{"id":1294,"date":"2023-01-25T16:44:52","date_gmt":"2023-01-25T15:44:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.glomeda.org\/?p=1294"},"modified":"2023-01-25T17:48:21","modified_gmt":"2023-01-25T16:48:21","slug":"la-raffineria-api-di-falconara-tra-continue-emissioni-nuovi-processi-crisi-climatica-e-disastro-ambientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/2023\/01\/25\/la-raffineria-api-di-falconara-tra-continue-emissioni-nuovi-processi-crisi-climatica-e-disastro-ambientale\/","title":{"rendered":"La raffineria API di Falconara tra continue emissioni, nuovi processi, crisi climatica e disastro ambientale"},"content":{"rendered":"\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><em><strong>Un approfondimento a cura del Laboratorio Falkatraz alla vigilia dell&#8217;apertura di uno dei procedimenti penali a carico di Api<\/strong><\/em><\/h6>\n\n\n\n<p>Dopo il rinvio a giudizio del marzo 2020 si apre domani, gioved\u00ec 26 gennaio, il processo contro la raffineria Api per le ipotesi di reato di getto di cose pericolose, inquinamento ambientale e violazione di prescrizioni in materia ambientale. Sul banco degli imputati l&#8217;amministratore delegato Giancarlo Cogliati e il responsabile dell&#8217;ufficio ambiente e sicurezza Giovanni Bartolini. Secondo la procura i vertici dell&#8217;Api sarebbero responsabili di diverse inadempienze, relative al periodo 2013-2018, che avrebbero contribuito a peggiorare la qualit\u00e0 dell&#8217;aria nella zona attorno all&#8217;impianto. Le numerose emissioni inquinanti, che eccedevano lo storico caratteristico di una citt\u00e0 come Falconara, area (ex!) AERCA <em>(area ad alto rischio di crisi ambientale) <\/em>e Sin<em> (sito di interesse nazionale da bonificare) <\/em>dal 2002, sembravano provenire da ripetuti incidenti e malfunzionamenti avvenuti nella fase di attracco allo stabilimento delle navi cisterna, come nella fase di carico e scarico del greggio. Alla faccia delle BAT, la presunta applicazione delle migliori tecnologie disponibili, pare invece che si risparmiasse sui costi di manutenzione ed investimento per tirare a produrre. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le indagini erano partite in seguito alle segnalazioni dal basso ed agli esposti, dal 2015, dei cittadini falconaresi raccolti intorno al nuovo comitato trasversale <em>Malaria<\/em><\/strong>, che ha rappresentato, lungo lo scorso decennio, il momento pi\u00f9 alto di dissenso locale, ben oltre il bacino consueto dello zoccolo duro dei comitati cittadini storici e degli attivisti di movimento. Del resto non si tratta del primo procedimento penale in cui il petrolchimico sia incappato nella sua pluridecennale attivit\u00e0. Ricordiamo a titolo esemplificativo come lo scorso luglio sia arrivato a sentenza definitiva, con due condanne, anche se parzialmente riformate, e un\u2019assoluzione, il processo d\u2019appello per il decesso di Francesco Fiore. <strong>Nel giugno 2013 l&#8217;operaio di una ditta appaltatrice esterna perse la vita<\/strong> in ospedale dopo un\u2019agonia di venti giorni, in seguito a un incidente sul lavoro nello stabilimento di Falconara. L\u2019accusa principale verteva sul fatto che i lavori su tredici valvole di sicurezza dell\u2019impianto a vapore sarebbero stati eseguiti con lo stabilimento in funzione, anzich\u00e9 fermo, con il rischio, quindi, che avvenissero incidenti dovuti alla fuoriuscita di getti. Ancora una volta \u00e8 evidente come il dogma della produttivit\u00e0 a tutti i costi pieghi ogni principio di sicurezza, o di mero buonsenso. Nella sentenza di primo grado, in cui si contestava la cooperazione nell\u2019omicidio colposo, erano stati sei gli imputati a processo, tre dei quali figure intermedie (il responsabile del settore manutenzione, il responsabile del reparto ispezione e il dirigente del settore produzione), assolti.  Gli altri tre, l\u2019amministratore delegato dell\u2019Api raffinerie anconetana Giancarlo Cogliati, Pierfilippo Amurri, dirigente del settore operazioni, e Antonio Palma, legale rappresentante della Ferplast (per la quale lavorava Fiore), condannati a due anni. Nella sentenza definitiva \u00e8 stato dichiarato il non doversi procedere per la violazione delle norme sul lavoro, essendo intervenuta la prescrizione, e a Cogliati e Amurri sono state concesse le attenuanti generiche in regime di equivalenza con riduzione della pena a otto mesi per Cogliati e uno ad Amurri e con il beneficio della non menzione. Assolto Palma, titolare della ditta esterna. <\/p>\n\n\n\n<p>E ancora ricordiamo la sentenza di appello del luglio 2013 che ha stabilito la responsabilit\u00e0 e la condanna dei vertici e dei responsabili di API raffineria di Ancona SpA (1 anno e 2 mesi) per la morte di altri due lavoratori, Ettore Giulian e Mario Gandolfi, nell\u2019incendio del 25 agosto 1999, quando un rogo con fiamme alte un centinaio di metri e visibile a chilometri di distanza svegli\u00f2 la Citt\u00e0 alle 5 di mattina. La Corte d\u2019Appello di Ancona aveva allora ribaltato la sentenza assolutoria di primo grado che condannava il responsabile civile API al risarcimento in solido dei danni in favore delle Parti civili. Da questo lungo stillicidio di inquinamento ambientale, danni sanitari, morti operaie, sfilato negli anni dentro le aule di tribunale non possiamo non constatare la lunghezza dei termini dei procedimenti, i tempi della magistratura tali sono, e l&#8217;esiguit\u00e0 delle condanne a fronte dei fatti avvenuti. <\/p>\n\n\n\n<p>Del resto<strong> l&#8217;Anonima Petroli Italiana \u00e8 ad oggi uno dei maggiori gruppi privati a livello nazionale nel settore energetico<\/strong> che copre l&#8217;intera filiera dell&#8217;economia fossile. Non si tratta pi\u00f9 della piccola raffineria di provincia cresciuta nel boom del patto fordista capitale\/lavoro, ma di un&#8217;autentica multiutility dell&#8217;economia fossile, che unisce i tratti del capitalismo familistico tradizionale con quelli tipici delle rapacit\u00e0 multinazionali. Un autentico sistema di potere tentacolare ben rappresentato dallo scandalo mediatico dell&#8217;agosto 2020 durante la pubblicazione delle telefonate intercorse tra l&#8217;AD Api e l&#8217;ex Sindaco di Falconara Brandoni, ora Assessore regionale di Acquaroli, in cui si apostrofavano i carabinieri del NOE come dei<em> \u201crompicoglioni\u201d, \u201cL&#8217;Italia un paese di merda\u201d<\/em> e i cittadini che segnalavano le esalazioni dalla raffineria delle <em>\u201cteste di cazzo\u201d<\/em>! <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Eppure c&#8217;\u00e8 qualcosa oggi che pare scalfire il muro di gomma di una sorta di immunit\u00e0. Intanto la recente chiusura delle indagini preliminari <em>&#8216;Oro nero&#8217; <\/em>della scorsa estate, in merito all&#8217;ultimo incidente rilevante del 2018, che si somma e aggrava la vicenda giudiziaria in corso. <\/strong>Nell&#8217;aprile di quell&#8217;anno si verificava l&#8217;inclinazione del tetto galleggiante di uno dei serbatoi pi\u00f9 grandi d&#8217;Europa, il TK61, per una capacit\u00e0 di portata pari a 160.000 metri cubi di petrolio greggio, provocando la fuoriuscita di una nuvola di gas idrocarburici e la conseguente percezione di forti e prolungati miasmi da parte della popolazione della zona, costretta ad un improvvisato regime di lockdown, oltre al serio pericolo per la sicurezza derivante dal rischio di esplosioni. Dopo l&#8217;invito del Sindaco Brandoni ad<em> \u201carieggare\u201d<\/em> i locali, le denunce, allora divenute di massa, furono centinaia. Con <em>Oro nero<\/em> si moltiplica il campo accusatorio, ora di estrema rilevanza: &#8216;disastro ambientale&#8217; ed altri reati concernenti la normativa ambientale e quella contro la pubblica amministrazione, segnatamente i reati di abuso d&#8217;ufficio, rivelazione di segreti d&#8217;ufficio e istigazione alla corruzione, violazione della normativa sulla gestione degli impianti a rischio di incidente rilevante e  responsabilit\u00e0 amministrativa degli enti nei confronti della societ\u00e0 Api, nonch\u00e9 le reiterate violazioni delle prescrizioni e dei limiti di emissione con riferimento alle emissioni in atmosfera, agli scarichi idrici, alla gestione dei rifiuti interni, alla gestione dei malfunzionamenti e degli eventi incidentali. Oltre a crescere il numero di imputati, ben 18, per la prima volta si coinvolgono personalit\u00e0 anche esterne alla raffineria, nello specifico l&#8217;ex direttore generale dell&#8217;ARPAM Giancarlo Marchetti. La reiterazione e l&#8217;ampliamento delle indagini oltre e successivamente l&#8217;incidente del 2018, in questi successivi quattro lunghi anni, hanno messo in luce innumerevoli altri episodi minori, rilevanti dal punto di vista penale, ma soprattutto del danno ambientale. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tutto questo mina l&#8217;immagine costruita ad arte di efficientismo responsabile di un petrolchimico all&#8217;avanguardia europea in termini di sostenibilit\u00e0 ambientale:<\/strong> la copiosa mole di attivit\u00e0 d&#8217;indagine, il contributo di consulenti e tecnici, nonch\u00e9 i sopralluoghi e campionamenti analitici, le osservazioni dirette, le escussioni di persone informate sui fatti, saranno finalmente desecretate e di pubblico dominio. Tutto questo ci racconta una diversa narrazione del passato, e del presente, infarcita di atti di<em> \u201cimprudenza\u201d<\/em> e<em> \u201cnegligenza\u201d, \u201csistematica violazione\u201d<\/em>, incidenti<em> \u201cprincipalmente provocati dallo stato di deterioramento degli impianti\u201d, \u201cconflitto d&#8217;interessi\u201d, \u201cingiusto vantaggio patrimoniale\u201d, condotte \u201csorrette dalla volont\u00e0 di risparmiare sugli ingenti costi per l&#8217;ispezione, la manutenzione e l&#8217;adeguamento degli impianti in questione e di non compromettere l\u2019attivit\u00e0 produttiva, rallentando i processi di lavorazione\u201d. <\/em>Eppure il fatturato netto di tutto il gruppo Api supera nel 2021 i 4560 milioni di euro. Eppure solo 5 anni fa ha inglobato la rete nazionale di distribuzione di carburanti Total\/Erg, strappando cos\u00ec il primato nazionale ad Eni per capillarit\u00e0 di distribuzione sul territorio nazionale (oltre 5000 stazioni). Eppure nel dicembre 2022 il gruppo IP\/API ha acquisito dalla Esso Italia tutti i suoi assets e attivit\u00e0 relative ai carburanti e alla raffinazione, compresa la totalit\u00e0 delle attivit\u00e0 di vendita di carburanti di Esso in Italia, il 75% della Raffineria SARPOM di Trecate (provincia di Novara), di cui IP deteneva gi\u00e0 il resto dell\u2019azionariato, la titolarit\u00e0 dei depositi di Genova, Arluno e Chivasso, quella di Engycalor Energia Calore, che controlla il deposito di bitumi di Napoli e si occupa di vendite a clienti business, e il 12,5% della societ\u00e0 Disma, che gestisce il deposito di carburante aereo dell\u2019Aeroporto di Malpensa (operazione che consente di raddoppiare la raffinazione da circa 5 a quasi 10 milioni di tonnellate\/anno). <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Due costanti emergono da questa lunga scia di inchieste sul business del fossile a Falconara. L&#8217;interesse per la massimizzazione dei profitti, la continuit\u00e0 produttiva, la crescita economica illimitata, il vile denaro, su tutto. E a suo corollario, l&#8217;inottemperanza e la violazione delle decine di prescrizioni con le quali \u00e8 stata rilasciata l&#8217;AIA, l&#8217;Autorizzazione Integrata Ambientale, nel maggio 2018, ad un mese dall&#8217;incidente del serbatoio TK61, come dei precedenti decreti di concessione.<\/strong> Un procedimento amministrativo per sua natura autoassolutorio, che tutto contiene, ingloba e fa quadrare in un kafkiano castello burocratico, sia dal punto di vista degli attori in gioco che dei cicli produttivi, salvo il suo punto di sospensione e negazione. Un crinale critico che pu\u00f2 essere spezzato, a maggior ragione oggi, al tempo degli scudi penali che per decreto governativo assicurano le imprese fossili dalle ingerenze della magistratura, solo calando le vicende dei palazzi di giustizia dentro il vivo delle lotte. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Urge commutare il discorso giudiziario in controinchieste dal basso che tengano aperta e amplifichino la vertenza pubblica sulla dismissione degli impianti, la sospensione delle autorizzazioni, le dovute bonifiche del territorio e le percorribili vie d&#8217;uscita dal fossile.<\/strong> Come lo scorso decennio falconarese era stato caratterizzato dal fenomeno delle segnalazioni dal basso e dalla localizzazione del consenso, dal 2019 ad oggi con la ricostituzione del Laboratorio Falkatraz e la prosecuzione dei movimenti contro il capitalismo estrattivista come Trivelle Zero Marche, le vertenze ambientali e sanitarie delle<em> \u201caree di sacrificio\u201d<\/em> in resistenza si sono saldate con i movimenti di protesta globali per la transizione ecologica e la giustizia climatica, Per il Clima Fuori dal Fossile e Friday for Future su tutti. Sar\u00e0, parafrasando Slavoj Zizek, pi\u00f9 facile immaginare la fine del mondo o la fine del capitalismo?<\/p>\n\n\n\n<p><em>Laboratorio Falkatraz Falconara<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un approfondimento a cura del Laboratorio Falkatraz alla vigilia dell&#8217;apertura di uno dei procedimenti penali a carico di Api Dopo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1296,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"no_sidebar_content_centered","colormag_page_sidebar_layout":"no_sidebar","h5ap_radio_sources":[],"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":""},"categories":[16,132,8],"tags":[19,20,22,133],"class_list":["post-1294","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ambiente","category-api","category-in-evidenza","tag-ambiente","tag-clima","tag-fuoridalfossile","tag-no-api"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1294","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1294"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1294\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1298,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1294\/revisions\/1298"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1296"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1294"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1294"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1294"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}