gi\u00e0 assistendo a sfratti, sgomberi e pressioni sulle comunit\u00e0 indigene.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto sta accadendo in realt\u00e0 non costituisce una novit\u00e0, visto che tanto in Argentina quanto in tutto il sud America, <strong>da sempre le comunit\u00e0 indigene sono vittime di repressione<\/strong> e abusi perpetrati sia dallo stato che dai privati che hanno interessi economici in quelle terre. <br>Le notizie di questi giorni sui continui attacchi alle comunit\u00e0 <strong>si inscrivono per\u00f2 in un pi\u00f9 ampio disegno di sfruttamento totale dei territori,<\/strong> che non vede alcuna cura n\u00e9 per l\u2019ambiente n\u00e9 per le popolazioni che vi abitano. <br><br>Oltretutto, il portato di questa svendita di territorio determina <strong>un impatto che da locale diventa globale<\/strong>, in quanto colpisce ed intacca zone in cui sono presenti risorse naturali che costituiscono un bene comune importantissimo, da preservare in quanto barriera contro i cambiamenti climatici, <strong>tasselli fondamentali per la sostenibilit\u00e0 presente e futura del pianeta.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante ci\u00f2 le comunit\u00e0 attaccate si trovano sempre pi\u00f9 isolate e ignorate, non solo dalla politica nazionale e dall\u2019opinione pubblica argentina, ma da tutta la politica internazionale. <br><strong>Per far sentire la propria voce, denunciare quanto sta accadendo e consolidare il sostegno alla resistenza che stanno mettendo in campo<\/strong>, hanno allora deciso di fare <strong>appello alla solidariet\u00e0 internazionale<\/strong>. <br>E\u2019 infatti necessario che tutto il mondo si mobiliti, supportando le lotte e moltiplicando le pressioni e le denunce contro le azioni del governo argentino, per fermare questo piano che intende, attraverso sfratti e repressione, spianare la strada alle mire del capitalismo estrattivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Venerd\u00ec scorso, 4 settembre<\/strong>, \u00e8 stata indetta <strong>una conferenza stampa virtuale internazionale<\/strong> alla quale la redazione di Glomeda ha partecipato insieme all&#8217;associazione Ya Basta! Marche; di seguito riportiamo i punti salienti emersi durante l&#8217;incontro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima a prendere parola \u00e8 <strong>Florencia Sol\u00ecs<\/strong> da <em>Jujuy<\/em>  &#8211; provincia del nord dell\u2019Argentina, al confine con la Bolivia &#8211; del <strong>movimento delle <em>Warmis<\/em> <\/strong>(donne appartenenti alle comunit\u00e0 dei popoli indigeni della <em>Puna<\/em>, <em>Quebrada<\/em>, <em>Valles<\/em> e <em>Yungas<\/em> della provincia di<em> Jujuy<\/em>), raccontando di come abbiano dato vita ad <strong>una carovana che dai loro territori ha raggiunto Buenos Aires<\/strong> in difesa della <em>Pachamama<\/em>, per chiedere conto al parlamento su quanto sta accadendo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La marcia rivendica che <strong>le comunit\u00e0 indigene siano trattate come soggetti di diritto e riconosciute come sovrane dei territori<\/strong> in cui da sempre risiedono. Questi territori sono ricchi di risorse naturali, tra cui terre rare, che vengono sfruttate dalle multinazionali senza alcun controllo. <br>Non esistono informazioni pubbliche in materia ambientale, non esistono studi e nessuna azione di tutela dell\u2019ambiente \u00e8 stata introdotta dai governi. <br><strong>L\u2019impatto socio-ambientale delle attivit\u00e0 minerarie<\/strong> nel bacino della <em>Laguna de los Pozuelos<\/em> <strong>\u00e8 completamente ignorato<\/strong>, nonostante le pesanti ripercussioni sulle popolazioni, nessuna protezione viene garantita nemmeno a luoghi dichiarati patrimonio dell\u2019<em>Unesco<\/em> come ad esempio <em>Ranar<\/em>. <br>Ovviamente nessuna risposta \u00e8 arrivata dalle istituzioni, cosa che non stupisce visto il costante disinteresse nei confronti delle rivendicazioni delle popolazioni indigene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene inoltre <strong>sfruttata la vulnerabilit\u00e0 socio-economica<\/strong> di numerose famiglie per indurle ad accettare l\u2019<strong>insediamento di iniziative imprenditoriali estrattiviste<\/strong> con la promessa di sviluppo e sostenibilit\u00e0, promessa poi smentita da quanto sta accadendo. A questo si aggiunge il fatto che le persone vengono cacciate dai territori con l\u2019intervento delle forze dell\u2019ordine e l\u2019utilizzo di macchinari pesanti per distruggere le case e gli insediamenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Successivamente prende parola <strong>Estela Maris Molina<\/strong> della comunit\u00e0 <em>Colla di Iruya<\/em> &#8211; altra regione al nord dell\u2019Argentina, subito a sud del <em>Jujuy<\/em>. <br>Anche loro, insieme a diverse comunit\u00e0 come la <em>Diaguita Cachaqu\u00ed<\/em>, i <em>Wich\u00ed<\/em> e gli <em>Ava Guaran\u00ed<\/em>, stanno denunciando quanto accade nei loro territori. <strong>L\u2019avanzata dell\u2019estrattivismo, soprattutto ad opera di multinazionali minerarie<\/strong> che estraggono litio come principale prodotto &#8211; tra queste troviamo aziende inglesi, francesi, cinesi, sudcoreane ed israeliane &#8211; sta distruggendo e inquinando le terre oltre ad ostacolare il vivere quotidiano delle comunit\u00e0. <br>La regione di <em>Salta<\/em> ha perso 15.129 ettari di foresta nel corso del 2025 e 11.960 tra gennaio e giugno del 2026. 1,8 milioni di ettari appartenenti a territori indigeni sono oggi in mano a propriet\u00e0 straniere. <br><br>La questione delle estrazioni minerarie riguarda anche lo <strong>sfruttamento indiscriminato delle risorse idriche <\/strong>che sta prosciugando i bacini della zona, precisamente nelle comunit\u00e0 di <em>Las Pailas<\/em> a <em>Diaguitas Calchaquies<\/em>, <em>Salinas Grandes<\/em>,<em> Lagune di Guasatoc<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un\u2019altra situazione critica riguarda le privatizzazioni imposte<\/strong> attraverso la costruzione di recinzioni o attraverso pressioni per spingere le persone ad abbandonare le loro terre.<br>Viene deviata l\u2019acqua destinata all\u2019irrigazione per essere utilizzata nelle miniere o, nel caso del nord, nell\u2019<strong>agroindustria per le mega-colture di soia<\/strong> e di altre colture altamente inquinanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche il costo dei servizi, come ad esempio l\u2019energia elettrica, \u00e8 aumentato in maniera spropositata, pesando sulle famiglie che vivono in questi territori. <br>In generale, <strong>l\u2019iniziativa autonoma delle comunit\u00e0 viene ostacolata<\/strong> attraverso leggi che limitano la possibilit\u00e0 di vendita dei prodotti coltivati o la pratica del pascolo transumante, attivit\u00e0 che storicamente fanno parte dell\u2019economia delle comunit\u00e0. <br><strong>Tutto ci\u00f2 si somma alle intimidazioni e agli sfratti delle comunit\u00e0 da parte delle forze dell\u2019ordine<\/strong> con l\u2019obiettivo di mettere le persone alle strette e costringerle cos\u00ec a lasciare quei territori non pi\u00f9 vivibili <em>\u201cvolontariamente\u201d<\/em> e poter dire in questo modo che <em>\u201csono loro ad essersene andati\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prendono poi la parola <strong>due <em>lonko<\/em><\/strong> <em>(autorit\u00e0 ancestrale della comunit\u00e0 Mapuche ndr)<\/em> <strong>Amancay<\/strong> della <em>Lof (comunit\u00e0 ndr)<\/em> <em>Quintriqueo<\/em> e <strong>Nohelia<\/strong> della <em>Lof Melo<\/em> nella Patagonia argentina, <em>San Carlos de Bariloche e Villa Longostura<\/em>. Questi territori appartengono da sempre a queste comunit\u00e0, nonostante le campagne genocidarie contro il popolo <em>Mapuche<\/em> per sfruttarne la manodopera e le risorse. <br><br>Era il 1870 quando il presidente Roca, detto il <em>\u201cgenocida\u201d<\/em>, ha concesso titoli di propriet\u00e0 sui territori in cui le comunit\u00e0 vivevano. <strong>Le comunit\u00e0 per\u00f2 non si sono arrese e hanno continuato a resistere<\/strong>, nonostante i tanti momenti difficili attraversati. In particolare dagli anni 2000 si sono moltiplicate le azioni per rivendicare il territorio, per <strong>recuperare terre e identit\u00e0 e riaffermare l\u2019orgoglio di essere <em>Mapuche<\/em>. <\/strong><br><br><strong>Azioni dirette di recupero di territorio<\/strong> sono state messe in campo nonostante la repressione e l\u2019opposizione del governo. Dal 2016 ad oggi hanno resistito ad otto tentativi di sfratto, fino allo scorso 19 agosto dove la violenza del governo \u00e8 riuscita a strappare una parte del territorio alle comunit\u00e0. <br>Tutto questo ovviamente illegalmente, in quanto nessuna azione \u00e8 stata preavvisata n\u00e9 \u00e8 stata data la possibilit\u00e0 e il tempo alle comunit\u00e0 per difendersi legalmente. <br>Inoltre, \u00e8 stata recentemente abrogata la legge internazionale 26160 che garantisce alle comunit\u00e0 indigene di vivere nei propri territori, cosa che diminuisce ulteriormente le garanzie in loro possesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ultimo riportiamo quanto detto nel suo intervento dal <em>lonko<\/em> del <em>Lof Pillan Mawiza<\/em>, nella provincia di <em>Chubut<\/em> in Patagonia. Un fatto importante che viene sottolineato \u00e8 la progressiva trasformazione degli stati latinoamericani in stati tirannici, di cui l\u2019Argentina \u00e8 stata l\u2019apripista. <br>Uno stato tirannico determina <strong>lo svuotamento del potere democratico per trasformarsi in forza repressiva<\/strong>, il governo di estrema destra di Milei ne \u00e8 un lampante esempio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In Patagonia vivono migliaia di famiglie del popolo <em>Mapuche<\/em><\/strong> che hanno da sempre abitato questi territori ed ora sono sotto attacco. <strong>Peter Tiel \u00e8 sbarcato in Argentina per creare <em>data center<\/em> nei territori <em>Walmapu<\/em><\/strong>, con conseguenze estreme in termini di utilizzo del territorio e delle risorse, acqua ed energia su tutte. <br><strong>La svendita della Patagonia alle multinazionali straniere<\/strong> non riguarda solo le popolazioni che vi risiedono, ma avr\u00e0 conseguenze assai pi\u00f9 ampie. <br><br>Come \u00e8 ormai comprensione comune la fondamentale necessit\u00e0 di mettere fine alla devastazione dell\u2019Amazzonia, \u00e8 necessario oggi capire che <strong>le minacce dirette alla Patagonia avranno ripercussioni sull\u2019umanit\u00e0 tutta<\/strong> e sul pianeta nella sua interezza. I ghiacciai sono in pericolo e questo ha conseguenze non solo perch\u00e9 alimentano l\u2019acqua del territorio in cui sono situati, ma perch\u00e9 contribuiscono a tenere a freno il riscaldamento globale. <strong>Lottare per far s\u00ec che il mondo rimanga vivibile significa essere solidali con chi lotta<\/strong>, con chi \u00e8 perseguitato, ucciso, incarcerato e spogliato del proprio territorio in sud America.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Argentina si stanno vagliando leggi che garantiscono la propriet\u00e0 privata &#8211; che oltretutto non \u00e8 mai stata a rischio &#8211; e non tutelano invece la garanzia di autonomia e sovranit\u00e0 nel poter vivere nei propri territori per le popolazioni indigene. <strong>Il governo Milei sta aggravando una situazione che non \u00e8 mai stata rosea, puntando sull\u2019apparato repressivo e di spionaggio.<\/strong> Costantemente droni, elicotteri e polizia in borghese intimidiscono e controllano le popolazioni indigene per proteggere e salvaguardare gli insediamenti delle multinazionali dei tecno-magnati bellicisti che mirano ad acquistare ed occupare quei territori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Benetton rappresenta una delle aziende presenti sul territorio da molto tempo<\/strong> &#8211; era il 1991 anno in cui il neoliberismo faceva ingresso in Argentina &#8211; arrivando ad essere proprietaria di quasi un milione di ettari. <br>A ovest, a est, a nord, a sud Benetton c\u2019\u00e8 sempre. <br>In questo momento sta favorendo lo sgombero della <em>Lof Kurache<\/em>, ma \u00e8 solo l\u2019ultima di tante azioni violente e di saccheggio rimaste impunite, come l\u2019assassinio di Santiago Maldonado.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8220;C\u2019\u00e8 urgente bisogno della solidariet\u00e0 internazionale! Tutto il mondo deve venire a conoscenza di quanto sta accadendo e soprattutto del fatto che, nonostante i continui attacchi, le popolazioni indigene stanno lottando e resistendo per porre un freno alla tirannia internazionale sui loro territori. <br>Questa \u00e8 l\u2019unica possibilit\u00e0 per far s\u00ec che i popoli indigeni continuino ad esistere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>E\u2019 fondamentale che la comunit\u00e0 internazionale si attivi, alzando la voce per far sapere quanto sta accadendo in Argentina, mettendo in campo il pi\u00f9 ampio numero di iniziative ed azioni di supporto e denuncia e facendo pressione sulla politica nazionale ed internazionale affinch\u00e9 tutto questo venga fermato!&#8221;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il resoconto della conferenza stampa internazionale di denuncia indetta il 4 settembre scorso dalle comunit\u00e0 indigene Mapuche &#8211; In collaborazione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8710,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","h5ap_radio_sources":[],"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":""},"categories":[8,337],"tags":[53,338,339],"class_list":["post-8708","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-evidenza","category-resistenza-mapuche","tag-argentina","tag-mapuche","tag-popoli-indigeni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8708","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8708"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8708\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8713,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8708\/revisions\/8713"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8710"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8708"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8708"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8708"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}