{"id":5456,"date":"2025-07-29T18:10:14","date_gmt":"2025-07-29T16:10:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.glomeda.org\/?p=5456"},"modified":"2025-07-29T18:10:18","modified_gmt":"2025-07-29T16:10:18","slug":"dalla-serbia-in-rivolta-intervista-al-collettivo-led-art","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/2025\/07\/29\/dalla-serbia-in-rivolta-intervista-al-collettivo-led-art\/","title":{"rendered":"Dalla Serbia in rivolta. Intervista al collettivo Led Art"},"content":{"rendered":"\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>La testimonianza di \u017deljko Grulovi\u0107, Led Art \/ \u0161ok zadruga collective di Novi Sad<\/em><\/strong><br><\/h6>\n\n\n\n<p>Quella che segue \u00e8 un&#8217;intervista per corrispondenza che abbiamo condotto con <strong>\u017deljko Grulovi\u0107<\/strong>, un lavoratore culturale, artista e psicologo che fa parte del <strong><em>Led Art \/ \u0161ok zadruga collective<\/em><\/strong> di Novi Sad e membro del consiglio direttivo dell&#8217;associazione <strong><em>Scena Culturale Indipendente della Serbia (NKSS).  <\/em>\u017deljko<\/strong> era stato ospite di un&#8217;incontro pubblico presso lo<em> Spazio Autogestito Arvultura <\/em>di Senigallia lo scorso maggio, abbiamo voluto approfondire insieme a lui la conoscenza del movimento studentesco e popolare che da oltre nove mesi ha sconvolto lo scenario sociale e politico in Serbia. <\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><em>1. Dal novembre del 2024, in seguito al crollo di una pensilina alla stazione di Novi Sad, che ha causato 15 morti e decine di feriti, in tutta la Serbia si \u00e8 organizzato un movimento di protesta enorme. Vorremmo che ci raccontaste com&#8217;\u00e8 nato e come si \u00e8 sviluppato il movimento.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Purtroppo, il bilancio delle vittime \u00e8 salito a 16<\/strong>, poich\u00e9 il giovane che era in condizioni critiche \u00e8 deceduto.<br>Le proteste sono iniziate pochi giorni dopo il crollo della pensilina. Fin dal momento in cui si \u00e8 verificata la tragedia, molti cittadini in tutta la Serbia hanno vissuto un profondo shock, seguito da un crescente senso di indignazione. <strong>Una grande manifestazione \u00e8 stata organizzata a Novi Sad, che si \u00e8 conclusa davanti al municipio. Dopo questa protesta, diversi giovani partecipanti sono stati fermati, fatto che ha innescato una nuova ondata di mobilitazione<\/strong>: gli studenti hanno cominciato a organizzare piccole proteste davanti alle loro facolt\u00e0, chiedendo il rilascio dei compagni arrestati.<br>Queste azioni guidate dagli studenti hanno generato ulteriori tensioni, poich\u00e9 gli studenti sono stati sottoposti a pressioni, inclusi attacchi verbali e fisici, da parte di persone affiliate o vicine ai partiti politici al potere. Questo ha portato al <strong>blocco delle attivit\u00e0 universitarie in tutta la Serbia<\/strong>. A quel punto, la dinamica del movimento \u00e8 cambiata: gli studenti sono emersi come la forza principale delle proteste e sono diventati un simbolo di speranza per il cambiamento.<br><br><em>2. In questi otto mesi il movimento in Serbia ha organizzato decine di iniziative, blocchi, manifestazioni con decine e anche centinaia di migliaia di persone. Vorremmo che ci raccontaste meglio quali sono state le azioni pi\u00f9 significative ed importanti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le proteste in Serbia durano ormai da quasi nove mesi, e ci\u00f2 che le rende uniche \u00e8 la loro decentralizzazione simultanea unita a una forte coesione interna<\/strong>. Sebbene le azioni si svolgano in diverse citt\u00e0 e in risposta a problematiche locali differenti, sono tutte unite da una richiesta comune di giustizia e democratizzazione.<br>Uno degli aspetti pi\u00f9 significativi del movimento \u00e8 <strong>il vasto sostegno agli studenti<\/strong>, che vengono sempre pi\u00f9 percepiti dall\u2019opinione pubblica come <strong>la prima vera possibilit\u00e0 di cambiamento democratico<\/strong> dopo anni di apatia e di profonda sfiducia nel sistema politico.<br><strong>La natura decentralizzata delle proteste<\/strong> pu\u00f2 essere letta sia come una strategia spontanea, sia come il riflesso della moltitudine di frustrazioni accumulate nel paese. Insieme, esse <strong>mettono in luce la crisi sistemica della Serbia<\/strong> &#8211; segnata da una corruzione dilagante, dall\u2019erosione delle norme giuridiche fondamentali e da una generale sensazione di collasso istituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p><em>3. Come si \u00e8 strutturato a livello\u00a0organizzativo il movimento in questi mesi? Vorremmo che ci raccontaste meglio che cosa sono i plenum, ma anche pi\u00f9 in generale quali sono stati i meccanismi organizzativi che hanno permesso la coordinazione a livello territoriale, ma soprattutto nazionale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le forme classiche di organizzazione<\/strong> che di solito sono presenti in situazioni come questa &#8211; come i partiti politici o i sindacati &#8211; <strong>sono state quasi completamente assenti<\/strong>. Questa assenza riflette <strong>una perdita di fiducia profonda e diffusa<\/strong> in quelle <em>\u201cistituzioni\u201d<\/em> dell\u2019organizzazione politica e sociale. Sta anche crescendo nella popolazione la consapevolezza che la maggior parte dei partiti di opposizione non propone una vera <em>\u201cnuova politica\u201d<\/em>, ma piuttosto una continuazione dello status quo, mascherata da promesse dichiarative di democratizzazione e lotta alla corruzione.<br>La radice di questa sfiducia tra cittadini e organizzazioni politiche risale ai processi sociali e politici iniziati con, e proseguiti dopo, la dissoluzione della Jugoslavia. In questo contesto, i <strong><em>plenum<\/em> &#8211; una forma democratica di assemblea e di processo decisionale, nata all\u2019interno delle universit\u00e0 e promossa dagli studenti<\/strong> &#8211; possono essere letti come un tentativo di ricostruire la fiducia nei processi democratici. Rappresentano anche un modo per coinvolgere una parte pi\u00f9 ampia della popolazione nella <em>\u201cpolitica\u201d<\/em>, intesa non come competizione tra partiti, ma come assunzione collettiva di responsabilit\u00e0 nella vita sociale.<br><strong>Con il tempo, i <em>plenum<\/em> <\/strong>&#8211; che si basano sul <strong>principio della democrazia diretta<\/strong> &#8211; <strong>si sono estesi oltre le universit\u00e0 e il movimento studentesco, e sono stati adottati da gruppi di cittadini sotto forma di assemblee di quartiere o di citt\u00e0<\/strong>, spesso chiamate <em><strong>zborovi<\/strong><\/em> <em>(assemblee cittadine)<\/em>. Lo sviluppo e la diffusione dei <em>plenum<\/em> possono quindi essere interpretati come uno sforzo pi\u00f9 ampio per ricostruire la fiducia nella cura collettiva e nei processi decisionali sul futuro della societ\u00e0. Tutto questo ha portato, tra le altre cose, alla creazione di una sorta di filtro nei confronti dei partiti politici, dei sindacati e dei cosiddetti <em>\u201cindividui politici\u201d<\/em>. Questo filtro potrebbe, in futuro, determinare quali individui e organizzazioni saranno in grado di riconquistare la fiducia pubblica &#8211; e, attraverso questo processo, contribuire a costruire una nuova realt\u00e0 politica.<br>\u00c8 inoltre importante sottolineare che, accanto ai plenum, alle assemblee cittadine <em>(zborovi)<\/em> e agli organizzatori studenteschi e cittadini, <strong>un fattore cruciale del movimento di protesta \u00e8 stato il potere virale dei social media<\/strong>. Queste piattaforme hanno permesso di comunicare e coordinare eventi e azioni in tempo reale. Gli studenti hanno rapidamente creato profili social propri, seguiti da un ampio numero di cittadini. In questo modo, hanno di fatto assunto il ruolo tradizionalmente svolto dai media mainstream &#8211; la maggior parte dei quali, con poche eccezioni, \u00e8 sotto il controllo dello Stato o dei partiti al governo.<br><br><em>4. Sui media occidentali, molto spesso la Serbia, viene descritta come un paese diviso socialmente tra citt\u00e0 grandi o medio grandi, che sono poche e sono quelle in cui si costruiscono le lotte, le mobilitazioni e le campagne ed i piccoli paesi che sono conservatori e reazionari. Questo movimento, a noi sembra che abbia spezzato questo dualismo, riuscendo a coinvolgere una gran parte della popolazione.<br>\u00c8 cos\u00ec?\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Serbia \u00e8 in effetti un paese fortemente centralizzato, con gran parte dell\u2019attenzione concentrata sulla capitale, Belgrado<\/strong>, che genera circa il 50% del PIL nazionale. Naturalmente, il PIL \u00e8 una misura imperfetta, ma in assenza di un indicatore migliore, pu\u00f2 servire a indicare il profondo squilibrio economico (e ovviamente anche di potere) del paese.<br>Gi\u00e0 prima dell\u2019attuale ondata di proteste, la maggior parte delle manifestazioni dell\u2019ultimo decennio si concentrava nelle citt\u00e0 pi\u00f9 grandi. La percezione diffusa era che Belgrado &#8211; come centro economico e amministrativo dominante &#8211; fosse l\u2019arena chiave per il cambiamento. La regola non scritta era: <em>se non succede a Belgrado, allora non \u00e8 davvero successo.<\/em><br><strong>Quello che \u00e8 cambiato negli ultimi nove mesi \u00e8 proprio questa dinamica<\/strong>. Le proteste si sono svolte non solo a Belgrado e in alcune altre grandi citt\u00e0 come Novi Sad, Ni\u0161 e Kragujevac, ma anche in cittadine in tutto il paese &#8211; compresi piccoli villaggi con solo qualche centinaio di abitanti. Questo fatto, da solo, dice molto sulla pi\u00f9 ampia situazione sociale e politica in Serbia oggi.<br><br><em>5. Riprendendo un po\u2019 la domanda precedente, vorremmo sapere qual \u00e8 la composizione sociale della lotta e soprattutto se e come \u00e8 cambiata dall&#8217;inizio in questi mesi.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 estremamente difficile classificare la popolazione che partecipa alle proteste<\/strong> e alla pi\u00f9 ampia lotta &#8211; sia attivamente sia tramite un sostegno passivo &#8211; secondo qualsiasi struttura sociale o di classe tradizionale. Forse la descrizione pi\u00f9 accurata sarebbe: <strong>un campione trasversale dell\u2019intera societ\u00e0.<\/strong><br>Studenti, agricoltori, professori, operai, piccoli imprenditori e persino alcune grandi aziende hanno pubblicamente sostenuto e preso parte alle proteste. <strong>Un aspetto particolarmente sorprendente del movimento \u00e8 la presenza di gruppi e individui solitamente posizionati agli opposti dello spettro ideologico<\/strong>: anarchico-sindacalisti, attivisti per i diritti LGBT, cittadini conservatori e nazionalisti, progressisti di sinistra, monarchici, liberali e altri ancora.<br><strong>Questa diversit\u00e0 ideologica \u00e8, in un certo senso, una risposta diretta alla strategia politica del partito al potere <\/strong>&#8211; una sorta di <em>\u201cpolitica Frankenstein\u201d <\/em>che tenta di occupare contemporaneamente tutti i terreni ideologici. In modo paradossale, l\u2019ideologia sembra essere allo stesso tempo assente e onnipresente.<br>L\u2019unico punto di stabilit\u00e0 condiviso da tutti i partecipanti \u00e8 la richiesta di elezioni libere e democratiche e per lo stato di diritto. Solo in queste condizioni di base le differenze ideologiche e politiche possono essere riportate in modo significativo a un campo politico strutturato e pluralista.<br><br><em>6. Qual \u00e8 stato e qual \u00e8 il ruolo degli studenti e delle studentesse universitarie all&#8217;interno del movimento? E in particolare, qual \u00e8\u00a0stato e qual \u00e8 il ruolo di Led Art sia a Novi Sad che a livello nazionale?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 del tutto corretto e responsabile affermare che<strong> il movimento studentesco rappresenta la spina dorsale politica, etica e persino estetica delle proteste<\/strong>. Il semplice fatto che i giovani &#8211; dopo tanti anni &#8211; si siano cos\u00ec attivamente impegnati nel loro futuro politico e sociale ha conferito gran parte della forza alle proteste. Per molti cittadini, che erano caduti nell\u2019apatia e nella rassegnazione, questa mobilitazione guidata dai giovani <strong>ha risvegliato sia la volont\u00e0 sia la speranza che un diverso tipo di realt\u00e0 sociale sia possibile<\/strong>.<br>Per decenni &#8211; oltre trent\u2019anni, in realt\u00e0 &#8211; un gran numero di giovani in Serbia ha cercato il proprio futuro all\u2019estero, costruendo una sorta di distacco passivo dalla societ\u00e0 in cui vivevano. I traumi degli anni \u201990 e le transizioni caotiche degli anni 2000 hanno ulteriormente radicato la narrazione che un cambiamento significativo fosse impossibile.<br>Il movimento studentesco non solo ha fatto rinascere la speranza, ma ha anche articolato le questioni pi\u00f9 pressanti che devono essere affrontate per rendere nuovamente immaginabile qualsiasi tipo di futuro.<br>L\u2019organizzazione a cui appartengo, <strong><em>Led Art<\/em><\/strong>, \u00e8 presente sulla mappa artistica della Serbia sin dai primi anni \u201990. \u00c8 stata fondata sul principio &#8211; e sullo slogan &#8211; <em>\u201cetica prima dell\u2019estetica\u201d<\/em> . Fin dalla sua nascita, <em>Led Art<\/em> ha lavorato per <strong>il ripristino della responsabilit\u00e0 sociale, la critica del nazionalismo e la partecipazione attiva al movimento contro la guerra degli anni \u201990.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel contesto attuale, oltre a sostenere gli studenti nella loro lotta per cambiare la societ\u00e0 &#8211; offrendo spazi per le loro mostre, raccogliendo fondi per aiutare sia studenti sia personale universitario che ha perso il lavoro &#8211; <strong>abbiamo deciso, come collettivo artistico, di sospendere l\u2019attivit\u00e0 della nostra galleria<\/strong>. Questa galleria, che gestiamo da oltre un decennio, \u00e8 stata uno dei principali fulcri della nostra attivit\u00e0. Riteniamo che, in un momento come questo in Serbia, non sia semplicemente possibile continuare<em> \u201ccome se nulla fosse\u201d<\/em>.<br>Allo stesso tempo, siamo membri dell\u2019<strong><em>Associazione della Scena Culturale Indipendente della Serbia<\/em><\/strong>, che riunisce un\u2019ampia gamma di organizzazioni e individui attivi nel settore delle arti e della cultura indipendenti. L\u2019associazione sta cercando, attraverso questo momento, di trovare modi non solo per <strong>unire i lavoratori e le organizzazioni culturali indipendenti<\/strong>, ma anche per costruire ponti tra i lavoratori culturali della scena indipendente e quelli impiegati nelle istituzioni pubbliche, al fine di perseguire una lotta comune.<br>E infine, tutti noi &#8211; compresi i membri del nostro collettivo &#8211; siamo anche cittadini. In quanto tali, <strong>crediamo sia sbagliato trasformare una vera protesta in un\u2019opera d\u2019arte simbolica che possa poi essere convertita in un prodotto commerciabile<\/strong> nel mondo dell\u2019arte. Per questo siamo in piazza come cittadini &#8211; marciando, rivendicando, manifestando solidariet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><em>7. In questi mesi il movimento ha allargato molto il discorso sociale e politico di critica complessiva al potere al governo. Quali sono i problemi pi\u00f9 importanti in Serbia e quali sono le rivendicazioni del movimento?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il movimento \u00e8 nato inizialmente da una richiesta di giustizia e di assunzione di responsabilit\u00e0 per la tragedia avvenuta a Novi Sad<\/strong>. Tuttavia, dopo mesi di proteste e di fronte all\u2019incapacit\u00e0 della magistratura di rispondere in modo adeguato &#8211; insieme alla costante pressione pubblica &#8211; il movimento studentesco, che oggi rappresenta l\u2019unica autorit\u00e0 etica e politica rimasta nel paese, si \u00e8 visto costretto a formulare una richiesta pi\u00f9 ampia: l\u2019indizione di elezioni come possibile via d\u2019uscita dalla crisi sociale, politica e istituzionale.<br>Naturalmente, questa richiesta va ben oltre l\u2019aspetto procedurale. Simbolicamente, rappresenta <strong>un appello a tutti i cittadini a decidere se desiderano una nuova forma di politica<\/strong>. In questo senso, si tratta di <strong>una richiesta di cambiamento radicale del paradigma politico<\/strong> &#8211; un allontanamento da un modello che, da oltre 35 anni, si fonda su clientelismo, neoliberismo e corruzione sistemica.<br>Certo, una parte della societ\u00e0 serba guarda con preoccupazione all\u2019eterogeneit\u00e0 ideologica di una possibile lista elettorale sostenuta dagli studenti. C\u2019\u00e8 il timore che possa riunire persone con visioni profondamente divergenti sul futuro del paese. Ma, d\u2019altro canto, c&#8217;\u00e8 una crescente e razionale consapevolezza del fatto che solo una lista realmente pluralista &#8211; capace di unire correnti diverse e perfino conflittuali &#8211; potrebbe avere la forza di portare avanti le riforme di base necessarie per ristabilire un quadro democratico fondato su valori condivisi.<br><strong>Pi\u00f9 in generale, la Serbia si trova in uno strano limbo<\/strong>: sospesa tra l\u2019adesione e la non-adesione all\u2019Unione Europea; bloccata in una transizione caotica e senza fine verso il capitalismo, segnata da diffuse violazioni dei diritti dei lavoratori; e ancora gravata dall\u2019eredit\u00e0 dei conflitti etnici degli anni \u201990 nella ex Jugoslavia.<br><strong>Tutto questo ha contribuito all\u2019emergere di quella che viene spesso definita <em>&#8220;stabilocrazia&#8221;<\/em><\/strong>. La Serbia non \u00e8 n\u00e9 pienamente autoritaria n\u00e9 autenticamente democratica; non fa parte dell\u2019UE, ma \u00e8 ancora coinvolta nei negoziati di adesione; mantiene legami politici ed economici sia con la Cina e la Russia, e con i paesi occidentali. La <em>stabilocrazia<\/em> in stile serbo \u00e8 cos\u00ec diventata l\u2019assetto ideale per tutti gli attori esterni &#8211; perch\u00e9 consente di prendere decisioni su risorse e flussi di capitale in modo pi\u00f9 semplice (e spesso pi\u00f9 opaco) rispetto a quanto sarebbe possibile in un paese con istituzioni solide e stato di diritto. In altre parole, \u00e8 l\u2019ambiente perfetto perch\u00e9 la corruzione locale e internazionale prosperi sotto la copertura di una presunta <em>\u201cstabilit\u00e0\u201d<\/em> politica.<br><br><em>8. Ad oggi, luglio 2025, com&#8217;\u00e8 la situazione in Serbia, sia dal punto di vista del potere che dal punto di vista delle lotte e delle iniziative? Inoltre &#8211; al di l\u00e0 dei risultati specifici e concreti ottenuti o che si otterranno &#8211; quali sono, secondo voi, le cose pi\u00f9 importanti che ha costruito il movimento in questi mesi e che rimarranno nel futuro?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente <strong>il contributo pi\u00f9 significativo delle proteste \u00e8 stato quello di creare una \u201cfrattura\u201d nella matrice dominante attraverso cui la vita sociale e politica \u00e8 stata finora percepita dalla maggior parte dei cittadini<\/strong>.<br>Indipendentemente dall\u2019esito finale &#8211; ed \u00e8 naturale che un movimento perda slancio dopo nove mesi di mobilitazione continua, a causa dell\u2019enorme stanchezza psicologica, materiale ed emotiva &#8211; ci\u00f2 che \u00e8 certo \u00e8 che <strong>la fiducia nell\u2019importanza dell\u2019impegno civico e politico \u00e8 tornata a far parte della sfera pubblica<\/strong>.<br>Le varie nuove connessioni e iniziative che sono emerse, e continuano a emergere, offrono la possibilit\u00e0 di formare nuovi tipi di socialit\u00e0 &#8211; e quindi, le basi per nuove forme di politica fondate sulla pluralit\u00e0, la democrazia e la solidariet\u00e0.<br><strong>Un altro risultato cruciale \u00e8 la rinnovata consapevolezza, in un gran numero di cittadini, dei diritti dei lavoratori e dell\u2019importanza di organizzarsi a livello di collettivi, universit\u00e0 e comunit\u00e0 locali<\/strong>. Questo tipo di consapevolezza era stata a lungo trascurata, specialmente dopo il crollo del modello socialista esistito nella ex Jugoslavia.<br><br><em>9. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi sono previste ulteriori mobilitazioni, forme di protesta e di lotta?\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dopo oltre nove mesi di mobilitazione continua<\/strong>, \u00e8 ormai chiaramente visibile un certo livello di stanchezza. Nonostante ci\u00f2, <strong>le proteste proseguono<\/strong> &#8211; seppure su scala significativamente ridotta. L\u2019affaticamento psicologico tra i partecipanti, ma anche all\u2019interno di alcune componenti del sistema di governo, come l\u2019apparato di polizia, \u00e8 evidente e diffuso.<br>Questa situazione lascia intravedere due possibili scenari per il prossimo futuro. Il primo \u00e8 che le proteste si esauriscano completamente nella loro forma attuale. Il secondo &#8211; che appare pi\u00f9 probabile &#8211; \u00e8 che, dopo i mesi estivi (che in Serbia, come in molte parti d\u2019Europa, sono segnati da incendi estremi e ondate di calore che comportano seri rischi per la salute), <strong>le proteste riprendano con nuova energia in autunno<\/strong>.<br>Questa fase rinnovata potrebbe prosciugare ulteriormente le risorse del governo e, potenzialmente, costringerlo a indire elezioni come via pi\u00f9 logica per uscire da una crisi sempre pi\u00f9 profonda.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Traduzione intervista a cura di Viola Grilli)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La testimonianza di \u017deljko Grulovi\u0107, Led Art \/ \u0161ok zadruga collective di Novi Sad Quella che segue \u00e8 un&#8217;intervista per<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5457,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","h5ap_radio_sources":[],"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":""},"categories":[15,62],"tags":[],"class_list":["post-5456","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-internazionale","category-scuola-e-universita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5456","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5456"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5456\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5458,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5456\/revisions\/5458"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5457"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5456"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5456"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5456"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}