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Per una Falconara vermanente "sicura" e accogliente: No a Cie (ex-Cpt), ronde e ordinanze securitarie...
- Il comunicato dei movimetni e delle realtà sociali falconaresi
Come cittadini e associazioni che si impegnano quotidianamente nel sociale e nell'accoglienza, crediamo che le norme del “pacchetto sicurezza” rispondano in modo fuorviante e deviato ad un bisogno pur legittimo di sicurezza sociale.
In particolare l’apertura (più o meno prossima) di un Cie (Centro di Identificazione e Espulsione), al di là delle ben note questioni di carattere umanitario che ne conseguono (per noi sempre prioritarie), e della presumibile “militarizzazione” del territorio che la sua apertura a Falconara comporterebbe, gli episodi drammatici di disordine pubblico verificatisi a Lampedusa come altrove, potrebbero essere la norma e il futuro che si vorrebbero imporre alla nostra Città. Altro che sicurezza…
Falconara è disposta ad accettare che ogni questione, ambientale o sociale, reale o inventata, debba essere dettata e risolta dall'alto, a prescindere dalla reale volontà e dal consenso della cittadinanza? E’ disposta ad accettare l’ennesimo scempio, degrado, fattore di crisi del territorio?
L'istituzione di un CIE, o CPT, è la punta dell'iceberg e la goccia che fa traboccare un vaso già colmo, ormai saturato dalle ordinanze antiprostituzione e antibivacco (trattati come meri problemi di decoro urbano e non questioni sociali) e da quelle già declamate e in via di definizione, come dalle dichiarazioni di prossima costituzione delle ronde, o dalle spettacolarizzazioni mediatiche dei “blitz anti-immigrazione”, insieme al clima diffuso di paura e intolleranza instillato in questi mesi nei cittadini di Falconara.
Partendo proprio dal nostro impegno quotidiano con le persone che si rivolgono alle nostre strutture crediamo che la legalità (anche per noi un valore importante) debba coniugarsi con la ricerca di percorsi di giustizia, assumendo il “bene dell’uomo” (di ogni uomo) come valore fondamentale e “bussola” che orienti le scelte.
Il lavoro sociale e culturale per la costruzione di una città vivibile per tutti è molto più difficile e complesso di interventi spot che cercano di “vendere” una sicurezza a basso costo dalla scarsa efficacia reale. I migranti, i diversi, i soggetti deboli stanno diventando il facile capro espiatorio per imporre un inedito, quanto pericoloso, ordinamento autoritario che lede e mette a rischio le libertà e i diritti di tutti, senza risolvere, anzi moltiplicando i problemi alla base di una reale e legittima richiesta di sicurezza proveniente da ambiti sociali differenti.
Non abbiamo bisogno di una sicurezza ideologica ed interessata a dividere e disgregare il tessuto sociale, ma di una sicurezza intesa come bene comune, che unisca e tuteli il territorio e quanti abitano,vivono, lavorano nella nostra città. Il degrado e l'insicurezza, a Falconara come altrove, colpiscono tutti i cittadini, a prescindere dalla loro provenienza e dal colore della loro pelle.
Per questo associazioni e cittadini, espressione della società civile falconarese, hanno inteso costituirsi “in rete” per sollecitare un serio quanto urgente dibattito sulle modalità per costruire una città sicura e vivibile per tutti.
Una prima assemblea pubblica è prevista per
Giovedì 12 Marzo alle ore 21.30 presso il centro Pergoli
Piazza Mazzini Falconara
per programmare una campagna di informazione e sensibilizzazione verso la cittadinanza e proporre spazi di confronto con l’amministrazione comunale.
Ambasciata dei Diritti - Tenda di Abramo - Free Woman - L.H.A.S.A.- Lumumba Onlus - ANPI Falconara - CSA Kontatto - Comunità Bangladesh Falconara - Associazione Antidroga Falconarese - Falconara Cricket Club – L'OndaVerde - Blu Pubblica Assistenza - L'orecchio di Van Gogh - Servizi di Strada Onlus
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