{"id":7724,"date":"2026-04-14T16:25:22","date_gmt":"2026-04-14T14:25:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.glomeda.org\/?p=7724"},"modified":"2026-04-14T18:04:19","modified_gmt":"2026-04-14T16:04:19","slug":"da-cosenza-dai-sud-una-nuova-sfida-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/2026\/04\/14\/da-cosenza-dai-sud-una-nuova-sfida-comune\/","title":{"rendered":"Da Cosenza, dai Sud, una nuova sfida comune"},"content":{"rendered":"\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>I Sud si organizzano, 11 e 12 aprile 2026 &#8211; Il comunicato post-assemblea<\/em><\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p><strong>A Cosenza abbiamo dato vita a due giorni di discussione e confronto importanti<\/strong>, dando seguito al percorso collettivo iniziato a Messina negli scorsi mesi e facendo insieme un ulteriore passo in avanti. Eravamo in tante, da ogni parte dei sud. <br>Decine e decine di compagne impegnate sui territori hanno risposto alla chiamata alla discussione, confermando quanto questo momento fosse necessario.<br>Lo abbiamo ribadito sin dall\u2019inizio. <br><br><strong>\u00c8 necessario uno spazio di confronto collettivo e permanente<\/strong> tra le realt\u00e0 politiche e sociali impegnate nei sud, che i sud li vivono e che nei sud si autorganizzano. <br>Uno spazio capace di rafforzare e amplificare la nostra azione e di sviluppare, attraverso la discussione collettiva, un nuovo pensiero sui sud, che aggiorni e attualizzi le lenti attraverso cui leggere i processi politici, sociali ed economici che attraversano i nostri territori.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 con una consapevolezza comune che \u00e8 emersa con chiarezza nel corso delle due giornate. <br>La trasformazione radicale di cui abbiamo bisogno alle nostre latitudini pu\u00f2 nascere solo dalla capacit\u00e0 di mettere in campo nuove mobilitazioni sociali e <strong>dal riconoscimento del conflitto e dell\u2019organizzazione come strumenti fondamentali<\/strong> per costruire la forza necessaria a uno scontro con la controparte. <br>Una controparte che ha prodotto le condizioni materiali che vediamo ogni giorno fuori dalle nostre porte: di distruzione dei territori, povert\u00e0, prevaricazione, emigrazione e sfruttamento. <br>Una minaccia costante, quotidiana, per le nostre vite.<br><br><strong>Il cammino comune che abbiamo rafforzato in questi giorni<\/strong> rappresenta quindi un\u2019urgenza e una necessit\u00e0, un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 collettiva. La scelta di mettere al centro i sud come pluralit\u00e0 \u00e8 uno stimolo a riflettere sull\u2019evoluzione dei processi di periferizzazione e marginalizzazione, su come il capitalismo estrattivista e la ridefinizione degli stati in senso competitivo, abbiano <strong>ridisegnato anche in senso spaziale le differenze territoriali<\/strong>, che non scompaiono, ma diventano pi\u00f9 complesse: attraversano citt\u00e0 e aree interne, centri e periferie, Nord e Sud.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Territori caratterizzati spesso dalle stesse dinamiche socio-economiche<\/strong>, a lungo considerati come spazi a disposizione, sacrificabili, da mettere a valore e da cui estrarre risorse materiali e umane a vantaggio dei centri, attraverso la logica della<em> \u201caccumulazione per espropriazione\u201d<\/em>. Una logica di dominio sui territori che si intreccia con processi di marginalizzazione e valorizzazione estrattiva dei corpi, che colpiscono in modo specifico le donne e le soggettivit\u00e0 non binarie nei contesti dei sud.<br>Per questo, l\u2019analisi e l\u2019azione devono partire necessariamente da presupposti di intersezionalit\u00e0, capaci di mettere in relazione le diverse matrici di oppressione e di svelare come esse si co-producono all\u2019interno dei dispositivi di potere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Su questo stesso terreno di sfruttamento<\/strong>, dobbiamo contrastare le immagini pi\u00f9 romantiche, quelle del turismo diffuso, dei borghi <em>\u201cautentici\u201d<\/em>, della cartolina<em> \u201cdove il tempo si \u00e8 fermato\u201d<\/em>, perch\u00e9 funzionano come dispositivi di mercificazione, che riducono territori e vite a oggetti di consumo. <br>Ci\u00f2 che viene celebrato come qualit\u00e0, o addirittura volano di <em>\u201csviluppo\u201d<\/em>, diventa facilmente valore da estrarre, senza produrre trasformazioni materiali concrete per chi quei luoghi li abita quotidianamente.<br>Ci siamo riconosciute come territori e soggettivit\u00e0 che affrontano sfide comuni, a partire dalla crisi socio-ecologica che minaccia la nostra stessa esistenza, ma guardando anche oltre, alle tante periferie e aree marginali che dal resto d\u2019Italia si estendono fino agli altri paesi del Mediterraneo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le trasformazioni che interessano i nostri territori<\/strong> non possono essere comprese pienamente se non <strong>all\u2019interno di dinamiche globali<\/strong>. Oggi, qui e ora, il meccanismo della guerra si configura come un paradigma di governo che assume forme molteplici e arriva fino a noi con grande forza. <br>\u00c8 un dispositivo che dobbiamo riconoscere e contrastare, dai piccoli paesi alle grandi citt\u00e0, individuando obiettivi chiari attorno ai quali mobilitarci.<br><br>Riteniamo fondamentale che il Mediterraneo smetta di essere un mare di morte e torni a essere uno spazio di solidariet\u00e0 e di mobilitazione internazionale contro la guerra globale.<br>E proprio sul terreno delle mobilitazioni, le piazze dell\u2019autunno contro il genocidio del popolo palestinese e il No al governo Meloni attraverso il referendum hanno rappresentato <strong>l\u2019emersione di un\u2019insoddisfazione crescente nel Paese<\/strong>, che arriva con forza dai Sud e dalle giovani. <br>Una domanda\u00a0politica\u00a0chiara che ci riguarda.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>C\u2019\u00e8 una disponibilit\u00e0 al rifiuto della miseria di questo stato di cose<\/strong> che cogliamo collettivamente nei tanti territori che hanno contribuito alla discussione di questi giorni, uno stimolo importante per tutte a rafforzare le connessioni, ad interrogarsi su nuovi strumenti all\u2019altezza della fase politica che viviamo.<br>Abbiamo vissuto due giorni di entusiasmo e fiducia. Abbiamo rafforzato relazioni sincere e profonde. <br>Ci siamo riconosciute come compagne.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle discussioni, dentro e fuori i momenti assembleari, abbiamo condiviso la soddisfazione per la ripresa di questo cammino comune, oltre le differenze e le specificit\u00e0 di ciascuna, nel segno del riconoscimento reciproco. Negli anni abbiamo visto diversi tentativi fallire, ma da Messina a Cosenza e nei prossimi appuntamenti che verranno abbiamo posto le basi per una storia nuova, forte della condivisione di un intento comune: <strong>rafforzare un luogo di discussione e confronto<\/strong> per amplificare le nostre voci, per connettere e potenziare le iniziative che conduciamo sui territori, per tenere viva una nuova riflessione sui Sud alla luce delle mutate condizioni globali e del Paese.<br>Vogliamo vivere una vita bella e vogliamo avere la possibilit\u00e0 di viverla nei nostri territori. <br>Questo processo dipende dalla nostra capacit\u00e0 d\u2019azione, senza appelli a terzi e senza attese messianiche.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Noi, qui e ora. \u00c8 stato solo l\u2019inizio.<br><\/strong>Da oggi siamo impegnate ad alimentare uno spazio di discussione comune da Sud per i Sud. <br>Sono tanti gli appuntamenti che, citt\u00e0 per citt\u00e0 e territorio per territorio, ci vedranno protagoniste. <br><strong>Il prossimo 8 agosto<\/strong> torneremo a mobilitarci collettivamente a Messina, non solo contro il ponte in quanto infrastruttura, ma contro il ponte come modello di sviluppo che si vuole imporre ai nostri territori.<br><br><em>Alla lotta. Per una nuova stagione di riscatto e conflitto sociale. I Sud si organizzano insieme.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>I Sud si organizzano, 11 e 12 aprile 2026<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Sud si organizzano, 11 e 12 aprile 2026 &#8211; Il comunicato post-assemblea<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7725,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","h5ap_radio_sources":[],"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":""},"categories":[314],"tags":[315],"class_list":["post-7724","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-movimenti","tag-i-sud-si-organizzano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7724","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7724"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7724\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7733,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7724\/revisions\/7733"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7725"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7724"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7724"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7724"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}