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01/08/2007 | Rassegna stampa sull'aggressione neofascista di Pergola
- dal Corriere Adriatico del 1 agosto 2007

Aggressione, accuse ai nazifascisti

PERGOLA - La Bottega di resistenza globale di Fossombrone e il Centro sociale autogestito Oltrefrontiera di Pesaro assieme alle comunità resistenti delle Marche inviano un “comunicato di denuncia e solidarietà ai compagni antifascisti aggrediti. I fatti accaduti nella notte fra sabato e domenica scorsi non sono riconducibili ad una classica rissa tra ubriachi del sabato sera, ma a una vera e propria aggressione nazifascista. Infatti i responsabili dell'aggressione sono riconducibili a gruppi di estrema destra che girano per le strade quotidianamente armati di coltelli e pugni di ferro.

“Quest'ultimo episodio - continua la nota - è l'esempio lampante della loro metodologia: hanno provocato e aggredito e in seguito a una giusta risposta antifascista hanno ben pensato di accoltellare alle spalle un ragazzo coinvolto. Una volta lasciatolo a terra, agonizzante con la pleura forata dalla lama, si sono congedati inneggiando al duce ed esibendo saluti romani. Il rituale dell'aggressione vigliacca e squadrista non è una novità nel nostro territorio”.



- da Il Messaggero del 31 luglio 2007

«Le coltellate, poi i saluti romani»
Parla uno dei ragazzi picchiati alla Festa del vino, è ricoverato al “Santa Croce”

PERGOLA - «Terminata la rissa si sono radunati attorno a me e al mio amico mentre eravamo a terra doloranti e hanno fatto il saluto romano. Un'immagine assurda che non riesco a levarmi dalla testa». È il racconto shock di Danilo Lorenzetti, 24 anni di Fossombrone, progettista in un'azienda di Bellocchi, rimasto vittima nella notte fra sabato e domenica, alla festa del vino di Pergola, di un violento alterco scoppiato con un gruppetto di giovani di estrazione ultra nazionalista. «Naziskin, probabilmente appartenenti a movimenti di estrema destra» riferisce Danilo dal letto dell'ospedale Santa Croce di Fano dove, sabato notte, è stato trasportato d'urgenza in ambulanza dopo aver ricevuto tre coltellate al busto (due al fianco e una alla schiena), un pugno all'occhio sinistro e un altro al mento che gli ha provocato la frattura di un dente. Alla base della rissa «motivi ideologici, visioni politiche diverse - dice - ma non ricordo nemmeno come sia scoppiato l'alterco. È stato tutto così veloce. Ero insieme ad altri tre-quattro miei amici (tra cui Matteo Vegliò, 22 anni di Urbino, colpito al volto da pugni, ma non è grave) quando siamo stati accerchiati da almeno sei teste rasate. È volata qualche parola grossa, poi si è passati ai pugni e ai calci. Io e Matteo siamo rimasti a terra doloranti e semi-inconscienti. Ricordo però che terminata la rissa si sono radunati attorno a noi e hanno fatto il saluto romano. Con fatica mi sono rialzato, mi mancava il respiro e sentivo un dolore molto forte al torace e alla schiena. Non ho capito subito che si trattava di tre ferite da arma da taglio, tra l'altro una delle quali data a tradimento nella schiena, a pochi centimetri dalla colonna vertebrale».
Ha rischiato grosso Danilo: il fendente inferto alla schiena ha bucato la pleura e provocato un pneumotorace. Più lievi gli altri due tagli al fianco destro (all'altezza del rene) e al torace. «Sono allibito. È pazzesco che gruppi di esagitati, vere e proprie squadracce fasciste, siano lasciati liberi di fare ciò che vogliono».
Nella notte di sabato, anche grazie alle indicazioni fornite da alcuni testimoni della rissa, i carabinieri di Pergola hanno fermato due dei presunti aggressori: Emanuele Pagnini, 23 anni, operaio di Sassoferrato, e Alex Fattorini, 19 anni, di Lucrezia. Ieri mattina il giudice ha convalidato l’arresto e li ha rimessi in libertà, entrambi sono incensurati.



- da Il Resto del Carlino del 31 luglio 2007

Maxi rissa alla festa del vino
Coltellate, feriti e arresti

Quattro fendenti al fianco per un 24enne di Fossombrone, finito all’ospedale. A far scattare la scintilla sarebbero stati motivi politici: da una parte le 'teste rasate' di estrazione nazionalista. Dall'altra giovani di tutt'altro colore

Pergola, 30 luglio 2007
- Un ragazzo accoltellato al fianco, un altro preso a pugni e calci. E poi due aggressori arrestati per lesioni aggravate. Tutto questo in mezzo ad un fuggi fuggi nel centro di Pergola dove l’altro ieri, intorno all’una di notte, è scoppiata una rissa tra due gruppi di giovani venuti alle mani per motivi ideologici. Da una parte c’erano le "teste rasate", abiti scuri, tatuaggi di estrazione ultra nazionalista, anfibi e saluto fascista come biglietto da visita, dall’altra giovani che evidentemente non vedevano di buon occhio le teste rasate.

E’ cominciato il parapiglia quando la festa del vino era ancora molto affollata. L’intervento dei carabinieri, che si trovavano poco lontano, ha permesso di disperdere il gruppo di gente che faceva a cazzotti ed ha consentito di acciuffare due degli aggressori che avevano ferito dei giovani, i quali erano finiti a terra con ferite da taglio e occhi neri. Ad aver avuto la peggio è stato Danilo Lorenzetti, 24 anni di Fossombrone, che ha avuto ferite da taglio al fianco (tre o quattro tagli).

Soccorso da un’ambulanza del 118 di Pergola è stato poi trasferito all’ospedale S.Croce di Fano. Le sue condizioni sono stabili. I medici parlano di 25 giorni di prognosi. Se la caverà invece con cinque giorni di guarigione Matteo Vegliò, 22 anni, di Urbino, colpito con pugni in faccia. I carabinieri sono riusciti a rintracciare di lì a poco gli aggressori dei due ragazzi finiti in ospedale.

Si tratta di Emanuele Pagnani, di 23 anni, di Sassoferrato, operaio, trovato in possesso di un coltello infilato nell’anfibio. Portato in caserma, è stato dichiarato in arresto per lesioni personali aggravate e porto abusivo di arma da taglio. Arrestato anche l’amico, Alex Fattorini, 19 anni, di Lucrezia riconosciuto responsabile dell’aggressione con calci e pugni ai danni del giovane di Urbino.

Entrambi sono stati rinchiusi nella cella di sicurezza della caserma dei carabinieri di Fano. Oggi compariranno davanti al giudice per la convalida del provvedimento e il processo per direttissima. Probabilmente il difensore chiederà i termini a difesa, cioè un rinvio del processo, per leggersi prima le carte dell’accusa.

Stando a una prima ricostruzione dell’accaduto, i carabinieri di Pergola sono riusciti a rintracciare alcuni testimoni della rissa, tra cui amici dei ragazzi arrestati che si muovevano mettendo bene in mostra l’effige del Duce tatuata sul braccio. Avrebbero detto di aver visto la rissa, ma di non avervi partecipato. Vi hanno preso parte anche delle ragazze amiche degli arrestati. Loro usavano delle fibbie per dare cinghiate nella schiena a chiunque si avvicinava. Usati anche pugni di ferro.

La festa del vino di Pergola richiama regolarmente 4/5mila persone e basta davvero poco, soprattutto a tarda notte, per far partire la scintilla della rissa. Con delle conseguenze imprevedibili.  



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