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- da Il Manifesto del 29 aprile 2007
Ancona. Gli ultras in marcia per la libertà di tifare
m.pa.
A tre mesi dalla morte dell'ispettore Raciti e poche settimane dopo l'approvazione definitiva del Decreto Amato sulla violenza negli stadi, una parte del mondo ultras si ritrova oggi ad Ancona per una manifestazione di protesta contro gli aspetti più repressivi di una legge approvata all'unanimità dal Parlamento nonostante i dubbi di costituzionalità su alcune norme. Il gruppo Ultras Ancona l'ha organizzata insieme ai Cani Sciolti Ancona in difesa della libertà di espressione, sotto tutte le sue forme, citando espressamente l'articolo 21 della Costituzione. Hanno aderito molti gruppi di squadre delle serie minori (Venezia Mestre, Pisa, Crotone, Cosenza e tanti altri), la rete del futbol rebelde, associazioni e comunità locali. Mancano gli ultras di professione dei grandi club ma anche quelli di sinistra (Livorno, Terni) politicamente più vicini agli organizzatori della manifestazione. I quali tengono a precisare che non sarà una manifestazione politica, tantomeno una parata nostalgica ultrà. Bensì un raduno di tifosi che chiedono di poter continuare a portare dentro lo stadio cori, bandiere e striscioni messi indiscriminatamente al bando dalla nuova legge.
Gli Ultras Ancona sono nati nel 2003 dopo lo scioglimento del Collettivo curva nord e da allora sono sempre stati in prima linea nella lotta al razzismo, in quella per la chiusura dei Cpt, nelle campagne di Ya Basta a favore delle comunità zapatiste e dei picchetteros argentini. Lo slogan della manifestazione è «Non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno per essere liberi» ma l'incontro con gli altri gruppi vuole essere anche un'occasione di autocritica per il mondo ultras, dove convivono realtà, impegni e interessi molto diversi tra loro che spesso finiscono per essere accomunati sotto un unico tetto. L'appuntamento è per le 15.30 alla Fiera della Pesca, nella zona portuale di Ancona. Il corteo arriverà fino a piazza Roma.
- da Il Messaggero del 29 aprile 2007
Vincono gli Ultras, più di mille in piazza
«Difendiamo solo i nostri ideali, senza provocare incidenti». E tutto è filato liscio
Mille e trecento tifosi provenienti da tutta Italia hanno risposto all’appello lanciato dagli Ultras dell’Ancona. Manifestazione pacifica e perfettamente riuscita.
Per la manifestazione organizzata dalla tifoseria dorica gruppi da Pisa, Genova,
Venezia, Cosenza, Napoli, Cava e Rimini.
Coreografia da stadio: cori, fumogeni, e tanti striscioni
Lo slogan: «Nessun permesso per essere liberi».
Ancona - Gli Ultras hanno vinto la loro scommessa. Ieri pomeriggio erano in tanti a sfilare per le vie del centro di Ancona per manifestare la loro protesta contro il decreto antiviolenza. Lo hanno fatto in modo civile, evitando eccessi e gesti sconsiderati, avvalorando con il loro comportamento gli impegni della vigilia. Come sempre le stime non sono concordi, ma ad occhio i partecipanti al corteo erano all'incirca milledue - milletrecento; per intenderci quando la testa era all'altezza del semaforo di piazza Roma gli ultimi avevano appena svoltato da via XXIX settembre in piazza Kennedy. Un'affluenza notevole di ultras di tante città d'Italia: fra gli altri, per citarne alcuni, pisani, genoani, veneziani, cosentini, giuliesi, civitanovesi, maceratesi.
Alcuni gruppi si sono aggiunti proprio in extremis come quelli del Napoli calcio, della Cavese e altri a titolo personale da Rimini e da Avellino. Una presenza eterogenea e composita che però ha sfilato nel cuore di Ancona in maniera composta ed ordinata, nonostante fossero presenti anche tifoserie non certo amiche fra di loro. Qualche attimo di tensione alla fine in piazza Roma, ma niente di particolare. Non ci sono stati disordini di alcun genere, un aspetto che gli organizzatori avevano particolarmente a cuore tanto da aver messo in piedi un discreto ma capillare servizio d'ordine interno.
La coreografia è stata quella tipica dello stadio: fumogeni, cori, bandiere e tanti striscioni in aperta polemica con quella parte della recente normativa antiviolenza più invisa agli ultras. Vale a dire l'obbligo di chiedere l'autorizzazione preventiva per introdurre striscioni negli stadi, una norma che gli ultra contestano con tutta la loro forza.
«Nessun permesso per essere liberi» recitava l'enorme drappo che apriva il corteo, uno slogan che è stato fra i più gettonati del pomeriggio. Poi anche l'eterno «Libertà per gli ultrà» gridato a squarciagola da tutti per l'intera durata della manifestazione. Da segnalare anche al centro del gruppo che procedeva lungo il percorso cittadino la rappresentanza dei Club moderati di Ancona con il loro slogan scritto a grandi caratteri: «A difesa dalla nostra libertà di esprimerci». Poi in ordine sparso le altre parole d'ordine del movimento ultras, con i gruppi divisi per squadre e per città: «Mai per moda», «Tu reprimi io resisto», «siamo ultras non delinquenti», «Contro la legge Amato». Il corteo dopo aver risalito corso Stamira ed aver percorso lungo tutto il suo perimetro piazza Cavour, ha imboccato corso Garibaldi per sfociare alla fine in piazza Roma dove era allestito il palco. Coreografia da curva con altri fumogeni, cori e canti, sventolio di bandiere. Poi spazio agli interventi con esponenti di quasi tutti i gruppi rappresentati che si sono alternati al microfono sul palco, tutti concordi nel rivendicare il loro diritto a manifestare liberamente il loro tifo e il loro modo di essere.
In un angolo della piazza c'era anche il gruppo "Ancona 1905" che pure non ha aderito alla protesta. Alla fine gli organizzatori hanno espresso la loro piena soddisfazione per l'andamento della manifestazione: «Siamo contentissimi per come si è svolta la giornata. C'è stata una partecipazione incredibile da parte di ultras di ogni parte d'Italia, che noi abbiamo stimato vicina alle duemila unità. Abbiamo dimostrato di saper manifestare civilmente le nostre idee a difesa dei nostri ideali, senza alcun incidente. Ci sentiamo di ringraziare tuta la città per la partecipazione e in particolare i commercianti del centro che hanno raccolto il nostro messaggio tenendo aperti i loro negozi. La nostra protesta è in difesa dei diritti di tutti i cittadini, non solo degli ultras».
Scontenti solo i sindacati degli autobus, nessuno aveva avvertito della manifestazione e per tre ore gli autobus sono rimasti fermi.
di Ferdinando Vicini
- da Il Resto del Carlino del 29 aprile 2007
Sfila il grido di libertà degli ultras
Un migliaio i supporters che hanno manifestato contro il decreto Amato
Ancona — Si è tenuta nel pomeriggio di ieri la manifestazione organizzata dagli Ultras Ancona in collaborazione con Cani Sciolti Ancona. Il corteo, partito alle 16 dalla Fiera della Pesca, ha sfilato per le vie del centro (via XXIX Settembre, Corso Stamira, piazza Cavour, Corso Garibaldi) per concludersi a piazza Roma.
I partecipanti alla manifestazione sono stati tifosi provenienti sia dalla nostra regione (Civitanova, Tolentino, Fano, Macerata) sia da tutta Italia (Venezia, Pisa, Giulianova, Teramo, Potenza, Crotone, Cosenza, Ferrara, Salerno, Modena, Bergamo e Matera).
I tifosi hanno voluto ribadire il loro no al decreto Amato e in particolare a quelle misure che vietano la libertà di espressione alla stadio tramite gli striscioni, bandiere, scritte, stendardi e torce. Hanno inoltre voluto ribadire la libertà del tifoso nell’andare allo stadio e sostenere liberamente la squadra del cuore, «senza chiedere il permesso a nessuno» (come recitava lo slogan dell’incontro). Da sottolineare che non ci sono stati problemi di ordine pubblico e che le forze dell’ordine si sono limitate a seguire lo svolgersi della manifestazione.
Hanno preso parte al corteo anche diversi club dorici moderati, come DonneDoriche, Noi Biancorosse, Cuba e Brigata 118’. Anch’essi hanno dunque contribuito a rimpinguare il numero dei partecipanti. Gli organizzatori hanno parlato di circa 1800 persone, mentre la Questura ha comunicato che all’incirca vi erano 800 partecipanti.
Insomma si può dire che sicuramente un migliaio di persone abbiamo preso parte alla manifestazione e siano arrivate all’appuntamento finale in piazza Roma attorno alle 18.
Nel frattempo nella stessa giornata di ieri sono comparsi in diversi punti della città degli striscioni di protesta in particolar modo in difesa dei tifosi.
Tra i quali alcuni citavano: «A sostegno di un altro calcio», «A difesa della nostra libertà di espressione», «Contro la legge Amato».
I tifosi hanno anche sostenuto l’anti-costituzionalità del decreto Amato, già trasformato in legge ma al vaglio della Corte Costituzionale.
Una forte presa di posizione quella espressa da una grande fetta di tifoserie italiane che, nel bene o nel male, dovrà essere tenuta in considerazione dalle forze politiche.
di Andrea Settembini
- dal Corriere Adriatico del 29 aprile 2007
Un corteo dalla Fiera della Pesca a piazza Cavour. Cori contro Amato, nessuna bandiera di matrice politica.
Contro le nuove norme anti-violenza
Quasi 1500 ultras invadono il centro della città
Ancona – Un serpentone colorato per le vie del centro. E’ la protesta degli ultras, provenienti da tutta Italia, che al motto di “non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno per essere liberi” hanno scelto Ancona per manifestare ieri il proprio dissenso nei confronti delle nuove norme antiviolenza negli stadi, giudicate repressive e anticostituzionali. Al corteo, organizzato dagli Ultras Ancona in collaborazione con i Cani sciolti e con la partecipazione della Vecchia Guardia, partecipano gruppi ultras di tutt’Italia, da Venezia a Pisa (queste le più numerose) ma anche Civitanova, Giulianova, Cosenza, Potenza, Ischia e Montevarchi. Quasi 1500 ultras, in uno sventolio di bandiere, cori e fumogeni, sfilano lungo le vie del centro rivendicando il diritto di portare il proprio calore all’interno degli stadi. Il corteo, partito poco dopo le 16.30 dalla Fiera della Pesca, attraversa via XXIX Settembre, corso Stamira fino a piazza Cavour, per poi imboccare corso Garibaldi fino a piazza Roma, sotto lo sguardo curioso della gente e dei negozianti. Una manifestazione pacifica, in cui i partecipanti esaltano il loro orgoglio ultras, con cori inneggianti alla propria libertà e ostili nei confronti del ministro Amato, senza esposizione di simboli o vessilli di matrice politica. Ogni gruppo, circa una dozzina in totale, sfila dietro uno striscione che spiega i motivi della protesta: “i morti non sono tutti uguali” hanno scritto provocatoriamente i pisani, mentre i veneziani hanno esposto cartelli e vessilli contro le nuove norme. Presenti anche tifosi anconetani appartenenti ai club moderati, con netta prevalenza di Donne Doriche, Gruppo Dorici e Noi Biancorosse, che hanno mostrato lo slogan “a difesa della nostra libertà d’espressione”. Il corteo si è fermato in piazza Roma, dove era stato allestito un palchetto in cui gli ultras hanno potuto esprimere i motivi del proprio dissenso e aprire un dibattito. Qui ad attendere il corteo, appostati tra piazza Roma e via Zappata, c’erano i gruppi di Ancona 1905 e Brigata Ancona che non hanno voluto prendere parte alla manifestazione. La manifestazione si è poi chiusa con l’appello dei tifosi dorici a disertare le curve degli stadi italiani.
“Con lo sciopero dei tifosi, non siamo stati in grado, per tre ore di seguito, di fornire il servizio al cittadino”. E’ la prima battuta del sindacalista Conerobus della Uil, Mauro Giuliani, che ieri ha rappresentato tutte e tre le sigle. “Sono stati lanciati fumogeni nonostante si fosse detto di evitare la cosa – riprende -. Corso Stamira, il centro, erano praticamente paralizzati. Sono stati moltissimi i cittadini che non si sono potuti spostare a causa dei blocchi causati dai tifosi che hanno reso impossibile il passaggio degli autobus”.
di Daniele Spina
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