{"id":642,"date":"2022-05-14T19:04:00","date_gmt":"2022-05-14T17:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.glomeda.org\/?p=642"},"modified":"2022-05-17T19:51:56","modified_gmt":"2022-05-17T17:51:56","slug":"8-maggio-22-civitavecchia-assemblea-exit-project","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/2022\/05\/14\/8-maggio-22-civitavecchia-assemblea-exit-project\/","title":{"rendered":"8 maggio 22, Civitavecchia &#8211; Assemblea &#8216;Exit Project&#8217;"},"content":{"rendered":"\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><em>Il report dell&#8217;assemblea promossa dalla Campagna &#8216;Per il clima, fuori dal fossile&#8217;<\/em><\/h6>\n\n\n\n<p>Domenica 8 maggio si \u00e8 svolta a Civitavecchia <strong>la prima assemblea in presenza di <em>\u201cExit Project\u201d<\/em><\/strong>, un percorso nato dall&#8217;incontro tra la <em>Campagna Per il Clima Fuori dal Fossile<\/em> e diverse realt\u00e0 lavorative con l&#8217;obiettivo di avviare un confronto concreto tra esperienze di attivismo ambientale e percorsi di opposizione e resistenza nei luoghi di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;assemblea dell&#8217;8 maggio ha avviato tale percorso<\/strong> e lo ha fatto nel migliore dei modi, considerate la molteplici realt\u00e0 lavorative che hanno partecipato all&#8217;appuntamento e che si sono confrontate fattivamente sulle prospettive comuni. Il presente report non vuole essere un resoconto dettagliato del confronto che si \u00e8 sviluppato nel corso dell&#8217;incontro, ma una sintesi dei contenuti di maggiore rilevanza che il dibattito ha focalizzato e che pensiamo sia giusto rilanciare anche nelle altre sedi di discussione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;URGENZA DELLA SALDATURA TRA RESISTENZA AMBIENTALE E RESISTENZA NEI LUOGHI DI PRODUZIONE E CONSUMO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La consapevolezza dell&#8217;urgenza e della necessit\u00e0 storica di costruire un legame organico e continuativo tra lotte ambientali e conflittualit\u00e0 che si producono sul versante lavorativo, ha attraversato tutti gli interventi. Una necessit\u00e0 che riappropriandosi dell\u2019ideale di uguaglianza universale nasce dalla materialit\u00e0 delle condizioni discriminanti che ci troviamo a vivere ed a condividere. <strong>La problematica delle delocalizzazioni di risorse e di opportunit\u00e0 occupazionali<\/strong>, costantemente richiamata negli interventi, <strong>\u00e8 emersa ed \u00e8 stata riconosciuta, nel contempo, come delocalizzazione delle emissioni, sottrazione alle garanzia di sicurezza nei luoghi di lavoro<\/strong>, insediamento nei territori pi\u00f9 facilmente aggredibili sia sotto il profilo ambientale che sotto il profilo sociale e lavorativo. Pur muovendo da contesti lavorativi differenti, gli interventi che si sono succeduti hanno disegnato un medesimo tracciato delle principali criticit\u00e0 che in questo momento interconnettono ambiente e lavoro, clima e produzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio in queste criticit\u00e0 che \u00e8 possibile individuare alcuni dei principali snodi di quelle piattaforme comuni che possono saldare le lotte ambientali con quelle che si producono all&#8217;interno del ciclo produttivo. Snodi che in questa prima riflessione collettiva abbiamo individuato:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1)<\/strong> <strong>Nella battaglia contro le delocalizzazioni<\/strong>, per le ragioni che abbiamo appena accennato;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2) Nella necessit\u00e0 di rilanciare una diffusa opposizione sociale alle privatizzazioni<\/strong>, che oggi trovano nel <em>Ddl concorrenza<\/em> un nuovo e pericolosissimo trampolino di lancio. La privatizzazione di beni e servizi fondamentali determina non solo un ulteriore abbassamento della qualit\u00e0 della vita, ma si traduce anche in processi produttivi che intensificano il livello di sfruttamento e di esposizione al rischio sia del lavoro che dell&#8217;ambiente;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3) Nel contrastare radicalmente e con azioni mirate nei territori il rilancio del fossile<\/strong> che con il supporto della propaganda di guerra si \u00e8 riappropriato di spazio, tempo e risorse, comprese quelle che gli vengono assicurate attraverso i vari capitoli del PNRR;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>4) Nel ruolo strategico che possono svolgere i progetti elaborati dal basso di riconversione produttiva e di autonomi<\/strong>a energetica: la costruzione di alternative concrete immediatamente praticabili rende credibili le nostre proposte e realizzano nel contempo forme nuove e concrete di esercizio di democrazia diretta. A tale riguardo si \u00e8 deciso di realizzare una mappatura delle vertenze in corso e dei progetti alternativi gi\u00e0 prodotti;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>5) Nella rivendicazione di meccanismi certi di garanzia della continuit\u00e0 reddituale ed occupazionale <\/strong>propedeutici e imprescindibili dall\u2019attuazione delle riconversioni ecologiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Come \u00e8 stato ribadito nel corso dell&#8217;assemblea, <strong>la costruzione di piattaforme comuni non \u00e8 un esercizio di scrittura ma un processo<\/strong>, composto da molteplici momenti che depositano lungo un percorso aperto ed in costante movimento, i propri risultati. <em>Exit Project<\/em> vuole essere uno di questi momenti e per tale ragione a conclusione dell&#8217;assemblea tutte le realt\u00e0 presenti hanno convenuto sulla necessit\u00e0 di dare continuit\u00e0 al percorso di <em>Exit Project<\/em>, come luogo sia di confronto che di organizzazione, e di costruire da subito l&#8217;appuntamento successivo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA GUERRA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma nessun ragionamento sulle prospettive future sarebbe credibile e realistico se non assumesse la guerra e lo stato di guerra in cui attualmente siamo costretti a vivere come il contesto generale all&#8217;interno del quale ripensare la sfera delle nostre azioni e iniziative. E&#8217; questo il pensiero che ha sostanzialmente attraversato tutti gli interventi che si sono alternati nella seconda parte dell&#8217;assemblea. La guerra non \u00e8 un problema tra gli altri, un \u201cnuovo\u201d ambito di intervento che possiamo decidere se assumere o meno. <strong>La guerra nel contesto attuale \u00e8 il punto di partenza, la necessaria premessa di ogni altro discorso<\/strong>, il quadrante globale dentro cui anche le problematiche preesistenti trovano una nuova e pi\u00f9 feroce declinazione. Contrastare la guerra e le politiche di riarmo, lo stato di guerra e le nuove forme di emergenzialismo che esso porta con s\u00e9, costituisce una priorit\u00e0, un&#8217;urgenza con la quale dobbiamo misurarci. Questo non significa sospendere o ridimensionare i terreni di intervento in cui siamo gi\u00e0 attivi, ma ricollocarli e riqualificarli all&#8217;interno dell&#8217;attuale scenario di guerra.<br>Tale linea di riflessione ha portato, a conclusione dell&#8217;assemblea, ad individuare <strong>quattro coordinate fondamentali<\/strong> attraverso le quali \u00e8 possibile articolare il tema della guerra ed i nostri corrispondenti ambiti di azione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1. L&#8217;opposizione alla guerra in quanto tale e alle strategie di riarmo che l&#8217;alimentano<\/strong>, contro ogni occupazione e asservimento militare dei territori <strong>e contro la propaganda e la censura di guerra<\/strong>, attraverso le quali l&#8217;idea stessa di una precipitazione nucleare del conflitto viene sempre di pi\u00f9 riportata nel campo delle opzioni possibili. E&#8217; urgente che alla centralit\u00e0 della guerra, con il suo carico di morte e distruzione, si sostituisca quella della cessazione del conflitto armato e un&#8217;azione autenticamente volta ad evitare che si inneschi un&#8217;ulteriore escalation bellica dell&#8217;esito incontrollabile;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2. L&#8217;opposizione al golpe del fossile nella guerra. <\/strong>E&#8217; evidente come le lobby del fossile, oltre ad essere corresponsabili nella realizzazione delle condizioni che hanno prodotto il conflitto, stanno facendo dello stato di guerra e della propaganda bellica uno straordinario strumento non solo per accumulare nuovi profitti e nuove commesse, ma anche per ripristinare e prolungare la propria egemonia. E&#8217; necessario aprire una nuova stagione di mobilitazione nei territori, capace di individuare e di contrastare i progetti di rilancio del fossile ed i relativi canali di finanziamento;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3. L&#8217;opposizione all&#8217;economia di guerra<\/strong>, che attraverso l&#8217;inflazione, l&#8217;innalzamento dei prezzi e dei costi delle bollette sta scaricando i costi della guerra sulle popolazioni e sugli strati sociali meno abbienti e pi\u00f9 precari. Da questo punto di vista, oltre alla necessit\u00e0 di calmierare i prezzi e di rilanciare la battaglia contro le bollette-truffa, un furto legalizzato che si perpetua da anni, \u00e8 necessario porre con forza la rivendicazione di nuovi dispositivi di indicizzazione dei redditi e delle retribuzioni che ne salvaguardi efficacemente e tempestivamente il potere d&#8217;acquisto;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>4. L&#8217;opposizione alla produzione di guerra<\/strong>, all&#8217;interno della quale si \u201criabilita\u201d l&#8217;industria delle armi e dei cosiddetti \u201csistemi di difesa\u201d per assegnarle un ruolo propulsivo nell&#8217;economia del Paese. Il nostro interrogativo su cosa, come e quanto produciamo, trova oggi un concreto ed immediato terreno di verifica proprio sul versante della produzione e commercializzazione delle armi, che dentro lo stato di guerra, al pari del fossile, trovano una straordinaria occasione di rilancio e rilegittimazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso questo report vogliamo condividere il tracciato della nostra discussione nella speranza che possa essere di utilit\u00e0 alla riflessione collettiva sui passaggi e sulle prospettive che possiamo darci dentro la materialit\u00e0 del contesto che stiamo vivendo. <strong>Il valore della \u201cconvergenza\u201d tra percorsi diversi appare oramai un dato consolidato nell&#8217;immaginario<\/strong> delle realt\u00e0 in movimento. Tuttavia il problema \u00e8 che l&#8217;immaginario non \u00e8 sufficiente: <strong>dobbiamo capire come la \u201cconvergenza\u201d passa dalla \u201ctesta ai piedi\u201d, come da intento diventa pratica concreta.<\/strong> Per fare questo dobbiamo misurarci su obiettivi determinati, su specifiche coordinate di azione e su percorsi capaci di radicarsi realmente nelle territorialit\u00e0 in cui agiamo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>CAMPAGNA PER IL CLIMA FUORI DAL FOSSILE<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" data-id=\"652\" src=\"https:\/\/www.glomeda.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/20220508_154648-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-652\" 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