{"id":1383,"date":"2023-02-14T16:31:00","date_gmt":"2023-02-14T15:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.glomeda.org\/?p=1383"},"modified":"2023-02-15T13:30:35","modified_gmt":"2023-02-15T12:30:35","slug":"carcere-41-bis-ergastolo-ordinamento-penale-e-pratiche-di-reclusione-a-partire-dal-caso-cospito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/2023\/02\/14\/carcere-41-bis-ergastolo-ordinamento-penale-e-pratiche-di-reclusione-a-partire-dal-caso-cospito\/","title":{"rendered":"Carcere, 41 bis, ergastolo. Ordinamento penale e pratiche di reclusione a partire dal caso Cospito"},"content":{"rendered":"\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>P<\/em><\/strong><em><strong>ubblichia<\/strong><\/em><strong><em>mo la registrazione audio degli interventi di Caterina Calia, legale di Anna Beniamino e Paolo Cognini, avvocato, in occasione dell&#8217;incontro pubblico ospitato dallo Spazio Autogestito Grizzly lo scorso 10 febbraio<\/em><\/strong><\/h6>\n\n\n\n<p><strong>Introduzione &#8211; Enrico, Spazio Grizzly<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La lotta di Alfredo Cospito ha riaperto uno spazio politico, ma anche mediatico nel paese, di discussione e riflessione sull\u2019abolizione di alcuni istituti di pena come il 41bis e l\u2019ergastolo, ma pi\u00f9 in generale sulla questione del carcere. Oltre a questo, vediamo come l\u2019uso del diritto penale nei confronti delle lotte sociali sia sempre pi\u00f9 sproporzionato, pericoloso ed invasivo, con un ricorso sempre maggiore al reato associativo. Di tutto questo stasera vogliamo parlare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/www.glomeda.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/EnricoA1002.mp3\"><\/audio><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Primo intervento Paolo Cognini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo essere in grado di capire le strategie che si sviluppano nel contesto nel quale si produce la vicenda specifica di Alfredo Cospito, ma pi\u00f9 in generale il discorso su ergastolo e 41bis. Dobbiamo essere in grado di porre una critica conflittuale, non \u201criparatoria\u201d. Il problema da affrontare \u00e8 la trasformazione del rapporto stato e societ\u00e0. Un processo lungo nel quale \u00e8 in corso una ridefinizione complessiva che porta ad una radicale restrizione degli spazi, non solo politici, nella societ\u00e0 che significa il dominio assoluto e assolutistico della legge per governarla. Quello che si da non riguarda alcuni istituti specifici di pena, ma la fine dello stato di diritto nella sua forma storica come prodotto di garanzie dato dal conflitto sociale. Questo processo ha una dinamica ed uno schema chiaro che si basa sull\u2019utilizzo dell\u2019emergenza, non specifica, ma una molteplicit\u00e0 di emergenze volte ad introdurre nell\u2019ordinamento misure per restringere spazi di libert\u00e0 e di autonomia nella societ\u00e0. La dinamica dell\u2019emergenza non ha confini predefiniti. In Italia poi c\u2019\u00e8 un canale molto particolare che \u00e8 quella dell\u2019emergenza mafie. Tutte le misure di prevenzione che vengono comminate a chi lotta sono contenute nel codice antimafia. In Italia,inoltre, abbiamo un codice penale fascista, che permette un grande utilizzo \u201ccreativo\u201d dei reati da parte delle magistrature, soprattutto di quelli che riguardano l&#8217; \u201dattentato\u201d alla personalit\u00e0 e alla sicurezza dello stato che \u00e8 un retaggio specifico di quel codice.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/www.glomeda.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/PaoloA1102.mp3\"><\/audio><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Primo intervento Caterina Calia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Da tempo \u00e8 in corso un imbarbarimento del diritto. Di fatto \u00e8 in atto un doppio binario che porta ad escludere dai benefici di legge alcuni reati che sono compresi nell\u2019articolo 4bis. Dobbiamo essere in grado di interrogarci sulla richiesta, come delega in bianco, di inasprimento delle pene anche per alcuni reati come ad esempio il femminicidio. Dobbiamo riuscire a capire che queste leggi liberticide andranno a colpire soprattutto le forme di dissenso e opposizione sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda di Alfredo \u00e8 emblematica di come l\u2019applicazione del 41bis, ormai, non ha pi\u00f9 nessuna aderenza agli scopi e al senso per cui era stato introdotto e cio\u00e8 rompere i rapporti con l\u2019organizzazione di appartenenza. Le motivazioni di rigetto dell\u2019istanza per la revoca del 41bis di ieri da parte del ministro Nordio \u00e8 basata sul reato di istigazione. Alfredo deve rimanere al 41bis perch\u00e9 con lo sciopero della fame usa il suo corpo come un arma, e quest\u2019arma \u00e8 stata raccolta all\u2019esterno con una serie di episodi violenti, nonostante non ci sia alcuna organizzazione all\u2019esterno. Il 41bis, in realt\u00e0, \u00e8 un sistema finalizzato all\u2019annientamento psico-fisico e a rinchiudere il dissenso sociale. L\u2019errore di tutta la sinistra istituzionale, ma anche di una parte di quella antagonista, \u00e8 non capire che di emergenza in emergenza si arriva allo smantellamento di diritti fondamentali e ad una violazione sistematica e radicale delle norme costituzionali. Inoltre, la vicenda di Alfredo \u00e8 emblematica anche dal punto di vista processuale. Trasformare il reato di strage in strage politica, cosa mai successa, significa affermare che quel gesto era in grado di porre in essere un attacco alla sicurezza dello stato ed infatti vediamo come ormai questo si stia determinando anche per fatti assolutamente minori.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/www.glomeda.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/CaterinaA1002.mp3\"><\/audio><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Enrico, Spazio Grizzly<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei riprendere due spunti emersi fino ad ora. Dall\u2019emergenze, come abbiamo visto, si passa alla stabilit\u00e0 di alcuni istituti nell\u2019ordinamento giuridico e penale.<\/p>\n\n\n\n<p>La questione dell\u2019ergastolo, inoltre, mette bene in luce, la dinamica che la sott\u2019ende. Per poter accedere a degli sconti di pena \u00e8 necessario il pentimento, la collaborazione. \u201cBarattare la proprio posizione con qualcun altro\u201d, la chiama Musumeci. Tutto questo \u00e8 solo un ricatto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/www.glomeda.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/EnricoB1002.mp3\"><\/audio><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Secondo intervento Paolo Cognini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019articolo 4bis dell\u2019ordinamento penitenziario, quello che fa l\u2019elenco dei reati che sarebbero ostativi all\u2019accesso alle misure alternative e ai benefici penitenziari nasce con un solo comma che riguardava le eventuali rivolte in carcere, poi si allunga ad oggi a dieci commi, ampliando enormemente la platea dei reati. Nella narrazione ufficiale viene veicolato il messaggio che esistono soggetti pericolosi che non devono accedere ai benefici. Questa stessa narrazione \u00e8 smentita dall\u2019articolo stesso che consente a chi collabora di accedervi. L\u2019articolo 4bis \u00e8 di per se la dimostrazione che la questione non \u00e8 relegata la campo della pericolosit\u00e0 o della tutela sociale a cui puoi arrecare il danno ma \u00e8 un meccanismo di controllo e gestione della repressione che prescinde dalla tua effettiva pericolosit\u00e0. Decide che sei pericoloso se non collabori. Non \u00e8 un approccio di tutela, ma di scambio di cui lo stato ne decide l\u2019etica. Strumenti che hanno poco a che fare con la prevenzione, ma hanno a che fare con la ritorsione dello stato in termini di annientamento e annullamento.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/www.glomeda.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/PaoloB1002.mp3\"><\/audio><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Interventi dal pubblico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/www.glomeda.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Pubblico1002.mp3\"><\/audio><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Conclusioni Caterina Calia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo ripartire dalla nostra storia. Noi veniamo da una storia d\u2019insorgenza di un intera generazione. Noi non abbiamo pi\u00f9 memoria della nostra storia, lo stato non dimentica e cerca di agire preventivamente, anche adottando termini come terrorismo che servono per mostrificare ogni forma di conflitto. La repressione \u00e8 inversamente proporzionale al livello del conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 41bis viene agito anche verso l\u2019esterno. E\u2019 un monito a chi innalza il livello del conflitto, non ha nessuna di quelle funzioni previste dalla norma. Lo vediamo anche nella contestazione del 416bis, associazione a delinquere, che ha colpito la lotta per la casa, le lotte sindacali e le lotte sociali. Lo scopo \u00e8 contestare alla radice la possibilit\u00e0 di organizzarsi legalmente e legittimamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo vediamo anche nel caso di Alfredo, dove c\u2019\u00e8 una totale criminalizzazione della solidariet\u00e0. In queste settimane abbiamo costruito una petizione contro l\u2019ergastolo e 41bis,un percorso lungo e difficile, ma necessario. Rappresentano i due simboli del potere repressivo e se vogliamo ottenere qualcosa dobbiamo partire dal livello pi\u00f9 alto perch\u00e9 contiene tutto quello che poi colpisce i movimenti e le lotte sociali. E\u2019 uno strumento che ci consente di aprire un dibattito sull\u2019involuzione del diritto che \u00e8 sintomo dell\u2019involuzione sociale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/www.glomeda.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/CaterinaB1002.mp3\"><\/audio><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Conclusioni Paolo Cognini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il problema, come sempre, \u00e8 capire come si muove il conflitto di classe in quest\u2019epoca e quali sono le realt\u00e0 organizzative che \u00e8 possibile sviluppare dentro questo conflitto. Un reale processo di trasformazione nasce dalla capacit\u00e0 di riconquistare spazio e agibilit\u00e0 del conflitto di classe che pone il problema generale, ma dobbiamo anche fare un ragionamento molto serio su come riusciamo a garantire spazi di agibilit\u00e0 politica ai conflitti. Dobbiamo mettere in discussione profondamente e convintamente la cultura giustizialista dominante in questo paese, soprattutto quella che si presenta come demo progressista. Questa \u00e8 una priorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa cultura \u00e8 penetrata in maniera forte dentro le componenti di movimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 abdicato alla possibilit\u00e0 che ci possano essere risposte diverse rispetto a quelle precostituite dallo stato. La questione delle aggravanti, ad esempio quella di odio razziale \u00e8 un esempio molto chiaro. Dietro questo meccanismo c\u2019\u00e8 la logica secondo cui l\u2019elemento che ricostruisce la frattura del legame sociale che si e determinata \u00e8 dato dal carcere. Il giustizialismo, anche quello pi\u00f9 in buona fede, parte da questo ragionamento.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/www.glomeda.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/PaoloC1002-1.mp3\"><\/audio><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo la registrazione audio degli interventi di Caterina Calia, legale di Anna Beniamino e Paolo Cognini, avvocato, in occasione dell&#8217;incontro<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1301,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","h5ap_radio_sources":[],"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":""},"categories":[119,8],"tags":[],"class_list":["post-1383","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-carcere","category-in-evidenza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1383","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1383"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1383\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1408,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1383\/revisions\/1408"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1301"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1383"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1383"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1383"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}