{"id":7354,"date":"2026-03-23T17:01:38","date_gmt":"2026-03-23T16:01:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.glomeda.org\/?p=7354"},"modified":"2026-03-23T17:54:49","modified_gmt":"2026-03-23T16:54:49","slug":"sabotare-lassenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/2026\/03\/23\/sabotare-lassenza\/","title":{"rendered":"Sabotare l\u2019assenza"},"content":{"rendered":"\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Tre testi palestinesi, per una lettura di parte, in grado di restituire voce a chi \u00e8 sistematicamente silenziato, di Libreria Indipendente Sabot<\/em><\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p><em>(Nell&#8217;immagine di copertina &#8216;I&#8217;m still alive&#8217;, opera dell&#8217;artista gazawi Maisara Baroud, ndr)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il gruppo di lettura della<em> Libreria indipendente Sabot<\/em>, realt\u00e0 nata e cresciuta all\u2019interno dello <em>Spazio Autogestito TNT <\/em>di Jesi, ha scelto negli ultimi mesi di dedicare <strong>un ciclo a tre testi di autori e autrici palestinesi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da sette anni la nostra selezione non \u00e8 mai stata neutrale<\/strong>, proprio come lo spazio dal quale nasce questa esperienza. Il progetto della libreria muove proprio dalla volont\u00e0 di <strong>approfondire tematiche sociali<\/strong> e geopolitiche, <strong>connettendo il desiderio di lettura della realt\u00e0<\/strong> di chi attraversa il <em>TNT<\/em> <strong>con l\u2019impegno militante<\/strong> portato avanti dai compagni e dalle compagne.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 giusto che la letteratura e la produzione artistica e culturale siano intrattenimento, ma sappiamo anche come possano acquisire un valore aggiunto diventando <strong>strumenti per ripensare e trasformare la realt\u00e0<\/strong>, soprattutto quando si intrecciano con un impegno politico e sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensiamo che la forza della nostra libreria stia proprio nel suo posizionarsi; in un ambiente culturale che spesso cerca la neutralit\u00e0 e l\u2019equidistanza noi <strong>scegliamo di dare visibilit\u00e0<\/strong>, insieme a molte altre realt\u00e0, <strong>a ci\u00f2 che il potere vuole rendere invisibile.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tornando alla proposta lanciata al gruppo di lettura: scegliendo tre testi contemporanei palestinesi continuiamo ad esprimere<strong> il rifiuto verso la narrazione egemone, provando a restituire la complessit\u00e0 e la strenua resistenza<\/strong> di un popolo che da decenni subisce un processo di cancellazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il filo conduttore che ha attraversato queste letture \u00e8 <strong>il concetto di assenza<\/strong>: da ormai settant&#8217;anni \u00e8 proprio questo l\u2019obiettivo strategico di chi vorrebbe cancellare la Palestina dalla storia e dalle mappe.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi i tre libri scelti per il percorso di lettura, un diario, un romanzo e un saggio per affrontare la questione da tre diversi punti di vista e attraverso una molteplicit\u00e0 di linguaggi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><em>&#8220;<strong>Diario da Gaza&#8221;<\/strong><\/em><strong> di Wi\u2019am Qudaih (Tamu Edizioni)<\/strong>\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>\u201c<em>I tuoi occhi si abituano alla vista del sangue e le tue orecchie alla tragedia delle storie\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Wi\u2019am Qudaih \u00e8 una studentessa di diciannove anni della Striscia di Gaza.<\/strong> In <em>Diario da Gaza<\/em>, scrive mentre tutto intorno crolla. L\u2019autrice racconta la quotidianit\u00e0 dell\u2019assedio dopo il 7 ottobre, tra sofferenza e sogni calpestati. In queste pagine emerge un\u2019assenza brutale: quella di una visione del futuro. <br>Scrivere diventa per lei l\u2019unico modo per non farsi inghiottire dal vuoto che l\u2019occupazione cerca di scavare intorno alla sua vita.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong><em>&#8220;Il libro della scomparsa&#8221; <\/em>di Ibtisam Azem (Hopefulmonster Editore)<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Cosa succede quando nella propria vita scompare il nemico?<\/strong> Ibtisam Azem lo racconta immaginando uno scenario distopico dove da un giorno all\u2019altro tutti i palestinesi scompaiono senza lasciare nessuna traccia. <br>Il romanzo \u00e8 ambientato a Tel Aviv, la voce narrante focalizza l\u2019attenzione su due personaggi: l\u2019israeliano Ariel e il palestinese Alaa, due amici che vivono nello stesso condominio. Durante il corso della storia conosciamo altri personaggi e i loro sentimenti su quanto accaduto. L\u2019autrice nel corso del testo descrive le reazioni, le ipotesi per spiegare l\u2019accaduto e le prime risoluzioni politiche. Quello che pi\u00f9 colpisce \u00e8 l\u2019assoluta staticit\u00e0 di chi rimane ad osservare e l\u2019estrema crudezza di chi sostiene che si sia risolto un problema. <br>Torneranno i palestinesi a riabitare le loro terre? \u201c<em>un diritto non \u00e8 perso finch\u00e9 c\u2019\u00e8 qualcuno che lo rivendica\u201d: <\/em>la cancellazione, per quanto desiderata dall\u2019oppressore, non \u00e8 mai definitiva finch\u00e9 resiste la memoria.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong><em>&#8220;Vittime perfette e la politica del gradimento&#8221;<\/em> di Mohammad El-Kurd (Fandango Libri)<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Con <em>Vittime perfette<\/em> Mohammad El-Kurd porta una <strong>critica frontale alla narrazione occidentale. <\/strong><br>L\u2019autore analizza come i media impongano ai palestinesi di essere <em>\u201cvittime accettabili\u201d<\/em> per meritare solidariet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cosa succede se queste vittime provano rabbia? Se disprezzano l\u2019oppressore?<\/p>\n\n\n\n<p>El-Kurd sottrae al lettore il conforto del pietismo e <strong>rivendica per il suo popolo il diritto alla soggettivit\u00e0 politica, alla resistenza e alla verit\u00e0<\/strong>, senza dover chiedere scusa per il proprio dolore.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Allora chiedo ancora: e se le nostre vittime perfette in realt\u00e0 disprezzassero chi ha ucciso le loro famiglie? [\u2026] Questo sentimento velenoso compromette il vostro status di vittima? Riscrive la storia per assolvere il soldato? Giustifica il crimine?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La nostra scelta come libreria<em> Sabot<\/em> e come <em>Spazio Comune Autogestito TNT <\/em>\u00e8 chiara: <strong>rifiutiamo di considerare il popolo palestinese solo come un insieme di vittime da soccorrere.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se l\u2019obiettivo dell\u2019occupazione \u00e8 produrre assenza \u2014 di terra, di diritti, di futuro \u2014<strong> la nostra risposta \u00e8 amplificare la loro presenza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Leggere questi libri significa allora <strong>stare al fianco di chi non accetta di sparire, perch\u00e9 finch\u00e9 c\u2019\u00e8 una voce che racconta e una comunit\u00e0 che ascolta il silenzio \u00e8 sabotato!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Libreria indipendente Sabot<\/em> &#8211; <em>Spazio Comune Autogestito TNT <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre testi palestinesi, per una lettura di parte, in grado di restituire voce a chi \u00e8 sistematicamente silenziato, di Libreria<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7356,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","h5ap_radio_sources":[],"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[130],"class_list":["post-7354","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-libri-film","tag-barricate-di-carta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7354","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7354"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7354\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7361,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7354\/revisions\/7361"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7356"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7354"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7354"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}