{"id":1326,"date":"2018-02-18T20:09:00","date_gmt":"2018-02-18T19:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.glomeda.org\/?p=1326"},"modified":"2026-05-06T00:46:55","modified_gmt":"2026-05-05T22:46:55","slug":"la-battaglia-di-cable-street-una-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/2018\/02\/18\/la-battaglia-di-cable-street-una-recensione\/","title":{"rendered":"La battaglia di Cable Street, una recensione"},"content":{"rendered":"\n<p>di:\u00a0<strong>Francesco Fanesi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<strong>Our flag will remain red<\/strong>\u201d. Questo libello di Silvio Antonini mi ha molto divertito. Si legge tutto d\u2019un fiato e la sua narrazione punta dritta al cuore di quell\u2019epica antifascista che ancora, ostinatamente, sopravvive in alcuni segmenti della nostra societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>E\u2019 un po\u2019 come riascoltare \u201cStalingrado\u201d della Banda Bassotti, per intenderci. L\u2019emozione carica di adrenalina scaturisce dal ricordo di una epica battaglia vinta dal bene contro il male, pi\u00f9 di ottanta anni fa. Parliamo della \u201cbattaglia di Cable Street\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Londra, 4 ottobre 1936, le camice nere di Oswald Mosley, leader della Brytish Union of Fascists, decide che \u00e8 arrivato il momento di mostrare i muscoli alla Gran Bretagna. Per farlo organizza una marcia di camerati nel East End londinese, quartiere popolare con larga presenza di ebrei e irlandesi solidamente organizzati dai partiti e dai sindacati della sinistra anche comunista.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il 1936 dunque. Anno cruciale per l\u2019Europa e non solo. La guerra civile spagnola \u00e8 iniziata a luglio, ed \u00e8 una tragica anteprima di quello che poi si scatener\u00e0 con la Seconda Guerra Mondiale e che trasciner\u00e0 l\u2019umanit\u00e0 verso il baratro delle leggi razziali e dei campi di sterminio nazisti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In quel \u201936 la battaglia tra fascismo e umanit\u00e0 \u00e8 stata gi\u00e0 persa tempo prima in Italia con la controrivoluzione preventiva di Mussolini e poi con la presa del potere di Hitler in Germania. In questo scenario anche Mosley progetta di riversare l\u2019Inghilterra nel buio del fascismo e decide quindi di organizzare la sua \u201cmarcia su Roma\u201d, nell\u2019East End rosso e popolare londinese. Solo che le cose, in quel 4 ottobre del 1936, andranno in maniera assai diversa rispetto ai piani dei fasci britannici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Partito Comunista britannico non commette lo stesso errore che fece quello italiano nel \u201921 con gli&nbsp;<em>Arditi del Popolo<\/em>.<\/strong>&nbsp;Alla vigilia della marcia si schiera infatti dalla parte del combattivo proletariato del quartiere londinese, organizzando e promovendo la resistenza popolare che si stava spontaneamente creando contro la \u201cparata\u201d indetta da Mosley . Basti pensare che il giorno prima della marcia, il \u201c<em>Daily Worker<\/em>\u201d (organo ufficiale del partito) pubblica la mappa dettagliata del percorso\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Domenica 4 ottobre, fin dalle prime ore del mattino, migliaia di antifascisti occupano le piazze dove era previsto il concentramento dei cinquemila camerati di Mosley ed erigono barricate rovesciando in strada mobili e persino un tram! La polizia in forze tenta di disperdere la folla caricando brutalmente anche con la cavalleria. E\u2019 iniziata la battaglia. L\u2019intero quartiere \u00e8 schierato a difesa degli insorti. Dalle finestre dei poveri palazzi vola di tutto sopra le forze dell\u2019ordine che tentano di sfondare. Vengono lanciate a terra delle biglie per impedire l\u2019avanzata ai cavalli. Le migliaia di persone in difesa del quartiere non indietreggiano e rispondono con lanci di pietre dalle barricate. Alla fine la polizia \u00e8 costretta prima ad indietreggiare e poi a ritirarsi. Termina la battaglia, inizia il mito.<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019agile racconto (corredato da un succoso archivio fotografico edito dalla&nbsp;<em>Red Star Press<\/em>) ci restituisce lo spaccato di una storia volutamente dimenticata.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Visto che non \u00e8 stata scritta dalle grandi organizzazioni sindacali e partitiche dell\u2019epoca questa vicenda \u00e8 stata condannata all\u2019oblio, esattamente come successe per gli&nbsp;<em>Arditi del Popolo<\/em>&nbsp;nel nostro paese.<\/strong>&nbsp;Ricordare queste storie ha dunque un doppio significato: restituire l\u2019onore della memoria alle donne e gli uomini che se la sono guadagnata sul campo e ricordarci che combattere (e battere) nemici infinitamente pi\u00f9 grandi di noi non \u00e8 affatto impossibile, come sempre tentano di farci credere.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Buona lettura.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.redstarpress.it\/index.php\/catalogo\/product\/view\/2\/84\">\u201cLa battaglia di Cable Street\u201d di Silvio Antonini, Red Star Press, 2017<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Collana: Unaltrastoria<br>Formato: 13\u00d720, brossurato con bandelle<br>128 pagine; illustrato con foto d\u2019epoca in b\/n<br>Prezzo: 13 euro<br>Isbn: 9788867181704<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di:\u00a0Francesco Fanesi \u201cOur flag will remain red\u201d. 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