Porto San Giorgio (Fm) – ‘We Are Making A Film About Mark Fisher’ Proiezione docufilm @ Csa Officina Trenino
6 Marzo @ 21:30 - 23:30

Venerdì 6 Marzo ore 21:30
Centro Sociale Officina Trenino 211 presenta il DocuFilm:
We Are Making A Film About Mark Fisher – 2025 – 65min
Regia e Scaneggiatura – Simon Poulter
Mark Fisher (Leicester, 11 luglio 1968 – Felixstowe, 13 gennaio 2017) è stato un filosofo, sociologo e critico misucale.
Per qualcuno è stato un pensatore di ispirazione marxista eterodosso, per altri un postcapitalista che usava strumenti marxisti per analizzare il presente.
Suo il tentativo di rinnovare il pensiero critico attingendo alla cultura pop, alla psicanalisi e alla teoria politica per costruire una prospettiva anticapitalista convincente e radicata.
Le sue opere sono imperdibili, analizzano il contemporaneo e la sensazione pervasiva e indotta che il capitalismo sia l’unico sistema politico ed economico possibile, bloccando la nostra capacità di immaginare un’alternativa.
Per qualcuno è stato un pensatore di ispirazione marxista eterodosso, per altri un postcapitalista che usava strumenti marxisti per analizzare il presente.
Suo il tentativo di rinnovare il pensiero critico attingendo alla cultura pop, alla psicanalisi e alla teoria politica per costruire una prospettiva anticapitalista convincente e radicata.
Le sue opere sono imperdibili, analizzano il contemporaneo e la sensazione pervasiva e indotta che il capitalismo sia l’unico sistema politico ed economico possibile, bloccando la nostra capacità di immaginare un’alternativa.
Consigli di lettura:
– Realismo capitalista
– Spettri della mia vita. Scritti su depressione, hauntologia e futuri perduti
– Il nostro desiderio è senza nome. Scritti politici. K-punk/1
In Italia le sue opere sono pubblicate da Produzioni Nero, Not e Minimun Fax.
– Realismo capitalista
– Spettri della mia vita. Scritti su depressione, hauntologia e futuri perduti
– Il nostro desiderio è senza nome. Scritti politici. K-punk/1
In Italia le sue opere sono pubblicate da Produzioni Nero, Not e Minimun Fax.
———————————————————————-
Justin Hopper interpreta il “Professor Parkins”, una guida spettrale all’opera e alla vita di Mark Fisher.
Il film esplora le idee di Mark Fisher su hauntology, realismo capitalista e coscienza collettiva, ma le mette anche in scena. Utilizza gli strumenti stessi del capitalismo comunicativo – gli spazi algoritmici e monetizzati dei social media – per costruire qualcosa al di fuori della logica del capitale.
Il progetto funziona come un’opera d’arte decapitalizzata: una rete auto-organizzata piuttosto che linea di produzione. Metodologicamente, l’opera attinge sia al situazionismo che alla produzione rizomica, rifiutando l’autorialità lineare a favore di sistemi aperti di scambio. Il suo processo rispecchia la condizione hauntologica descritta da Fisher: ripetizione, rottura e ritorno. Ogni contributo è diventato un’eco, una traccia o una rianimazione delle energie sociali e teoriche che Fisher un tempo catalizzava attraverso i suoi scritti e il suo insegnamento.
Il risultato è un film di 65 minuti assemblato da decine di voci, luoghi e tipologie di media: non come un collage di contenuti, ma come un bene comune di significato in evoluzione.
È sia critica che manifestazione: un’opera che si chiede se sia possibile utilizzare gli strumenti del tardo capitalismo per immaginare qualcosa che vada oltre.
L’opera assomiglia anche allo stile K-punk di Fisher (il suo blog), in quanto adotta uno stile da fanzine online in termini di produzione. Ad esempio, per una parte del film ci troviamo al computer di Mark Fisher nel suo studio, circondati dalla sua libreria.
—Simon Poulter
Justin Hopper interpreta il “Professor Parkins”, una guida spettrale all’opera e alla vita di Mark Fisher.
Il film esplora le idee di Mark Fisher su hauntology, realismo capitalista e coscienza collettiva, ma le mette anche in scena. Utilizza gli strumenti stessi del capitalismo comunicativo – gli spazi algoritmici e monetizzati dei social media – per costruire qualcosa al di fuori della logica del capitale.
Il progetto funziona come un’opera d’arte decapitalizzata: una rete auto-organizzata piuttosto che linea di produzione. Metodologicamente, l’opera attinge sia al situazionismo che alla produzione rizomica, rifiutando l’autorialità lineare a favore di sistemi aperti di scambio. Il suo processo rispecchia la condizione hauntologica descritta da Fisher: ripetizione, rottura e ritorno. Ogni contributo è diventato un’eco, una traccia o una rianimazione delle energie sociali e teoriche che Fisher un tempo catalizzava attraverso i suoi scritti e il suo insegnamento.
Il risultato è un film di 65 minuti assemblato da decine di voci, luoghi e tipologie di media: non come un collage di contenuti, ma come un bene comune di significato in evoluzione.
È sia critica che manifestazione: un’opera che si chiede se sia possibile utilizzare gli strumenti del tardo capitalismo per immaginare qualcosa che vada oltre.
L’opera assomiglia anche allo stile K-punk di Fisher (il suo blog), in quanto adotta uno stile da fanzine online in termini di produzione. Ad esempio, per una parte del film ci troviamo al computer di Mark Fisher nel suo studio, circondati dalla sua libreria.
—Simon Poulter
Csa Officina Trenino 211
Viale della Vittoria 211
Porto San Giorgio
Viale della Vittoria 211
Porto San Giorgio
