{"id":2613,"date":"2024-02-05T18:55:46","date_gmt":"2024-02-05T17:55:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.glomeda.org\/?p=2613"},"modified":"2024-02-05T19:40:32","modified_gmt":"2024-02-05T18:40:32","slug":"giustizia-e-sicurezza-sciopero-dellunione-delle-camere-penali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/2024\/02\/05\/giustizia-e-sicurezza-sciopero-dellunione-delle-camere-penali\/","title":{"rendered":"Giustizia e sicurezza, sciopero dell&#8217;Unione delle camere penali"},"content":{"rendered":"\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Dal 7 al 9 febbraio tre giorni di protesta contro il nuovo &#8220;pacchetto sicurezza&#8221;<\/em><\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p><em>Pubblichiamo il testo di indizione delle giornate di astensione dal lavoro deliberato dall&#8217;Unione delle Camere Penali Italiane, stato di agitazione promosso per opporsi ai progetti di riforma in tema di giustizia e in particolare al disegno di legge sulla sicurezza approvato recentemente dal Governo. Questo testo, per toni e contenuti, ci sembra segnalare con estrema evidenza la situazione di grave emergenza in cui versa l&#8217;amministrazione della giustizia nel nostro paese, che assume sempre pi\u00f9 decisamente i tratti di una forma inedita di <strong>totalitarismo giudiziario.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>GIUNTA DELL\u2019UNIONE DELLE CAMERE PENALI ITALIANE<\/strong><br><strong>Delibera del 25 gennaio 2024<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La Giunta dell\u2019Unione Camere Penali Italiane,<\/p>\n\n\n\n<p><strong>RILEVATO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che con delibera del 20 novembre 2023 \u00e8 stato proclamato lo stato di agitazione denunciando le determinazioni assunte dal Governo con l\u2019emanazione del pacchetto sicurezza, violative dei principi di offensivit\u00e0 e proporzionalit\u00e0, tipiche del <strong>populismo giustizialista<\/strong> e del diritto penale simbolico;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che con tale proclamazione \u00e8 stata censurata <strong>l\u2019irrazionale moltiplicazione delle fattispecie di reato e l\u2019aggravamento delle pene<\/strong> in senso contrario al principio di uguaglianza e di proporzionalit\u00e0, nonch\u00e9 la perdurante pretesa di affidare al sistema penale la soluzione di ogni situazione di conflitto sociale, facendo gravare in maniera del tutto irrazionale sulla carcerazione il destino dell\u2019intero ordinamento;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che con tale iniziativa abbiamo in particolare inteso stigmatizzare la mancata soppressione dei limiti interposti all\u2019appello dall\u2019art. 581 c.p.p. che era stata oggetto di una reiterata richiesta di intervento al Ministro della giustizia Carlo Nordio;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CONSIDERATO<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che, bench\u00e9 sia oramai dimostrato che <strong>il sistema carcerocentrico incrementi la recidiva<\/strong> che, viceversa, viene sensibilmente contenuta percorrendo la strada dell\u2019implementazione delle misure alternative e delle pene sostitutive, si continua ad affidare allo strumento repressivo penale la risposta alla legittima richiesta di sicurezza che proviene dalla collettivit\u00e0 conducendo cos\u00ec al collasso l\u2019intero sistema;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che a fronte del <strong>drammatico fenomeno dei suicidi in carcere<\/strong>, la cui incidenza (gi\u00e0 DIECI dall\u2019inizio dell\u2019anno) \u00e8 di venti volte pi\u00f9 alta che nelle condizioni di libert\u00e0, del perdurante aumento del sovraffollamento (oramai prossimo a quello della sentenza Torreggiani) e del conseguente peggioramento delle condizioni di vita a cui sono costretti i detenuti ristretti in carceri ormai al collasso, sono venute del tutto a mancare, da parte del Governo, iniziative volte alla decompressione ed alla salvaguardia della dignit\u00e0 dei ristretti, proponendosi, al contrario, esclusivamente la progettazione di nuovi spazi detentivi, ovvero l\u2019incremento di strumenti e di risorse <strong>in chiave puramente securitaria<\/strong> e di conservazione dello status quo;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che, anzich\u00e9 rispondere agli obblighi impostigli dalla Costituzione e dalla CEDU, che fanno divieto di infliggere pene o trattamenti inumani, si \u00e8 inteso piuttosto introdurre <strong>nuove fattispecie di reato<\/strong> come la <em>\u201cRivolta in istituto penitenziario\u201d<\/em>, integrata anche da condotte tipicamente inoffensive, quali la resistenza passiva, inserendo tali nuove fattispecie nel catalogo dei reati ostativi di cui all\u2019art. 4 bis dell\u2019Ordinamento Penitenziario;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che analoghe soluzioni si \u00e8 inteso adottare con riferimento ai luoghi della <strong>cd. detenzione amministrativa<\/strong> ove persone prive di colpa si vedono private della libert\u00e0 personale e costrette a vivere in condizioni inaccettabili per uno stato di diritto e per ogni moderna e civile democrazia rispettosa dei vincoli costituzionali e sovranazionali;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>RITENUTO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che il contenuto del pacchetto sicurezza, lungi dal porsi in sintonia con un programma di riforma della giustizia in senso liberale, rivela <strong>una matrice securitaria sostanzialmente populista e profondamente illiberale <\/strong>caratterizzata da un irragionevole rigore punitivo nei confronti dei fenomeni devianti meno gravi e ai danni dei soggetti pi\u00f9 deboli, distinguendosi per l\u2019introduzione di un\u2019iniqua scala valoriale, in relazione alla quale taluni beni risultano meritevoli di maggior tutela rispetto ad altri di eguale natura, in violazione dei principi di eguaglianza e proporzionalit\u00e0;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che l\u2019Unione delle Camere Penali Italiane aveva fornito il proprio contributo per la redazione delle disposizioni integrative e correttive della Riforma Cartabia e che nonostante la premessa alla relazione illustrativa contenga la formula (di stile) secondo la quale <em>\u201cnell\u2019elaborazione dei correttivi si \u00e8 tenuto conto dei contributi provenienti dall\u2019accademia, dall\u2019avvocatura e dalla magistratura\u201d<\/em>, in concreto nessuna delle puntuali proposte di modificazione suggerite \u00e8 stata recepita;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che a fronte della oramai concorde esigenza di addivenire ad <strong>una complessiva, radicale ed organica riforma del processo penale <\/strong>che restituisca coerenza al modello accusatorio, si \u00e8 proceduto ancora una volta in maniera disorganica alla formulazione di rimedi inadeguati e limitati, mentre si \u00e8 assegnato il compito di operare la riforma del codice ad una Commissione ministeriale che risulta tuttavia formata nella sua schiacciante maggioranza da esponenti della magistratura spesso portatori di una visione assai distante dal ripristino di quel modello originario;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0che d\u2019altronde, in linea con la scelta di privilegiare in esclusiva il contributo<em> \u201ctecnico\u201d <\/em>della magistratura, si \u00e8 anche ritenuto di non intaccare affatto l\u2019egemonia dei <em>\u201cfuori ruolo\u201d<\/em> all\u2019interno del Ministero della Giustizia, effettuando con la riforma ordinamentale in atto una<br>vera e propria <em>\u201cfotografia\u201d <\/em>dell\u2019esistente, cos\u00ec confermando il sostanziale presidio dei rappresentanti del giudiziario all\u2019interno dell\u2019esecutivo con <strong>un evidente violazione del principio liberale di separazione dei poteri<\/strong>;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che tra gli interventi urgenti prospettati al Ministro vi \u00e8 certamente quello che afferisce alla necessaria e pi\u00f9 volte richiesta abrogazione dei commi 1-ter e 1-quater dell\u2019art. 581 c.p.p. che prevedono l\u2019allegazione di una elezione o dichiarazione di domicilio e per gli imputati assenti l\u2019allegazione di uno <em>\u201cspecifico mandato ad impugnare\u201d<\/em>;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che tale previsione oltre a ledere la dignit\u00e0 del difensore e a restringerne le facolt\u00e0 proprie, <strong>nuoce gravemente ai soggetti pi\u00f9 deboli<\/strong> che usufruiscono dell\u2019istituto della difesa d\u2019ufficio, a vantaggio di un efficientismo indifferente alla qualit\u00e0 della giustizia, all\u2019effettivit\u00e0 del diritto di difesa, alla centralit\u00e0 dell\u2019accertamento della responsabilit\u00e0 penale attraverso un doppio grado di giudizio, in violazione dei principi costituzionali e sovranazionali;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che la riduzione del numero delle impugnazioni con conseguente alleggerimento dei ruoli delle Corti d\u2019Appello e della Corte di Cassazione non pu\u00f2 essere considerato in alcun modo un obiettivo da perseguire legittimamente attraverso la compressione del diritto di impugnare, anche a scapito della riforma di sentenze ingiuste e di irrogazione di pene illegali;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PRESO ATTO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che nonostante gli incontri con il Ministro Carlo Nordio, succedutisi alla delibera dello stato di agitazione, aventi ad oggetto la richiesta di modifica dell\u2019art. 581 c.p.p., abbiano visto la sostanziale condivisione circa la opportunit\u00e0 di abrogare i commi 1-ter e 1-quater del suddetto articolo, gli stessi si sono interrotti a fronte della rappresentata impossibilit\u00e0 di accedere alla auspicata riforma a causa della funzione deflattiva che questa norma avrebbe nel sistema delle impugnazioni, con conseguente flessione degli indici di riduzione delle pendenze imposte dal P.N.R:R.;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che in assenza di risposte positive in ordine alla soppressione di norme inique che comprimono inammissibilmente il potere di impugnazione del difensore, prerogativa fondamentale dello stesso inviolabile diritto di difesa, si deve porre in essere ogni iniziativa politica a presidio dei principi costituzionali e convenzionali <strong>per ristabilire la centralit\u00e0 del diritto di difesa<\/strong>, che si articola anche e soprattutto nel potere di impugnare provvedimenti ritenuti ingiusti in particolare in favore dei soggetti pi\u00f9 deboli quali sono i difesi d\u2019ufficio;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che, pur prendendo atto di importanti segnali di attenzione del Governo verso quelli che sono da sempre obiettivi propugnati dall\u2019Unione delle Camere Penali Italiane, quali il ripristino della prescrizione sostanziale, ovvero gli ulteriori interventi in materia penale con l\u2019abrogazione dell\u2019abuso di ufficio e la ridefinizione della fattispecie di traffico di influenze, resta evidentemente contraddittorio il percorso sin da subito intrapreso della <strong>iperproduzione di nuove fattispecie di reato,<\/strong> in direzione opposta alla realizzazione di un diritto penale minimo;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che anche in materia di intercettazioni, sebbene sia certamente apprezzabile l\u2019aver finalmente dato seguito ad una risalente richiesta di UCPI a tutela della riservatezza delle comunicazioni fra difensore e il proprio assistito, sostanzialmente violata attraverso interpretazioni distorte e riduttive dell\u2019art. 103 c.p.p., non pu\u00f2 non rilevarsi che se da un lato <strong>si afferma di voler contenere l\u2019abuso dello strumento intercettativo<\/strong>, dall\u2019altro si \u00e8 provveduto ad un <strong>abnorme ed irragionevole allargamento del suo utilizzo <\/strong>a tutti i reati laddove siano aggravati dall\u2019art. 416- bis.1. c.p. e dunque al di fuori del ricorrere di fenomeni di <em>\u201ccriminalit\u00e0 organizzata\u201d<\/em>, emergendo dunque anche in questa materia l\u2019urgente necessit\u00e0 di un intervento pi\u00f9 organico di riforma;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che l\u2019Unione delle Camere Penali Italiane, in assenza di una risposta sollecita e chiara in ordine alle emergenze sopra segnalate ed a quelle che riguardano in particolare <strong>lo stato del processo penale e le condizioni del carcere nel nostro Paese<\/strong>, fenomeni che entrambi colpiscono al cuore i principi della Costituzione, il diritto di difesa e la dignit\u00e0 stessa delle persone private della libert\u00e0 personale, non pu\u00f2 non assumere legittime iniziative volte ad impedire l\u2019attestazione di irrevocabilit\u00e0 su sentenze ingiuste e la susseguente esecuzione di condanne a pene detentive di persone a cui non \u00e8 stato consentito accedere ad un successivo grado di giudizio;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che deve altres\u00ec assumersi una ferma posizione chiedendo che il Governo adotti con urgenza <strong>misure tecniche immediate al fine di rimediare all\u2019ingravescente fenomeno del sovraffollamento<\/strong> anche attraverso l\u2019adozione di provvedimenti di clemenza generalizzata <strong>quali l\u2019amnistia e l\u2019indulto<\/strong>;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che devono porsi le premesse per un cambio di rotta radicale e per <strong>un intervento ampio ed organico che recuperi la finalit\u00e0 rieducativa delle pene, che escluda la centralit\u00e0 del carcere <\/strong>quale luogo di esercizio di tale finalit\u00e0, che restituisca la necessaria dignit\u00e0 all\u2019esperienza residuale delle pene detentive, respingendo ogni iniziativa volta ad esaltare la finalit\u00e0 retributiva della pena, l\u2019esemplarit\u00e0 delle condanne a pena detentiva, ed ogni equazione fra carcere e sicurezza dei cittadini, incrementando al contrario l\u2019accesso ad ogni forma di sanzione alternativa;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; che l\u2019Unione chiede con forza e determinazione al Governo di porre in campo <strong>ogni energia ed ogni risorsa al fine di affrontare con efficacia il terribile fenomeno dei suicidi<\/strong> non essendo pi\u00f9 tollerabile che coloro che sono nella esclusiva responsabilit\u00e0 dello Stato, giovani e meno giovani, sottoposti a custodia cautelare e condannati definitivi, non vedano le loro vite oggetto di adeguata cura e di salvaguardia.<\/p>\n\n\n\n<p>Tanto premesso,<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DELIBERA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>nel rispetto del Codice di Autoregolamentazione l\u2019astensione dalle udienze e da ogni attivit\u00e0 giudiziaria nel settore penale per i giorni 7, 8, 9 febbraio 2024 escluso il circondario di Termini Imerese, interessato da un\u2019astensione indetta dal Consiglio dell\u2019Ordine degli Avvocati di Termini Imerese con delibera del 16 gennaio 2024 per i giorni 5, 6, 7, 8 e 9 febbraio 2024;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>INVITA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>le Camere Penali territoriali ad organizzare, per i giorni 7 e 8 febbraio 2024, iniziative di informazione e di discussione sulle ragioni della protesta;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CONVOCA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>le Camere Penali territoriali affinch\u00e8 partecipino tutte all\u2019Inaugurazione dell\u2019Anno Giudiziario dei Penalisti Italiani che si terr\u00e0 in Roma i giorni 9 e 10 febbraio 2024;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DISPONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>la trasmissione della presente delibera al Presidente della Repubblica, ai Presidenti della Camera e del Senato, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Giustizia, ai Capi degli Uffici giudiziari.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Roma, 25 gennaio 2024<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 7 al 9 febbraio tre giorni di protesta contro il nuovo &#8220;pacchetto sicurezza&#8221; 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