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24/03/2007 | Il comunicato della Rete NoPav

LA QUADRILATERO NON CAMBIA, VA SCIOLTA!
LE STRADE SI DECIDANO SUI TERRITORI E LE FACCIA L’ANAS


Festa grande al palazzo della Regione Marche: l’intera giunta saluta il nuovo CdA della Quadrilatero Spa: via Pieralisi e gli amici del vecchio governo di centrodestra, dentro Galia e gli amici del nuovo governo di centrosinistra! I giocatori cambiano, ma purtroppo la partita è sempre quella, i soldi in gioco sempre i nostri!

I giocatori: il Presidente Galia, braccio destro di Ciucci (Anas), presidente dell’Aereoporto di Trapani, ex Presidente dell’Aereoporto di Roma e presidente della Spa dello stretto per la realizzazione del ponte; il Sig. Porcelli, Presidente dell’Ente Fiera di Bologna (presieduta da Montezemolo) ex manager Indesit (Gruppo Merloni); Merlonghi, noto amico di Di Pietro, rimasto senza seggio al Senato. Cosa c’entrano questi personaggi con la costruzione di strade nelle Marche?

I soldi: sono sempre tutti nostri. La Quadrilatero rimane una società di diritto privato che gestisce fondi interamente pubblici derivanti dalle tasse dei cittadini. Adesso però, con l’adesione di Regione e Province pagheremo non una sola, ma ben tre volte! La Quadrilatero usurperà l’ICI dei Comuni e imporrà una tassa alle imprese costringendo gli Enti Locali, già con i bilanci in crisi, ad indebitarsi per i prossimi 30/40 anni! Solo per le consulenze, sono già stati spesi milioni di euro. Quanto ci costerà il pagamento delle indennità per il cambio di CdA?

La partita: è sempre quella. Per rifare 13 pezzettini di strade (il più lungo è di 42 Km) di ordinaria competenza Anas, si sono inventati la "grande opera" aggregando i singoli progetti e sfruttando così i vantaggi della Legge Obiettivo che scavalca vincoli ambientali e territoriali, affidando la gestione unica ad una Spa costituita ad hoc, sovrastruttura costosa ed inutile al di fuori di ogni controllo.

L’ingresso degli enti pubblici segna, inoltre, un passaggio gravissimo, formalizzando la subordinazione dell’interesse comune rappresentato dagli enti locali agli interessi economico-finanziari e speculativi di una società privata.
A dispetto delle dichiarazioni del Presidente Spacca, l’adesione attraverso una quota del capitale sociale non potrà garantire nessuna funzione di controllo:
tutto era già stato previsto nelle delibere Cipe del 2002 sotto il governo di centrodestra.

L’operazione “Quadrilatero” ha ben poco a che fare con la realizzazione delle strade, ma rappresenta un’espropriazione delle risorse e la devastazione/asservimento del territorio ad interessi economici, politici, finanziari, eliminando qualsiasi meccanismo di controllo democratico da parte delle popolazioni.
Come le impone il suo ruolo istituzionale di garante degli interessi della collettività, la Regione Marche deve urgentemente cambiare rotta e bloccare la Quadrilatero.

E’ arrivato il momento di scegliere da che parte stare.
Noi scegliamo di stare dalla parte delle comunità che vivono questo territorio.
Proseguiremo con determinazione il nostro percorso di opposizione radicale dal basso al progetto Quadrilatero attraverso tutte le forme di mobilitazione necessarie per difenderci dalle speculazioni che mettono a rischio il nostro
futuro.
Come Vicenza e la Val di Susa hanno insegnato: sarà durà!

Rete No Pav - Marche



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