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07/11/2005 | Chiudere i lager per migranti! Amnistia subito!
ANCONA - Si è tenuta oggi presso la sede dell'Ambasciata dei diritti la conferenza stampa convocata dalle Comunità Resistenti delle Marche in merito al processo che vede coinvolti 5 attivisti "per aver esercitato concretamente, insieme ad altre centinaia di persone, il diritto alla critica ed alla legittima resistenza di fronte al tentativo di realizzare un lager per migranti nel territorio marchigiano."


Rassegna stampa

- Martedì 7 novembre
Il Corriere Adriatico


Corridonia, i resistenti sull’udienza dal giudice per la protesta in Municipio
“Era una lotta sociale”

CORRIDONIA - “Cinque nostri fratelli sono finiti sotto processo per essere stati protagonisti di una lotta sociale”. E’ quanto affermano i rappresentanti della “Comunità resistenti delle Marche”, che tornano a parlare della vicenda giudiziaria scaturita a seguito dei fatti verificatisi il 3 marzo dello scorso anno, durante la seduta del Consiglio comunale di Corridonia, chiamato ad approvare la variante al Prg necessaria alla realizzazione di un Centro di permanenza temporanea per immigrati clandestini. “Al di là della consueta qualificazione giuridica - si legge nel comunicato - con cui negli ultimi mesi sono stati avviati centinaia di procedimenti penali a carico di chi è stato protagonista di lotte sociali, domani cinque nostri fratelli varcheranno l’aula delle udienze preliminari, per avere esercitato il diritto alla critica e alla legittima resistenza di fronte al tentativo di realizzare un lager per migranti”.

Gli esponenti del movimento “Comunità Resistenti delle Marche” aggiungono che “alla realtà dei Cpt in questi anni si sono opposte migliaia di persone, associazioni, organizzazioni internazionali e organizzazioni a tutela dei diritti umani. Esattamente, come è successo quel 3 marzo del 2004, quando centinaia di cittadini, disobbedienti e attivisti dei centri sociali hanno agito rivendicando il diritto di lottare per rendere il nostro territorio indisponibile alla barbarie”.
DANIEL FERMANELLI



Scontri di Corridonia

Domani l’udienza per il Cpt

ANCONA - Estendere ulteriormente l’opposizione sociale ai Cpt e radicalizzare la campagna per l’amnistia, l’indulto e la depenalizzazione dei reati sociali. Questi gli obiettivi delle comunità resistenti delle Marche in vista dell’udienza preliminare di domani a carico di 5 attivisti, 4 anconetani e 1 senigalliese, imputati per gli scontri verificatisi il 3 marzo 2004 all’interno dell’aula del Consiglio Comunale di Corridonia tra manifestanti e forze dell’ordine. In quell’occasione un nutrito gruppo composto da giovani dei centri sociali ma anche agricoltori e cittadini comuni era entrato in Municipio per dire no alla costruzione di un Centro di Permanenza Temporanea per immigrati in contrada Piedicolle; al blocco della seduta aveva fatto seguito anche l’intervento della polizia schierata in assetto antisommossa. “Mi sembra enigmatico il criterio con cui hanno individuato le persone poi denunciate.- ha detto l’avvocato Paolo Cognini che si occupa della difesa dei 5 resistenti delle Marche accusati di interruzione di pubblico esercizio, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale- Sono state fatte riprese ed è stato prodotto materiale fotografico- ha aggiunto Cognini- e da ciò non emerge nessuna implicazione a carattere penale nei loro confronti. Credo che ci sia piuttosto una responsabilità politica che si cerca di trasferire sul piano giudiziario. Questa è una vicenda molto grave e ci batteremo fino alla fine di questo iter giudiziario”. In occasione dell’udienza preliminare di domani davanti al gip di Macerata, una delegazione di ‘Resistenti delle Marche’ sarà presente nei pressi del palazzo di giustizia in segno di solidarietà con i cinque ‘fratelli’. Alla conferenza stampa di ieri mattina presso l’Ambasciata dei diritti in piazza del Crocifisso ad Ancona, sia Enza Amici in rappresentanza delle comunità resistenti delle Marche che Pierpaolo Pupilli (Ambasciata dei diritti) hanno voluto ripercorrere l’intera vicenda (che ha portato all’approvazione in consiglio comunale a Corridonia, di una mozione contraria alla realizzazione del Cpt) sottolineando ancora una volta la contrarietà del movimento all’apertura dei Cpt considerati come delle vere e proprie strutture carcerarie.
REDAZIONALE

 



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