{"id":7990,"date":"2026-05-12T11:37:27","date_gmt":"2026-05-12T09:37:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.glomeda.org\/?p=7990"},"modified":"2026-05-12T13:24:53","modified_gmt":"2026-05-12T11:24:53","slug":"bruxelles-14-giugno-freedom-not-war","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/2026\/05\/12\/bruxelles-14-giugno-freedom-not-war\/","title":{"rendered":"Bruxelles, 14 giugno &#8211; Freedom Not War"},"content":{"rendered":"\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><em><strong>L&#8217;appello aperto dei Centri Sociali Marche verso la manifestazione &#8216;Welfare Not Warfare&#8217;<\/strong><\/em><\/h6>\n\n\n\n<p><strong>Dalle nostre assemblee di confronto e analisi sulla guerra \u00e8 nato l&#8217;appello che riportiamo di seguito. Nell&#8217;appello vengono riassunti i contenuti sulla base dei quali abbiamo deciso la nostra presenza alla manifestazione che si terr\u00e0 a Bruxelles il 14 giugno. <\/strong><br><strong>L&#8217;appello non \u00e8 firmato perch\u00e9 chiunque lo condivida possa farlo proprio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Centri Sociali Autogestiti Marche \u2013 Italia.<\/em><\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>FREEDOM NOT WAR<br>Contro la guerra che arruola citt\u00e0,  vite, territori<\/strong><br><strong>Praticare l&#8217;autonomia delle lotte e dei movimenti <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche se viviamo in territori lontani dai bombardamenti <strong>la guerra \u00e8 intorno a noi<\/strong>. <br><strong>La guerra arruola <\/strong>le nostre vite, le nostre risorse, le nostre citt\u00e0. <br><strong>La guerra espropria<\/strong> beni e ricchezze dirottati dai bisogni sociali alle casse dei produttori di armi, delle lobby del fossile e delle <em>big tech<\/em>. <strong>La guerra piega<\/strong> la cultura e l&#8217;informazione alla sua propaganda. <br><strong>La guerra uccide, distrugge e nel contempo trasforma<\/strong>, impone la sua economia, cambia il mondo sulla base delle strategie di sopravvivenza ed espansione dei capitali e dei mercati. <br><br><strong>Questa guerra \u00e8 globale e costituente<\/strong>: non serve a risolvere una crisi localizzata ma a ridisegnare i dispositivi generali di esercizio del potere e di controllo delle risorse. <br><strong>L&#8217;intero impianto delle istituzioni internazionali <\/strong>accreditate come quelle preposte alla mediazione dei conflitti e alla tutela dei fondamentali diritti individuali e collettivi, <strong>\u00e8 stato ridotto in macerie<\/strong>: la retorica delle nazioni unite e della civilt\u00e0 giuridica \u00e8 morta con il genocidio del popolo palestinese. <br>Anche le istituzioni interne ai singoli paesi di un Occidente che si \u00e8 sempre narrato come la culla della <em>\u201cdemocrazia\u201d<\/em> stanno cambiando velocemente. <br><strong>Nuove leggi hanno ripristinato i reati di opinione e ridotto drasticamente gli spazi di critica<\/strong>, mentre i poteri di polizia e le misure carcerarie sono stati costantemente incrementati con l&#8217;obiettivo di colpire in maniera sempre pi\u00f9 profonda e capillare qualsiasi forma di insubordinazione. <br><br><strong>Non si tratta solo di <em>\u201ctorsioni autoritarie<\/em>\u201d<\/strong> realizzate dai governi di destra: <strong>\u00e8 un processo molto pi\u00f9 profondo e complessivo<\/strong> a cui concorrono anche i governi cosiddetti <em>\u201cprogressisti\u201d<\/em> e le scelte politiche della sinistra istituzionale. Le politiche criminali dell&#8217;Unione Europea e della Commissione Europea rendono evidente <strong>la trasversalit\u00e0 delle responsabilit\u00e0 politiche nella guerra, nel riarmo e nel genocidio palestinese<\/strong>. <br>Gli appelli all&#8217;ONU e al diritto internazionale cos\u00ec come la propaganda elettorale di quelle forze che vogliono cogliere l&#8217;occasione per conquistare i banchi del governo, sono oramai parole vuote che non vogliono assumere fino in fondo la realt\u00e0 di quello che sta accadendo. <br><br><strong>Assumere fino in fondo la realt\u00e0 storica che stiamo vivendo<\/strong> \u00e8, invece, necessario per organizzare in maniera efficace la nostra risposta. Le mobilitazioni contro il genocidio palestinese hanno dimostrato concretamente la forza delle lotte, che nascono dal basso e crescono nell&#8217;autonomia delle proprie forme organizzative. <br><strong>Opporsi alla guerra oggi significa opporsi a un&#8217;idea di mondo. <\/strong><br><strong>Resistere alla guerra oggi significa lottare per un&#8217;altra idea di mondo. <\/strong><br>Ai cambiamenti indotti dalla guerra dobbiamo contrapporre non il passato, ma l&#8217;azzardo del futuro che desideriamo. Non bastano posizioni di principio o atti simbolici: servono azioni concrete. <br><br><strong>Possiamo opporci alla guerra e nel contempo cominciare a costruire un futuro diverso. <\/strong><br><strong>Le strategie di guerra ricalcano le strategie del fossile<\/strong>: con la guerra la crisi climatica \u00e8 stata totalmente oscurata e le lobby del fossile hanno ripristinato centralit\u00e0, potere e ampi margini di azione. <br>Le catene del fossile attraversano i nostri territori: li occupano, li devastano, ma sono anche alla portata delle nostre azioni. <strong>Opporsi all&#8217;arruolamento nella guerra significa immediatamente dare centralit\u00e0 alle mobilitazioni e alle azioni contro le catene del fossile<\/strong>, riaffermare con la pratica l&#8217;urgenza dell&#8217;uscita dal fossile attraverso modelli energetici decentrati, compatibili con l&#8217;eco-ambiente e controllabili dal basso. <br><br><strong>Anche le catene di produzione e commercializzazione delle armi attraversano i nostri territori e i nostri porti<\/strong>: proprio per questo sono alla portata delle nostre azioni di lotta e devono diventarne un obiettivo primario. <br>Si tratta di strategie di azione che i movimenti hanno gi\u00e0 individuato e che dobbiamo incrementare intensificando le capacit\u00e0 organizzative e di coordinazione comune. <br><strong>La Commissione Europea e le forze politiche che la sostengono, devono essere delegittimate<\/strong>: devono rispondere delle politiche criminali di cui sono responsabili e di quel furto enorme di risorse che chiamano riarmo, non nelle lussuose sale istituzionali, ma nelle piazze. <br><strong>I movimenti devono tornare ad occupare lo spazio europeo<\/strong>: per fare questo <strong>\u00e8 necessario che siano radicati nei territori dei singoli paesi<\/strong> che lo compongono. <br>Ma perch\u00e9 ci sia un reale radicamento, perch\u00e9 i movimenti possano esprimere una realistica progettualit\u00e0 che agisce nel presente per costruire un futuro, <strong>\u00e8 prima di tutto necessario che i movimenti siano autonomi, autorganizzati, liberati dai tatticismi politico-istituzionali<\/strong> che costantemente ne minano i percorsi per omologarli, renderli compatibili, farne un serbatoio di voti per la prossima tornata elettorale. <br><br><strong>Alla guerra costituente dobbiamo opporre l&#8217;autonomia costituente dei movimenti. <br>Alla guerra che cambia dobbiamo contrapporre le lotte che liberano. <\/strong><br><strong>All&#8217;antifascismo che accomuna pratiche e movimenti in tutta Europa, dobbiamo dare un significato nuovo <\/strong>perch\u00e9 il fascismo di questa epoca di grandi trasformazioni, non \u00e8 dato dalle politiche autoritarie di qualche governo di destra, ma dalla <strong>visione totalitaria del mondo che con la guerra si vuole imporre e a cui si allineano i governi, a prescindere dal loro colore politico<\/strong> e dalle differenze che nei processi globali in atto restano marginali e inefficaci. Se vogliamo che i nostri corpi non siano arruolati in questa guerra, dobbiamo impedire che siano arruolati i nostri territori, le nostre citt\u00e0, il nostro pensiero, le nostre forme organizzative. <br><strong>Contro ogni arruolamento non esiste strumento pi\u00f9 efficace dell&#8217;autonomia delle lotte e dei movimenti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il 14 giugno saremo alla manifestazione che si terr\u00e0 a Bruxelles. <\/strong><br><strong>In un momento come quello che stiamo vivendo gli spazi di espressione che si producono a livello europeo e internazionale sono importanti e devono essere agiti. <\/strong><br><strong>Ci saremo con le compagne e i compagni che con noi condividono i contenuti e, soprattutto, il<em> \u201csentire\u201d<\/em> di questo documento. <\/strong><br><strong>Ci saremo perch\u00e9 i percorsi contro la guerra, il riarmo, il fossile, non possono che essere nello stesso tempo azione, ricerca, sperimentazione e azzardo: esserci significa dare voce a un pensiero, intrecciare storie comuni, provare a costruire insieme nuovi riferimenti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Contro guerra, genocidio e complicit\u00e0 della Commissione Europea<\/strong><br><strong><em>Siamo tutte antifasciste, siamo tutti antifascisti!<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;appello aperto dei Centri Sociali Marche verso la manifestazione &#8216;Welfare Not Warfare&#8217; Dalle nostre assemblee di confronto e analisi sulla<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7993,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","h5ap_radio_sources":[],"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[319],"class_list":["post-7990","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-uncategorized","tag-freedom-not-war"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7990","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7990"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7990\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7997,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7990\/revisions\/7997"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7993"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7990"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7990"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7990"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}