info@glomeda.org
Friday, 10/09/2010

FEATURES
home
archivio
agenda
speciali
downloads
links



27/10/2009 | Con i lavoratori dell'Api, per Falconara
FALCONARA - All'indomani della presentazione del piano industriale della proprietà Api e soprattutto delle prime mobilitazioni dei lavoratori contro i tagli al personale (circa del 30% dell'intera forza lavoro) e alla manutenzione e sicurezza dello stabilimento (circa 4 milioni di euro in meno rispetto al passato), i precari del Centro sociale Kontatto di Falconara avvertono la necessità di esprimere la loro solidarietà alla protesta ed esprimono la loro piena vicinanza alla vertenza intrapresa dai lavoratori dell'Api.

Vertenza contro il piano industriale della proprietà del petrolchimico che, in nome dell'intangibilità dei profitti imprenditoriali e finanziari, intende addossare le responsabilità di anni di scelte scellerate e senza futuro sulla pelle dei lavoratori, dei cittadini, del territorio.

- Il comunicato del Csa Kontatto

I ragazzi e i precari del Centro sociale Kontatto di Falconara, e della rete dei csa e delle Comunità Resistenti delle Marche, esprimono la loro piena vicinanza e solidarietà alla vertenza intrapresa dai lavoratori dell'API contro il piano industriale della proprietà del petrolchimico che, in nome dell'intangibilità dei profitti imprenditoriali e finanziari, intende addossare le responsabilità di anni di scelte scellerate e senza futuro sulla pelle dei lavoratori, dei cittadini, del
territorio.

Troppo semplice scaricare oggi il peso dei propri errori con i tagli sul personale, oltre cento lavoratori, il 30% del personale (senza contare le conseguenze sull'indotto e sul lavoro esternalizzato...), e ai costi di manutenzione (di cui
ci pare gli impianti abbiano stringente e improrogabile bisogno...), mettendo ancor più a repentaglio la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini che abitano questo territorio e ospitano la raffineria.
Troppo semplice, dopo essersi intestarditi in un braccio di ferro sul progetto megacentrali nell'intento di contrastare un piano energetico regionale teso al buon senso per l'oggi e il domani, allo sviluppo di produzioni energetiche
alternative, meno dannosi e più funzionali. Tutti sanno che le nuove centrali non risolverebbero il problema occupazionale (darebbero lavoro a poche decine di unità...), annullerebbero invece la scelta di delocalizzare e distribuire in modo più armonioso e diffuso gli impianti industriali e inquinanti, rendendoli così meno dannosi e invasivi, e che soprattutto l'Api ha le capacità e le possibilità per realizzare anche sul nostro territorio quello che altrove e non molto distante da noi, dal maceratese al sud Italia, già fa: energia pulita, lavoro, rispetto del territorio.

Per troppo tempo tutto questo è stato motivo di divisione, incomprensione, conflitto, tra quanti difendevano il diritto ad un lavoro degno e garantito e chi cercava di tutelare la sicurezza e vivibilità del territorio.
E noi come altri abbiamo scelto da che parte stare, e quali responsabilità prenderci. Ma come ieri abbiamo scelto di difendere Falconara e le città dell'AERCA, la loro vivibilità e sicurezza, il diritto alla salute e al rispetto del territorio, oggi ascoltiamo con rispetto la voce di speranza e di rabbia dei lavoratori della più grande industria del territorio.

E la comprendiamo bene, perchè ci parla del diritto al lavoro, al reddito, al futuro, tutte cose che noi come le nuove generazioni da qui a venire non sperimenteranno a patto che non iniziamo a svegliarci e a lottare per i propri diritti come per quelli di tutti.

Perchè è la stessa voce gridata dai lavoratori dell'INSSE sulle gru, o dai tanti anonimi dipendenti che protestano occupando i tetti delle fabbriche in tutto il Paese, o degli insegnanti delle scuole e delle università con venti anni di
servizio alle spalle ma comunque precari o disoccupati a 0 euro, degli impiegati nei servizi, negli ospedali, nei trasporti che vengono dipinti come "fannulloni" e pagano per le clientele e la rapacità della la mafia della malapolitca e della
corruzione, di tutti gli uomini e le donne vere che difendono i propri diritti senza andare in televisione e che quindi è come se non esistessero.
Siamo dalla vostra parte come lo siamo da tempo con i lavoratori della Merloni di Fabriano, o del distretto jesino, o dei precari della formazione e della scuola...

La comprendiamo benissimo perchè già da tempo diciamo ai responsabili di questo inedito e pericoloso arretramento generalizzato delle condizioni di lavoro, di vita, di civiltà, che "noi la (loro) crisi non la paghiamo". La crisi causata dalle banche, dalla finanza internazionale, dalle guerre e dai terrorismi globali,dalle caste intoccabili della politica e dell'economia, non la pagherà chi lavora e produce, ieri come oggi,rinunciando ai propri diritti per salvare i conti all'estero, le azioni in borsa, le ville esotiche e i privilegi dei leaders globali e locali.

La comprendiamo perchè noi siamo i "cattivi" ragazzi dei centri sociali, i figli dei lavoratori e i nuovi precari.


Cercheranno oggi più di prima, di dividerci e di foraggiare la solita guerra tra poveri: diranno che chi non condivide il progetto delle megacentrali è contro di voi, che chi dice di essere dalla vostra parte ha in realtà altri scopi, che gli interessi dell'impresa sono i vostri, che le nuove centrali sono la vostra salvezza, che lo studio epidemiologico sulla salute delle città vicine all'Api è falso, che va tutto bene e basta fidarsi, delegare, aspettare in silenzio.
Da parte nostra possiamo unicamente dirvi che siamo pronti, nella pratica e oltre le chiacchiere, a condividere le vostre ragioni, perchè sono anche le nostre, e di tutti.
A presto, speriamo stavolta, dalla stessa parte...


I ragazzi e i precari del CSA Kontatto

Info
www.falkatraz.noblogs.org
csa-kontatto.noblogs.org
 



AGENDA

AGENDA


Global Project

Ya Basta Marche

Csa Oltrefrontiera

Csa Sisma

Csoa T.N.T.

Squola s.p.a.

Csa Kontatto

Csa Fabbri




home | archivio | agenda | speciali | downloads | links