{"id":1124,"date":"2022-12-06T13:15:56","date_gmt":"2022-12-06T12:15:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.glomeda.org\/?p=1124"},"modified":"2022-12-06T13:35:23","modified_gmt":"2022-12-06T12:35:23","slug":"dalla-provincia-remota-per-volgere-lo-sguardo-verso-il-cielo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/2022\/12\/06\/dalla-provincia-remota-per-volgere-lo-sguardo-verso-il-cielo\/","title":{"rendered":"Dalla provincia remota, per volgere lo sguardo verso il cielo"},"content":{"rendered":"\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><em>Nel <a href=\"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/2022\/10\/20\/macerata-storie-del-tempo-e-dello-spazio\/\">breve testo di presentazione<\/a> di &#8216;Storie del tempo e dello spazio&#8217;, il ciclo di appuntamenti dislocati promosso dal Csa Sisma in occasione del venticinquesimo anno della sua storia, sono presenti degli estratti di un contributo pi\u00f9 ampio, che qui pubblichiamo<\/em>. <\/h6>\n\n\n\n<p>Correva il settembre 2004 e distraendosi a tarda notte nella sala antistante al bancone del bar del centro sociale, poteva capitare di imbattersi su fogli un p\u00f2 spiegazzati, e fra chiazze color vermiglio si poteva leggere delle citt\u00e0 di <em>Diaspar<\/em> e <em>Lys<\/em>: la prima, oppressa dal comando delle macchine ma dove si gode di vita eterna; la seconda, lontano dalle mura della precedente, dove si decide insieme ma si muore. Sono le protagoniste de <em>&#8216;Le citt\u00e0 e le stelle&#8217; <\/em>di Arthur Clarke, che utilizzammo, rovesciandone il finale, per evocare un orizzonte conflittuale. <\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cL\u2019idea di una citt\u00e0 che si organizza in comunit\u00e0 e che sceglie consapevolmente di rinunciare all\u2019immortalit\u00e0 pur di mantenere la propria dimensione umana, ci sembra carica di significati simbolici.\u201d<\/em> Pu\u00f2 sembrare una provocazione indigesta, riportare quanto si scrisse attorno all&#8217;immortalit\u00e0 quando oggi \u00e8 con la sopravvivenza che ci troviamo a che fare, <strong>con la prospettiva di penuria reale che si allunga <\/strong>dall&#8217;ombra della sua omologa versione<em> &#8216;artificiale&#8217;,<\/em> la penuria artefatta del capitalismo. Il capitalismo della promessa di un&#8217;abbondanza senza fine, consumata sulle macerie del muro di Berlino, dopo trent&#8217;anni non ci lascia fra le mani che scarsit\u00e0, e pretende anche di convincerci che la colpa \u00e8 solo nostra. <strong>L&#8217;oppressione del lavoro non basta pi\u00f9<\/strong>, ci portano via il tempo, ci sottraggono lo spazio della nostra residua libert\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Chi mai avrebbe pensato, nel lontano 2004, che quei processi ricombinanti che sottendono alla progressiva affermazione del <em>realismo capitalista <\/em>subissero una tale accelerazione temporale. Che conducessero all\u2019<strong>implosione deflagrante<\/strong> di ogni spazio di mediazione, al collasso verticale del sistema liberal-democratico dello stato di diritto.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altronde chi avrebbe mai immaginato di finire col condividere una <strong>simultanea esperienza di confinamento<\/strong>, controllo e disciplinamento di massa insieme agli altri miliardi di persone che popolano il pianeta. O che un conflitto in Est Europa scatenato dallo spezzarsi degli equilibri globali di spartizione del dominio portasse all&#8217;<strong>imposizione di uno stato di guerra<\/strong>, irrigimentando in via definitiva lo spazio del discorso pubblico, trasformando il dissenso in <em>\u2018tradimento civile\u2019<\/em>. A rammentarci come, in fondo, la guerra \u00e8 sempre rimasta l\u00ec, dentro e fuori di noi. In fondo, <em>\u201crepressione \u00e8 civilt\u00e0\u201d<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Eppure avevamo lucidamente riconosciuto i traccianti <\/strong>delle linee di tendenza di quei processi, ma forse non avevamo fatto i conti fino in fondo con noi stessi, non avvertendo in anticipo come il tempo corrode anche il metallo nativo di un pianeta incontaminato. <\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cL\u2019assunzione consapevole del limite delle nostre esperienze e del nostro agire ha implicazioni profonde, condiziona il nostro modo di essere e di pensare.\u201d<\/em> Crediamo che segmenti di quel testo lontano possano ancora conservare efficacia nonostante la diacronia temporale. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>All\u2019epoca conoscevamo le radici<\/strong>, abbiamo poi tentato di risalire i flussi della linfa nel coacervo dei tronchi dell&#8217;arbusto e volgendo lo sguardo verso l\u2019alto, infine, ci siamo lasciati sovrastare dall\u2019albero del tempo, imponente come una quercia secolare e cresciuto alla velocit\u00e0 di una <em>magnolia stellata<\/em>, accecati da un sole spento.<strong> Il sole spento di un presente distopico <\/strong>al cospetto del quale ci pare di non poter offrire null\u2019altro che la nostra arida impotenza. Ma abbiamo bisogno di sottrarci dalla luce accecante, rovesciare il punto di osservazione, rifiutare l\u2019estraniazione che alla mente mostra il nostro corpo come fossimo ostaggio di un tempo sospeso, bloccati dentro una vecchia fotografia in bianco e nero: <strong>siamo anche noi dentro quel flusso del tempo<\/strong> ed \u00e8 necessario risalire la corrente, riconoscersi come vena di energia trasformatrice, seppur prosciugata, seppur da rigenerare. <\/p>\n\n\n\n<p>In tempi di fratture e nuovo disordine globale, di caduta dell&#8217;Occidente e di confini incerti a segnare la timeline del capitale internazionale; di stati di emergenza che si riproducono in loop fino a far esondare l&#8217;eccezione; di produzione di soggettivit\u00e0 nociva dalla parte sbagliata del meridiano della lotta di classe; di <em>quiet quitting<\/em> e <em>great resignation <\/em>fra gli anelli infranti della catena di distribuzione delle merci; di una nuova austerit\u00e1 che ci attende come risultante scaricata sul singolo delle dinamiche di deterioramento del clima e di speculazioni finanziarie sull&#8217;energia, abbiamo assoluto bisogno di <strong>riannodare le fila della storia, delle storie, della nostra parte di mondo, quella rivoluzionaria.<\/strong> E immaginarne un tracciato futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma per farlo abbiamo necessit\u00e0 di riguadagnare il terreno perduto, <strong>recuperare lo spazio che ci \u00e8 stato sottratto<\/strong>, ridisegnandone il perimetro, spingendo le barriere che lo costringono un p\u00f2 pi\u00f9 in l\u00e0. Per fare questo non abbiamo altra opportunit\u00e0 se non quella di muovere ancora da quella porzione marginale di spazio che ancora difendiamo, che teniamo al riparo dall&#8217;artiglio predatorio del profitto e del controllo. E allora abbiamo pensato che non potessimo che ripartire da qui, dai <strong>remoti avamposti di autodeterminazione<\/strong> che ancora presidiamo. <\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 decisivo orientare lo sguardo collettivo nella giusta direzione, con entrambi i piedi ben piantati nel terreno dissestato di una realt\u00e0 mutante e ostile. <strong>Ma rivolgendo lo sguardo in alto<\/strong>, verso il cielo, come per istinto, come facciamo fin dall&#8217;origine delle donne e degli uomini, per cercare le risposte nella ricerca di un avvenire che sia degno del valore di una meta collettiva. <\/p>\n\n\n\n<p>Un orizzonte che \u00e8 <strong>un orizzonte conflittuale<\/strong>, come scrivevamo, perch\u00e8<em> &#8220;senza il conflitto non ci sono n\u00e9 la Citt\u00e0 n\u00e9 le Stelle, ma solo Diaspar. Una Diaspar ben peggiore di quella descritta da Clarke nel suo romanzo, perch\u00e8 la Diaspar che ci stanno costruendo addosso ci vuole obbedienti ma poveri e ci vuole schiavi senza neanche offrirci l\u2019immortalit\u00e0.&#8221; <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E magari, a guardar bene, <strong>guarendo dalla nostra cecit\u00e0 artificiale<\/strong>, ci accorgeremo che non esiste un solo sole e torneremo a distinguere e a farci guidare dal chiarore delle stelle nelle tenebre, dai raggi del sole vivo di un domani che sappia attendere bisogni e desideri di uguaglianza e libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Csa Sisma <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>#1997spazio2022 #Sisma25<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel breve testo di presentazione di &#8216;Storie del tempo e dello spazio&#8217;, il ciclo di appuntamenti dislocati promosso dal Csa<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1125,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","h5ap_radio_sources":[],"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[116,117],"class_list":["post-1124","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-evidenza","tag-1997spazio2022","tag-sisma25"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1124","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1124"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1124\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1138,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1124\/revisions\/1138"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1125"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1124"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1124"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.glomeda.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1124"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}