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03/06/2008 | Marche territorio libero dai lager per migranti
FALCONARA - Le recenti indiscrezioni sull'ipotesi del governo di realizzare un Cpt presso l'ex-caserma Saracini hanno provocato immediate reazioni contrarie che hanno portato il neosindaco Brandoni a smentire la sua iniziale disponibilità.

In occasione dell'inaugurazione del Torneo Antirazzista "Assata Shakur" di Ancona, le Comunità Resistenti e l'Ambasciata dei Diritti hanno ribadito la ferma opposizione a qualsiasi tentativo di istituire un Cpt, annunciando una mobilitazione permanente "per difendere la dignità dei nostri territori, liberi dai lager per migranti"


Approfondimenti:
- Il blog del Csa Kontatto
- Il sito del Progetto MeltingPot - Marche


Nessun Cpt nelle Marche, nè altrove!
- Il comunicato dell'Ambasciata dei Diritti e delle Comunità Resistenti delle Marche


In questa settimana da più parti si sono spese molte parole sulla possibile riconversione dell'ex Caserma Saracini di Falconara in un CPT, e noi oggi siamo qui proprio per dare un segnale quantomai chiaro:
la più decisa e forte resistenza a qualsiasi progetto di costruzione di Centri di Permanenza Temporanea in nessun luogo, tanto meno a Falconara e nelle Marche, terra di accoglienza, di incontro tra popoli e crocevia culturale tra le diversità.

A Falconara e nelle Marche non crescerà mai il seme del razzismo e dell'intolleranza.

Lo ribadiamo innanzitutto ricordando quanto successo nel marzo del 2004, quando una fortissima opposizione popolare ostacolò la già possibile costruzione di un CPT nella provincia di Macerata, a Corridonia, interrompendo finanche il Consiglio comunale che si accingeva a far passare tutto sottosilenzio, ignorando il fermo rifiuto da parte dei cittadini indignati.

Tuttora per questo atto ben 6 persone sono ancora sotto processo, con l'unica colpa di essere antirazzisti, per essersi schierati in difesa della dignità umana.
La stessa resistenza che anche oggi incontreranno quanti vogliono reintrodurre simili politiche razziste in nome di un distorto e interessato concetto di sicurezza!

I Cpt infatti sono delle strutture finalizzate alla detenzione amministrativa: vi si finisce però non per aver commesso un reato, ma solo per essere “clandestini”, senza documenti; non per quello che una persona fa ma per quello che è; concettualmente, e a volte non solo, un lager appunto.

Per non parlare poi dei famigerati effetti collaterali: torture, maltrattamenti e morti – come quella di Hassan Nejl avvenuta a Torino appena qualche giorno fa – di fatto una sistematica e costante violazione dei diritti umani.

Riteniamo necessario stigmatizzare la ridicola posizione assunta dal neosindaco Brandoni, il quale si è detto inizialmente favorevole all'istallazione del lager per stranieri,magari con la prospettiva di un qualche ritorno economico da parte dello Stato e poi, venuta meno tale possibilità, ha fatto prontamente marcia indietro, aspettando che dall'alto altri si assumano la responsabilità di una scomoda decisione. Tuttavia riteniamo che non sarà il Cpt a saldare il bilancio comunale o a placare le ansie di (in)sicurezza della cittadinanza, perché i Cpt sono veri e propri lager a sfondo razziale e portano con sé odio, xenofobia, insicurezza per tutti.

Noi dichiariamo invece riaperto il fronte del No ai Cpt!

Si apre oggi – al grido Nessun Cpt nelle Marche! - una fase di permanente mobilitazione, che intende parlare e coinvolgere la comunità falconarese e marchigiana, che intende sovvertire false certezze, ideologie strumentali, creare aggregazione tra diversi, per la difesa dei beni comuni. Un cpt non costituisce solo un problema dei migranti ma di tutti, lede la nostra stessa dignità, sottrae uno spazio pubblico alla collettività, precarizza i diritti di cittadinanza a partire da quelli dei meno garantiti.

Esortiamo la Regione Marche, e gli enti locali coinvolti, a prendere, subito e nei fatti, una netta e limpida posizione contro la costruzione di qualsiasi struttura di questo genere, che si chiamino CPT o Centri per l’identificazione e l’espulsione.

Invitiamo inoltre a riaprire il “tavolo regionale di partecipazione attiva sull'immigrazione”, già costituito nel 2004 a seguito dei fatti di Corridonia, per ridiscutere, assieme a tutte le associazioni che promuovono i diritti di cittadinanza per i migranti, una nuova piattaforma regionale ed istituzionale che ufficializzi da una parte il ripudio di qualsiasi struttura detentiva per migranti e dall’altra ponga in essere le istanze di cittadinanza che vengono dal mondo dei migranti.

No Cpt! No Lager!

Centro Sociale Autogestito Kontatto
Ambasciata dei Diritti
Comunità Resistenti delle Marche
 



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