{"id":3665,"date":"2024-07-26T13:44:57","date_gmt":"2024-07-26T11:44:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.glomeda.org\/?p=3665"},"modified":"2024-07-27T11:03:54","modified_gmt":"2024-07-27T09:03:54","slug":"impianto-rifiuti-edison-a-jesi-10-motivi-per-dire-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/2024\/07\/26\/impianto-rifiuti-edison-a-jesi-10-motivi-per-dire-no\/","title":{"rendered":"Impianto rifiuti Edison a Jesi: 10 motivi per dire no"},"content":{"rendered":"\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Comunicato stampa dello Sca Tnt con il fac-simile scaricabile per presentare le osservazioni <\/em><\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p><strong><em>Comunicato stampa del 27 luglio 2024<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Impianto rifiuti Edison a Jesi: 10 motivi per dire no, dalle emissioni in atmosfera all&#8217;effetto cumulo passando per i rischi di incidente e le modalit\u00e0 di trattamento dell&#8217;amianto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tonnellate di emissioni previste in aria, traffico di 16.000 camion\/anno, oltre 300.000 tonnellate di rifiuti da gestire ogni anno provenienti da concerie, raffinerie ecc. Il tutto in un territorio con acqua, aria e suolo gi\u00e0 fortemente compromessi secondo i dati ufficiali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo <em>Spazio Comune Autogestito TNT <\/em>mette a disposizione di cittadini e associazioni un fac-simile per le osservazioni alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per scaricare il fac-simile da inviare cliccare <a href=\"https:\/\/www.glomeda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/OsservazioniJesiEdisonBREVI.doc\">qui<\/a><\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p>Sono almeno 10 i motivi per dire un secco &#8220;no&#8221; all&#8217;enorme impianto di trattamento dei rifiuti proposto da <em>Edison Next Recology<\/em> a Jesi: la Val Esino ha gi\u00e0 oggi enormi criticit\u00e0 ambientali e parametri fuori norma e non si possono aggiungere nuove emissioni in aria e acqua come quelle previste ed ammesse per l&#8217;impianto che dovrebbe gestire oltre 300.000 tonnellate di rifiuti ogni anno, tra cui quelli pericolosi, sia solidi che liquidi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo <em>Spazio Comune Autogestito TNT <\/em>dopo aver organizzato <a href=\"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/2024\/07\/18\/nessuno-spazio-a-jesi-per-le-speculazioni-di-edison\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un&#8217;affollata assemblea pubblica<\/a> <em>[<a href=\"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/2024\/07\/18\/nessuno-spazio-a-jesi-per-le-speculazioni-di-edison\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/2024\/07\/18\/nessuno-spazio-a-jesi-per-le-speculazioni-di-edison\/\">qui<\/a> si pu\u00f2 riascoltare l\u2019audio dell\u2019incontro] <\/em>in cui sono stati spiegati, elaborati alla mano, i contenuti del progetto ed evidenziate le criticit\u00e0 sulla base dei dati ufficiali, <strong>ha elaborato un fac-simile sintetico di osservazioni alla proposta che chiunque pu\u00f2 depositare agli enti competenti per partecipare alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, come consente la legge.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tutti, enti, associazioni e appunto semplici cittadini <strong>entro il 2 agosto<\/strong> possono infatti liberamente depositare osservazioni; purtroppo ci sono solo 30 giorni dal deposito del <a href=\"https:\/\/www.comune.jesi.an.it\/w\/procedimento-autorizzatorio-del-progetto-per-il-recupero-e-il-trattamento-di-rifiuti-pericolosi-e-non-pericolosi-e-per-la-produzione-di-end-of-waste-nel-comune-di-jesi-da-parte-di-edison-next-recology-srl\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.comune.jesi.an.it\/w\/procedimento-autorizzatorio-del-progetto-per-il-recupero-e-il-trattamento-di-rifiuti-pericolosi-e-non-pericolosi-e-per-la-produzione-di-end-of-waste-nel-comune-di-jesi-da-parte-di-edison-next-recology-srl)\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">progetto<\/a> un tempo estremamente breve per esaminare decine e decine di elaborati tecnici.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi i principali punti critici finora rilevati:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1) Area ad elevato rischio di crisi ambientale <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo territorio \u00e8 classificato cos\u00ec dalla Regione Marche fin dal 2000, in considerazione delle molteplici criticit\u00e0 ambientali accertate gi\u00e0 in quel periodo. Negli elaborati progettuali, pur ammettendo tuttora la persistenza di tali condizioni, ci si limita a sostenere che non vi sarebbero divieti per nuovi insediamenti in quanto il Piano di risanamento previsto dalla Legge regionale del 2004 e approvato nel 2005 sarebbe scaduto (avendo validit\u00e0 di 10 anni). Tale approccio \u00e8 puramente formalistico rispetto al Piano ma la V.I.A. si occupa di valutare la sostenibilit\u00e0 di un intervento rispetto alle condizioni ambientali reali che sono tuttora fuori controllo e anzi in ulteriore peggioramento. Tra l&#8217;altro la legge regionale 6\/2004 sulle aree AERCA \u00e8 ancora vigente ponendo chiari obiettivi e obblighi di risanamento. Si pone dunque un problema inequivocabile e insormontabile di effetto cumulo. Non basta dire<em> &#8220;rispetteremo i limiti di emissione&#8221;<\/em>: la questione \u00e8 che la sommatoria di tutte le attivit\u00e0 che gi\u00e0 insistono su questo territorio ha gi\u00e0 creato condizioni tangibili e misurate di non conformit\u00e0 con gli obiettivi comunitari per tutte le matrici: acqua (sia superficiale che sotterranea), aria e suolo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2) Inquinamento dell&#8217;aria<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A mero titolo di esempio, i dati della centralina di monitoraggio della Valle dell&#8217;Esino evidenziano una media annuale delle polveri PM2,5 pari a 16 microgrammi\/mc, un valore che \u00e8 oltre 3 volte la soglia suggerita dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 in quanto queste sostanze causano migliaia di morti ogni anno solo in Italia determinando anche pesanti costi sociali per la collettivit\u00e0 (basti pensare alle spese sanitarie evitabili). L&#8217;impianto prevede l&#8217;emissione attraverso i camini denominati E1 (con portata di 80.000 mc\/ora) e E2 (con portata di 10.000 mc\/ora) di alcune tonnellate\/anno di polveri secondo quanto indicato e ammesso negli elaborati progettuali, oltre a diversi altri inquinanti (ossidi di azoto; composti organici volatili, amianto ecc.) Basterebbe questo fatto per rendere il progetto del tutto incompatibile con una situazione gi\u00e0 compromessa, come, d&#8217;altro lato, gi\u00e0 evidenziava il Piano Aria della Regione Marche fermo al 2006 (!) che ne imponeva il risanamento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3) Stato di compromissione dell&#8217;acqua<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo l&#8217;ARPAM sia le acque del corpo idrico sotterraneo della Valle dell&#8217;Esino sia le acque superficiali del fiume Esino non rispettano gli obiettivi di qualit\u00e0 fissati dalla UE (peraltro dal 2000 e da raggiungere entro il 2015\u2026). Pertanto non si capisce come si possano aggiungere ulteriori fonti di pressione visto che l&#8217;impianto proposto dovrebbe scaricare fino a 50 mc\/ora in fognatura su matrici gi\u00e0 pesantemente compromesse. Addirittura lo stesso sito prescelto per posizionare l&#8217;impianto vede una contaminazione preesistente delle acque sotterranee da tetracloroetilene &#8211; un cancerogeno accertato per l&#8217;uomo &#8211; richiedendo quindi l&#8217;attivazione della procedura di bonifica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>4) Stato di contaminazione del suolo nel territorio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo l&#8217;anagrafe 2024 della Regione Marche solo a Jesi vi sono 43 siti in procedura di bonifica, a testimonianza dell&#8217;esistenza di fonti di pressione insostenibili per questo territorio. Pertanto anche per la matrice suolo esiste in generale una grave compromissione a scala vasta e per molti di questi siti \u00e8 di l\u00e0 da venire la risoluzione di queste problematiche. Se allarghiamo lo sguardo all&#8217;intera area AERCA, il numero di siti \u00e8 ancora maggiore ed \u00e8 in aumento rispetto alla data di supposta scadenza del Piano AERCA (come abbiamo visto il 2015) che quindi non ha risolto alcunch\u00e9. Anzi, baster\u00e0 ricordare che addirittura viene contestato in un procedimento penale il reato di disastro ambientale per uno degli impianti ivi insistenti peraltro nella generale disattenzione o peggio degli enti competenti, per comprendere come la gravit\u00e0 della situazione imponga agli enti scelte consequenziali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>5) Particolato secondario<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo Studio di impatto presentato da Edison omette di valutare adeguatamente la formazione di particolato secondario (cio\u00e8 quello derivante dall&#8217;interazione tra emissioni e sostanze gi\u00e0 presenti nell&#8217;aria), nonostante questo rappresenti una quota consistente dell&#8217;inquinamento dell&#8217;aria.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>6) Processi di trattamento dell&#8217;amianto e degli altri contaminanti nei rifiuti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;amianto, viene proposto il trattamento con idrossido di sodio e altre sostanze a temperatura ambiente. Ebbene, nella letteratura scientifica a tale metodo (peraltro di solito attuato a temperature di circa 100 gradi che per l&#8217;impianto Edison non vengono citate) vengono associate potenziali criticit\u00e0 in relazione alla sua efficacia in sistemi di trattamento a scala industriale. Invece per gli altri contaminanti in ingresso con i rifiuti, si propongono in maniera generica forme di trattamento chimico\/fisiche\/calore senza per\u00f2 richiamare in maniera dettagliata, e per ogni sostanza da trattare (o almeno per gruppi di sostanze omogenee), i riferimenti scientifici sull&#8217;efficacia di tali trattamenti nonch\u00e9 le potenziali reazioni avverse che potrebbero verificarsi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>7) Limite di 1.000 tonnellate\/giorno di rifiuti in ingresso <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;azienda richiede l&#8217;autorizzazione per trattare circa 2.000 ton\/giorno di rifiuti ma poi in maniera unilaterale sostiene di volersi auto-limitare a 1.000 ton\/giorno. Tale affermazione da un punto di vista amministrativo non ha alcun valore, visto che gli enti sono chiamati a valutare un&#8217;autorizzazione per il doppio delle quantit\u00e0 e gli impatti devono essere esplicitati per tale soglia di capacit\u00e0. Tra l&#8217;altro essendo una scelta unilaterale, una volta ottenuta l&#8217;autorizzazione non vi sarebbe alcun strumento amministrativo per sostenere che Edison sia vincolata a tale scelta di carattere privato (e che il privato pu\u00f2 ovviamente rivedere secondo proprie esclusive valutazioni).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>8) Piano di monitoraggio ambientale <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per la linea di trattamento amianto Edison chiede l&#8217;autorizzazione al rilascio in atmosfera di un flusso di  emissioni pari a 10.000 mc\/ora, per 250 giorni e 16 ore al giorno, con una concentrazione massima di 2 fibre di amianto per ogni millilitro. Stranamente nel Piano di Monitoraggio tra le sostanze da ricercare nell&#8217;aria non compare l&#8217;amianto, tenendo conto che oltre a quanto emesso dal camino E2 potrebbero senz&#8217;altro esservi fonti secondarie anche involontarie (incidenti; malfunzionamenti; comportamenti inadeguati; big bags difettosi ecc.) che potrebbero comportare ulteriori dispersioni che ovviamente dovrebbero essere monitorate, anche in considerazione del fatto che le fibre persistono nell&#8217;ambiente, possono accumularsi e infine essere rimesse in circolo (ad esempio a causa del traffico) esponendo i cittadini nelle aree circostanti l&#8217;impianto a una sostanza estremamente pericolosa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>9) Aumento del traffico veicolare &#8211; aria e rischio incidentale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il proponente ammette il peggioramento del traffico veicolare con, solo considerando i veicoli pesanti, altri 16.000 passaggi\/anno in un&#8217;area con qualit\u00e0 dell&#8217;aria gi\u00e0 non in linea con le soglie dell&#8217;OMS e in cui sono gi\u00e0 stati autorizzati ulteriori insediamenti che ora sono in corso di apertura e che non faranno altro che aggravare tale situazione (come Amazon). A ci\u00f2 si aggiunga il rischio incidentale associato a questo volume di traffico che peraltro coinvolge mezzi che trasportano rifiuti anche pericolosi e contenenti amianto, con ripercussioni potenziali su vasta scala (basti pensare ad uno sversamento di liquidi oppure nelle ricadute di amianto sui siti circostanti) non solo da un punto di vista ambientale ma anche dal punto di vista produttivo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>10) Inadempienza degli enti\/capacit\u00e0 di controllo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oltre ai profili di rischio gi\u00e0 evidenziati, l&#8217;impianto proposto, volendo gestire una variet\u00e0 quasi illimitata di tipologie di rifiuti (centinaia e centinaia di codici) della pi\u00f9 disparata provenienza industriale (come concerie, raffinerie ecc) risulta anche di estrema complessit\u00e0, con ben 7 linee di trattamento previste e oltre 300.000 tonnellate\/anno di rifiuti da gestire (solo per le linee principali, 175.000 liquidi, tra cui anche pericolosi, e 110.000 solidi anche contenenti amianto). Come abbiamo visto gli stessi enti oggi chiamati ad esprimersi sul progetto: <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; non sono stati capaci di risanare come imposto dalla legge le criticit\u00e0 preesistenti per tutte le matrici rispetto ad obiettivi di qualit\u00e0 fissati dai massimi organismi internazionali, tanto che i cittadini si vedono tuttora violati i propri diritti a vivere in un ambiente sano; <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; si evidenzia anche la difficolt\u00e0 di esercitare in maniera efficace ed efficiente i controlli indispensabili per prevenire il verificarsi di tali condizioni (ricordando che la normativa ambientale si basa sulla prevenzione e sulla revisione delle autorizzazioni esistenti); <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; sono inadempienti su molteplici procedimenti, a partire dalla predisposizione e approvazione del nuovo Piano AERCA (la cui elaborazione \u00e8 responsabilit\u00e0 proprio della Provincia di Ancona), dalla rielaborazione del Piano regionale della Qualit\u00e0 dell&#8217;Aria fermo al 2006 (!), alla definizione e conclusione dei molteplici procedimenti di bonifica che dovrebbero essere risolti entro i termini fissati dal D.lgs.152\/2006 ecc. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sarebbe quindi singolare e surreale per questi enti che hanno dimostrato inequivocabilmente di avere gravi limiti che si riverberano direttamente e\/o indirettamente sulla qualit\u00e0 della vita e addirittura della salute dei cittadini, esprimersi in senso parere favorevole ad un impianto che aumenta le pressioni sul territorio invece di risolvere, come prevedono le norme a tutti i livelli, le criticit\u00e0 preesistenti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo <em>Spazio Comune Autogestito TNT <\/em>poi presenter\u00e0 entro i termini osservazioni ancora pi\u00f9 dettagliate circa l&#8217;incompatibilit\u00e0 della proposta di Edison. <\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Spazio Comune Autogestito TNT<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-file\"><a id=\"wp-block-file--media-b328ca17-ae71-4547-b691-ebb318e57325\" href=\"https:\/\/www.glomeda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/OsservazioniJesiEdisonBREVI.doc\">OsservazioniJesiEdisonBREVI<\/a><a href=\"https:\/\/www.glomeda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/OsservazioniJesiEdisonBREVI.doc\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-b328ca17-ae71-4547-b691-ebb318e57325\">Download<\/a><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicato stampa dello Sca Tnt con il fac-simile scaricabile per presentare le osservazioni Comunicato stampa del 27 luglio 2024 Impianto<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3667,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","h5ap_radio_sources":[],"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":""},"categories":[16,8],"tags":[270],"class_list":["post-3665","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ambiente","category-in-evidenza","tag-stop-edison"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3665","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3665"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3665\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3687,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3665\/revisions\/3687"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3667"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3665"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3665"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3665"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}