{"id":4590,"date":"2025-01-18T14:28:27","date_gmt":"2025-01-18T13:28:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.glomeda.org\/?p=4590"},"modified":"2025-01-29T12:50:41","modified_gmt":"2025-01-29T11:50:41","slug":"strappando-il-sublime-al-cielo-franco-piperno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/2025\/01\/18\/strappando-il-sublime-al-cielo-franco-piperno\/","title":{"rendered":"Strappando il sublime al cielo, Franco Piperno"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;assenza di Franco ci diminuisce. Con il coraggio delle stelle, ha illuminato il cammino della lotta per la giustizia sociale. Insegnando dal cosmo e agendo sulla terra, ha lasciato un&#8217;eredit\u00e0 di passione e impegno incancellabile per un mondo libero dallo sfruttamento di stato e padroni. <\/p>\n\n\n\n<p>In suo ricordo, oltre all&#8217;omaggio di Claudio Dionesalvi, abbiamo scelto alcune delle sue parole.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><em>Dalle colline innevate, ha osservato per l\u2019ultima volta gli astri che amava scrutare, Franco Piperno. Sino all\u2019ultimo istante, oltre all\u2019affetto dei suoi cari e di compagne e compagni che mai lo hanno lasciato solo, pareva che ad accompagnarlo fossero le arcane creature e i corpi celesti di cui in vita s\u2019\u00e8 circondato: luminosissime la luna e Venere, ammiccanti i lupi dei vicini monti silani.<\/em> <br> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=6247\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=6247\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Piperno, uno scrutatore di stelle che amava il genius loci<\/a>, di Claudio Dionesalvi <em>&#8211; dal blog Inviato da nessuno<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Non credo in conseguenza che ci sia una specie di soggettivit\u00e0 unica possibile; per me ovviamente non c&#8217;era neanche prima, neppure nel Medioevo c&#8217;\u00e8 stata, per\u00f2 il ruolo centrale che giocava la soggettivit\u00e0 operaia nell&#8217;Italia degli anni Sessanta (per dare un riferimento concreto) era legata all&#8217;essere al centro del processo di innovazione, che aveva delle forti conseguenze anche sull&#8217;immaginario. [&#8230;] Perch\u00e9 poi le soggettivit\u00e0 sono come dei protagonisti collettivi, in cui anche il singolo si identifica e attraverso questa identificazione si spiega il mondo e si sottrae pure alle paturnie del non-senso della sua vita. La soggettivit\u00e0 allora \u00e8 una di queste forme collettive che entrano nel simbolico e permettono al singolo di inserirsi in una cosa che lo rende organico a qualche altra; perch\u00e9 il dolore pi\u00f9 forte non \u00e8 quello della fatica e della disoccupazione ma \u00e8 quello del non-senso, di essere cio\u00e8 indotto in una condizione in cui il tempo ti scorre sotto il culo senza senso.&#8221;<\/em> <br> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.machina-deriveapprodi.com\/post\/non-c-\u00e8-una-via-diversa-dallo-sperimentare\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Non c&#8217;\u00e8 una via diversa dallo sperimentare<\/a>, intervista tratta da <em>Gli operaisti <\/em>(DeriveApprodi, 2005) &#8211; <em>dalla Rivista Machina<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p id=\"viewer-8liet73276\"><em>Nel&nbsp;nostro caso, il modo per provocare la&nbsp;volutt\u00e0 di&nbsp;capire \u00e8&nbsp;quello di&nbsp;vivere l&#8217;osser\u00advazione del cielo stellato come esperienza del sublime; esperienza che apre la&nbsp;via della conoscenza empatica; e pone cos\u00ec le condizioni di possibilit\u00e0 del sentimento tragico,&nbsp;ovvero dell&#8217;apparire del destino. \u00c8&nbsp;questa&nbsp;un&#8217;idea assai&nbsp;antica; Empedocle e&nbsp;poi,&nbsp;a distanza di&nbsp;circa&nbsp;quattro secoli,&nbsp;Lu\u00adcrezio pongono l&#8217;esperire il&nbsp;sublime come la piccola porta che&nbsp;schiude la conoscenza, come iniziazione all&#8217;esercizio&nbsp;e&nbsp;all&#8217;appropriazione&nbsp;dell&#8217;intelligenza,&nbsp;questa&nbsp;facolt\u00e0 umana comune. Il&nbsp;sublime \u00e8&nbsp;quindi&nbsp;una categoria estetico-gnoseologica,&nbsp;oggetto di studio nell&#8217;antichit\u00e0 classica, e poi di nuovo a partire dal Settecento.&nbsp;Schelling d\u00e0 una definizione del sublime secondo la quale si tratta di qualcosa di immensamente pi\u00f9 grande del nostro corpo e della nostra energia, ma che tuttavia riusciamo a comprendere, a dominare intellettualmente. Il&nbsp;sublime, infatti, prima d&#8217;essere un genere letterario&nbsp;\u00e8 un&nbsp;genus vivendi,&nbsp;pi\u00f9&nbsp;che&nbsp;un criterio&nbsp;formale \u00e8 una tonalit\u00e0 dell&#8217;anima, un&nbsp;comportamento;&nbsp;avvertire&nbsp;il&nbsp;sublime \u00e8 equivalente&nbsp;a&nbsp;praticare&nbsp; la&nbsp;grandezza&nbsp;dell&#8217;anima,&nbsp;la&nbsp;coscienza&nbsp;enorme.<\/em> <br>  &#8211; <a href=\"https:\/\/www.machina-deriveapprodi.com\/post\/strappare-il-sublime-al-cielo-notturno\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Strappare il sublime al cielo notturno<\/a>, un estratto dal primo capitolo de <em>Lo spettacolo cosmico. Scrivere il cielo: lezioni di astronomia visiva<\/em> (DeriveApprodi, 2007) &#8211; <em>dalla Rivista Machina<\/em><\/p>\n\n\n\n<p id=\"viewer-8liet73276\"><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abFranco Piperno (uno dei fondatori di Potere Operaio), costretto all&#8217;esilio per i suoi presunti rapporti con le Brigate Rosse, ci ha mandato questo racconto dal Canada\u00bb. <br> La prima volta che la vidi se ne stava rincantucciata in un angolo, il pi\u00f9 buio, del porticato all&#8217;ingresso della casa in Calabria. Era sera, una sera inoltrata di luglio. Una luna ovale e sanguinolenta si era gi\u00e0 impadronita del cielo, e infastidiva le stelle. L&#8217;odore serotino del gelsomino napoletano, cresciuto forsennatamente lungo tutte le mura della vecchia casa, inebriava il respiro. Un che di spossato e di alchemico stagnava nell&#8217;aria quasi si stesse per consumare un sortilegio. Una sera come ne capitano di frequente d&#8217;estate, laggi\u00f9, in Calabria, sulle colline a ridosso della Sila.<\/em> <br> \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.machina-deriveapprodi.com\/post\/i-lupi-un-racconto-di-franco-piperno\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">I lupi. Racconto autobiografico<\/a>\u00a0Un racconto\u00a0pubblicato originariamente sul n. 19 del giugno 1982 di <em>Frigidaire<\/em>, accompagnato nella rivista dai disegni di <em>Andrea Pazienza<\/em>\u00a0\u2013\u00a0<em>dalla Rivista Machina<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>[Sempre sul portale della <em>Rivista Machina<\/em> \u00e8 possibile leggere alcuni degli ultimi interventi di Franco Piperno, <a href=\"https:\/\/www.machina-deriveapprodi.com\/blog\/categories\/sestanti\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.machina-deriveapprodi.com\/blog\/categories\/sestanti\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nella sezione <em>Sestanti<\/em><\/a>, e in questo <a href=\"https:\/\/www.machina-deriveapprodi.com\/blog\/tags\/franco-piperno-1\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.machina-deriveapprodi.com\/blog\/tags\/franco-piperno\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">archivio<\/a>]<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;assenza di Franco ci diminuisce. 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