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29/03/2006 | La Rete NoPav alla Regione Marche

Il documento consegnato alla Regione Marche

Le grandi mobilitazioni sociali che hanno attraversato e stanno attraversando il nostro paese in questi ultimi anni hanno avuto caratteristiche, forme e articolazioni diverse ed hanno rappresentato esperienze concrete di democrazia partecipata e autogoverno.

Dalla Val di Susa allo Stretto di Messina, dal Friuli alla Puglia, da Venezia a Rieti tutte, nella loro diversità, rimettono in discussione un’idea di sviluppo legata alle privatizzazioni dei beni comuni, alla speculazione, alla devastazione del territorio e dell’ambiente, alla precarizzazione della vita e allo smantellamento dei diritti, individuali e collettivi e nel farlo costruiscono società altra, altre forme di relazione tra i cittadini, le comunità ed i territori, con un proprio patrimonio di valori, di grande importanza per il futuro del paese.

E’ l’impegno politico e civile di tante e tanti, nei movimenti, nelle associazioni, nei comitati e nelle reti che si sono costituite, a farci intravedere una crescita, nei termini di impegno e partecipazione di larghe fasce di cittadinanza italiana, che alludono ad una società nuova dentro un nuovo modello di sviluppo.

Anche qui nelle Marche è nata una rete che si pone il problema della difesa dei beni comuni: la RETE NO PAV.

La RETE NO PAV nasce il 17 Febbraio scorso da una affollatissima assemblea pubblica tenutasi ad Ancona per discutere della “questione Quadrilatero”.

Da subito fanno parte della rete centinaia di abitanti delle Marche provenienti da tante diverse città soprattutto delle Province di Ancona e Macerata (Ancona, Falconara, Senigallia, Chiaravalle, MonteSanVito, Castelferretti, Jesi, Morro d’Alba, Monsano, Loreto, Fabriano, Matelica, Sassoferrato, Pergola, Cerreto d’Esi, Esanatoglia, Macerata, Civitanova Marche, Corridonia, Tolentino, Camerino, Pesaro, ecc).

Ad aderire sono singoli cittadini, ma anche realtà associative ambientaliste e del volontariato, forze politiche, centri sociali, comitati locali, amministratori degli enti locali (Comuni, Province e Regione).

L’elemento che unisce realtà così trasversali ed eterogenee è la comune preoccupazione per il futuro del territorio marchigiano sottoposto al rischio di speculazioni che pregiudicherebbero irreparabilmente l’ambiente e le relazioni democratiche di gestione delle risorse e di programmazione economico-produttiva.

La RETE chiede con urgenza un incontro con il Presidente e la Giunta della Regione Marche per avanzare le seguenti richieste:

- l’impegno ad intraprendere immediatamente tutte le iniziative volte a conseguire il blocco dei progetti e dei lavori della “Quadrilatero S.p.a.”

- il rifiuto da parte della Regione Marche a far parte della Società Quadrilatero

- un impegno costante e forte sul piano istituzionale affinché la Legge Obiettivo venga abrogata

- il sostegno di un modello di sviluppo alternativo e partecipato che valorizzi le risorse ambientali anziché usurparle

- un impegno chiaro affinché le scelte strategiche che riguardano il territorio vengano assunte in maniera partecipata


RETE NO PAV - MARCHE


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