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Primarie Unione 2005
QUESTIONI PRIMARIE
La sfida del senza volto
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"Le Nostre Questioni Primarie"
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Approfondimenti e corrispondenze
nello speciale a cura della redazione di GlobalProject
17 ottobre 2005
Abbiamo vinto ma sono rovinato
Rodotà vuole un milione e settecentoventicinquemila euro da me!
Il comunicato sottoufficiale del SenzaVolto
Scusate il disturbo, so che siete presi dai conteggi, dalle percentuali, dalle differenze
rispetto alle amministrative di non so quale anno.
E so che è ancora più difficile farlo senza essere visti dalle sentinelle di Mastella, che speravano di ricevere
un milione di schede a Ceppaloni, e che le vanno ancora cercando in tutte le sezioni ds d'Italia.
Solo che anch'io sento il bisogno di "diramare", si dice così no?, il mio comunicato che dice che ho vinto.
Non fate quelle facce, vi dico che ho vinto.
Ma no, non è perché sono cresciuto del 50% rispetto alle firme che ho presentato per la non-candidatura.
E non è nemmeno per il risultato ottenuto da Simona, che l’ha fatta crescere dello 0,5%
dall’ultima volta che si è candidata.
E’ per quei voti degli esclusi, quei 150.000 voti che abbiamo raccolto tra chi non ha votato, nelle carceri,
nelle scuole, nelle strade, tra i migranti.
Alla fine hanno dovuto, quelli dell’Unione, riconoscerlo: vista la grande partecipazione popolare,
anche quei votivanno ammessi.
Drin driiiiin squilla il telefono che saranno state le due passate.
- Pronto, chi è ?
- Sono Stefano Rodotà, buonanotte
- Scusi, mi telefona per darmi la buonanotte?
- No, volevo darle la comunicazione ufficiale che sono stati riconosciuti validi i centocinquantamila voti sulle questioni primarie che avete consegnato all'Unione venerdì pomeriggio e volevo ringraziarla a nome di tutto l'Ufficio per la collaborazione.
Non abbiamo potuto attribuire quei voti a nessun candidato e li abbiamo considerati nulli, però li abbiamo comunque conteggiati come dato di affluenza - Ah, bene, mi sembra una buona notizia inutile, comunque la ringrazio - Ehm, ci sarebbe però un piccolo particolare da sbrigare - ha proseguito Rodotà - dovreste consegnarci i 150mila euro della sottoscrizione all'Unione come previsto dal regolamento, anzi per la verità occorre moltiplicare 150mila che sono i vostri voti per 11,5 euro che è la media della sottoscrizione e vengono fuori 1.725.000 euro
- No, mi scusi, non ci credo, noi non abbiamo chiesto la sottoscrizione, si figuri se in carcere hanno soldi e poi anche i migranti
- Eh no – continua Rodotà con una voce ormai infastidita - la smetta di giocare e non creda di sfuggirci solo perché si nasconde sotto quel ridicolo passamontagna, i patti sono patti, avete votato e adesso pagate.
Le do tempo fino a domani mattina alle 12,30, buonanotte -
Eccolo lì, sono nei guai fino al collo. Dove li prendo adesso tre miliardi e mezzo delle vecchie lire?
E poi perché, per partecipare alle primarie dove non mi hanno voluto neanche sulla scheda?
Comunque sono contento.
Tra di loro, tra il popolo del centro-centro-centrosinistra, 20.000 persone hanno simpatizzato per me,
è un buon inizio. Come mi sembra veramente importante che 4.300.000 persone siano così incazzate
con Berlusconi, tanto da fare lunghe file, pagare e votare per l’ennesima volta. Ho già parlato con i capi dell’Unione: adesso gli proporranno di andare tutti, in 4 milioni, sotto Palazzo Chigi, per mandare via il Governo e far ritirare le truppe dall’Iraq, finalmente. E poi, finalmente qualcosa cambierà.
E dal canto mio, ve lo confesso, dopo questa faticaccia, tra occupazioni di sedi, interruzioni delle esercitazioni antiterrorismo di pisanu, raccolte di firme, botte in TV, ora potrò dedicarmi pienamente a ciò che mi interessa veramente, le Questioni Primarie. Potrò tornare a pensare come sabotare la Guerra e i suoi meccanismi, a come occupare le case sfitte e autoridurre la spesa al supermercato, a come ottenere l’amnistia e l’indulto per i detenuti attuali e quelli futuri,
a come disobbedire al proibizionismo.
Insomma, sono pieno di debiti, ma ottimista.
Ci vediamo sulla Luna!
Senza Volto
NEWS
14 ottobre - I Senza Volto invadono P.zza Sant’Apostoli - Leggi anche su GlobalProject
14 ottobre - Simona Panzino invita all’appuntamento in Piazza Santi Apostoli
14 ottobre - Senza diritti? Senza volto! Tutti a Roma il 14 ottobre - GlobalRadio on air dalle ore 17.00
13 ottobre - Padova/Senza volto - Incontro pubblico: amnistia subito!
13 ottobre - Trieste - Senza volto e senza voce
12 ottobre - Bologna - Il senza volto e Simona Panzino sul Lungo Reno - Dal sito del Progetto MeltingPot
12 ottobre - Questione primaria: chiudere i CPT. Senza se e senza ma! - Lo speciale di GlobalProject
12 ottobre - Alessandria - I senza volto irrompono nel set dell’esercitazione antiterrorismo
12 ottobre - Napoli - Senza volto ed occupanti casa occupano Municipio di Chiaiano
11 ottobre - L'Altra Campagna del Senza Volto - Il 14 ottobre a Roma la consegna delle firme
10 ottobre - Trieste - Questioni primarie: un incontro pubblico
8 ottobre - Monselice - Parte la consultazione autonoma tra i migranti
8 ottobre - Padova - I senza volto alla conferenza stampa dell’Unione
7 ottobre - Questioni Primarie - L'Altra Campagna del Senza Volto - Leggi anche su GlobalProject
7 ottobre - Trieste - Occupato lo sportello Acegas dai senza volto
7 ottobre - Napoli - Comitato Senza Volto alla conferenza stampa dell’Unione
7 ottobre - Caserta - Blitz dei senza volto al monumento ai caduti
7 ottobre - Scopri il passamontagna arcobaleno - Trasmissione settimanale a cura di GlobalProject
6 ottobre - Questioni primarie - Il Senza Volto nelle carceri italiane
6 ottobre - Bologna - Questione primaria: amnistia!
5 ottobre - Reggio Emilia - Noi senza volto, voi senza vergogna!
5 ottobre - Venezia - I senza volto bloccano uno sfratto
3 ottobre - Roma - I senza volto bloccano le esercitazioni di guerra - Leggi anche su GlobalProject
30 settembre - Esclusi i senza volto dalle primarie - Leggi anche su GlobalProject
27 settembre - Amnistia subito! Il senza volto davanti alle carceri italiane
26 settembre - Occupata la sede dell'Unione a Roma - Leggi anche su GlobalProject
25 settembre - Il Candidato "Senza Volto" On Air - Trasmissione a cura di GlobalProject
24 settembre - Jesi - I senza volto costringono l'esercito alla ritirata
16 settembre - Ufficializzata la candidatura di Simona Panzino
15 settembre - Consegna delle firme per il candidato senza volto
13 settembre - Il "candidato senza volto" all'Ambasciata dei diritti - La presentazione nelle Marche
13 settembre - Conferenze stampa dei comitati di supporto al "candidato senza volto"
- Vai alla rassegna stampa su senzavolto.org
DOCUMENTI
17 ottobre - Abbiamo vinto ma sono rovinato - Senza Volto
17 ottobre - Comunicato a tutti i detenuti - Ass. Cult. Papillon-Rebibbia
15 ottobre - Dai detenuti una bella prova di partecipazione - Ass. Cult. Papillon-Rebibbia
12 ottobre - “I sogni, i desideri, la politica” La festa dei “senza volto” - Senza Volto
12 ottobre - Siamo... - Senza Volto
12 ottobre - La casa è un diritto! No agli sgomberi! - Rete Senza Volto _ Napoli
11 ottobre - Il 22 ottobre a Gradisca e Bari per chiudere i CPT - Ass. naz. reti Migranti/Antirazziste
11 ottobre - Napoli - Le primarie farsa e le questioni primarie - Rete Senza Volto _ Napoli
10 ottobre - Questioni primarie / Dibattito in pubblico - TPO Bologna
10 ottobre - Questione Primaria: Antiproibizionismo - Laboratorio Sociale AQ16
8 ottobre - Rimini - Senza volto contro il carovita! - Laboratorio Occupato P.A.z.
8 ottobre - Monselice - Senza diritti e senza volto: nessun escluso! - Gli occupanti del Centro di Accoglienza “San Precario” – Invisibili
7 ottobre - Oggi cominciamo a votare sulle nostre questioni primarie - Senza Volto
6 ottobre - Lettera aperta all'Unione - I detenuti dell'Ass. Cult. Papillon-Rebibbia
4 ottobre - Le Nostre “Questioni Primarie” per il futuro Governo - Ass. Cult. Papillon-Rebibbia
3 ottobre - Non riconfermerò nè Pisanu e neanche il prefetto Serra - Simona Panzino
1 ottobre - Risposta al Coord. naz. RSU - Gruppo Finsiel - Senza Volto
1 ottobre - Primariamente - Tre domande sul lavoro - Coord. naz. RSU - Gruppo Finsiel
1 ottobre - Un senza volto per dare voce ai senza voce - Rete Senza Volto - Napoli
30 settembre - Esclusi i senza volto dalle primarie - Simona Panzino
29 settembre - Questioni primarie. No Cpt - Turco-Sinisi: inimmaginabile chiudere i Cpt
28 settembre - Primarie: inclusione o esclusione dei cittadini immigrati? - da MeltingPot.org
27 settembre - Comunicato occupanti Piazza S.Apostoli - n°1
27 settembre - Comunicato occupanti Piazza S.Apostoli - n°2
27 settembre - Comunicato occupanti Piazza S.Apostoli - n°3
27 settembre - Amnistia subito! Appello sulle carceri - Forum Libertà di Movimento
22 settembre - Rompere il silenzio, amnistia generalizzata subito! - Segreteria Senza Volto
21 settembre - Viva l’Unione Viva la democrazia - Simona Panzino
19 settembre - Lettera aperta a Prodi e ai Segretari di partito dell’Unione - Ass. Cult. Papillon-Rebibbia
19 settembre - Alle primarie col passamontagna arcobaleno - Movimento Disoccupati Calabresi
16 settembre - Da senza volto a senza volto - Segreteria Senza Volto
13 settembre - Senza volto: la sfida è lanciata - Segreteria Senza Volto
13 settembre - Per favore, non mi arrestate - Segreteria Senza Volto
12 settembre - Le promesse si mantengono - Segreteria Senza Volto
10 settembre - "Eccomi": lettera aperta del candidato "senza volto" Segreteria Senza Volto
CONTATTI
Il "candidato senza volto" non ha niente.
A parte un'indirizzo email senzavolto@amisnet.org
un sito internet www.senzavolto.org
un numero di telefono 349/1960390 e un passamontagna arcobaleno.
Segreteria del Senza Volto - Marche
email senzavolto@glomeda.org - tel 347/6018652
IL PROGRAMMA DEL "SENZA VOLTO"
- 1. Amnistia: per un nuovo "garantismo sociale"
Avviare subito un procedimento di amnistia generalizzata significa porre una questione fondamentale di democrazia. La straordinaria esperienza dei movimenti di questi anni – movimenti per un'altra globalizzazione, movimenti contro la guerra - rischia di essere ridotta a "tema penale".
Problema analogo spetta alle lotte sociali che hanno conquistato o provato a conquistare nuovi diritti sul problema della casa, della formazione e dei saperi, del reddito. L'accanimento penale riguarda, inoltre, le battaglie sul lavoro e i conflitti sulla cittadinanza, attorno al tema dei Cpt e dei diritti di cittadinanza in genere (asilo, soggiorno, residenza).
In tutti questi casi si tratta di lotte che hanno posto condizioni irrinunciabili per una democrazia matura, condizioni che sembrano irrinunciabili anche per altri nel centro sinistra. Eppure i protagonisti, chi ha animato con generosità queste lotte, rischia di essere arrestato.
Amnistia significa assumere il carattere aperto e conflittuale dei nessi di relazione democratica.
Più concretamente significa sviluppare un nuovo "garantismo sociale", all'altezza dei conflitti che per primi provano a dare risposte ai problemi inediti posti dalla globalizzazione neoliberista, dalla guerra, dalla precarietà lavorativa e di vita.
Amnistia generalizzata quindi e depenalizzazione dei reati sociali, ma anche, di fondamentale importanza, abrogazione dei reati associativi. Attraverso i reati associativi, infatti, si tenta di colpire la possibilità stessa di articolare nuove domande e temi sociali, di lottare per diritti mancati o inesistenti.
La depenalizzazione deve infine coinvolgere i reati minori. Questo elemento, ultimo non per importanza, mette al centro la questione delle carceri e del loro drammatico sovraffollamento. Questione, quella carceraria, che sta toccando picchi di inciviltà e di degrado vergognosi e insostenibili. La stragrande maggioranza della popolazione carceraria, infatti, è composta da migranti, tossicodipendenti e appartiene al mondo dei "senza diritti". Un provvedimento di amnistia generalizzata costituirebbe una forma di risarcimento nei confronti dei soggetti deboli e una prima inversione di tendenza nell'uso del carcere come unica risposta ai problemi sociali.
2. Resistere alla guerra
Il rifiuto della guerra è una priorità programmatica assoluta. La guerra che abbiamo imparato a conoscere in questi anni è del tutto diversa da quanto definivamo con lo stesso termine nei decenni passati.
"Guerra giusta", "guerra preventiva", "guerra globale", sono fatti e categorie che hanno drammaticamente messo in crisi le forme del diritto e della democrazia. La guerra contemporanea assomiglia sempre più ad operazioni di "polizia internazionale" e trova radicamento nella dissoluzione della sovranità degli Stati-nazione.
Rifiutare la guerra significa pensare nuove forme di democrazia globale. Il venir meno dello Stato-nazione e delle sue funzioni tradizionali non può essere sostituito attraverso l'istituzione - di fatto e indipendentemente da ogni vincolo normativo internazionale - di una condizione di guerra permanente. Non si può produrre alcuna sicurezza attraverso l'uso della forza militare. Bisogna piuttosto costruire nuove forme di partecipazione e di autogoverno. Solo la costruzione di politiche sociali all'altezza dei nuovi paradigmi produttivi globali e delle figure che abitano e rendono operativi questi paradigmi, può arginare l'insicurezza.
Ritirare le truppe laddove sono presenti, in Iraq in primis. Non assumere questa responsabilità significa concretamente esporre il nostro paese a sciagure e disastri già ampiamente prevedibili.
Azzerare le spese militari e destinare piuttosto fondi alla ricerca scientifica, alla ricerca medica, alla sostenibilità ambientale, all'erogazione di reddito per chi vive la precarietà lavorativa come un ricatto e un'insicurezza permanente. Eliminare i corpi speciali delle polizie e degli eserciti.
Questi alcuni punti chiari che rinviano ad una idea di globalizzazione della democrazia, delle sperimentazioni partecipative, e non della paura e della distruzione.
3. Sconfiggere la precarietà: reddito per tutte e tutti
La precarietà è una condizione che riguarda tutti.
Precari non sono solo i lavoratori assunti con i contratti cosiddetti atipici. Precari sono i lavoratori stabili minacciati dalle crisi aziendali, sono i disoccupati che non trovano un lavoro dignitoso, gli studenti che non hanno la possibilità di pagarsi gli studi, i senza casa, sono tutte quelle persone che stanno subendo, come vero e proprio impoverimento, il rincaro generalizzato dei prezzi.
Siamo di fronte ad una situazione di profonda crisi di tutti i meccanismi di garanzia e di protezione economica che erano stati tipici dello Stato sociale nella società industriale. Anni di politiche neoliberiste, di deregolamentazione del mercato del lavoro, di sacrifici sull'altare della competitività delle più elementari protezioni sociali hanno contribuito ad accentuare a dismisura la forbice delle disuguaglianze economiche, abbandonando una parte oramai maggioritaria della popolazione al rischio della marginalità sociale.
L'introduzione della flessibilità come prerogativa unilaterale dell'impresa, la corsa al ribasso delle retribuzione e la discontinuità lavorativa come condizione "tipica", espone al rischio di esclusione tutti, non solo chi ha perso il lavoro, ma anche chi un lavoro ce l'ha.
L'introduzione di un reddito sociale per tutti e per tutte, indipendente dalla prestazione lavorativa, è una misura necessaria e non più rinviabile. È necessaria una base economica comune come perno centrale di un nuovo sistema di garanzie, che ridistribuisca le ricchezze socialmente prodotte e parassitariamente monopolizzate dal potere economico, e che offra a tutti il diritto ad una vita dignitosa.
Un reddito sociale per tutti, deve poter garantire ad ognuno la libertà di rifiutare, senza la morsa del ricatto, la folle corsa al ribasso del costo del lavoro.
4. Chiudere i Cpt // Per i nuovi diritti di cittadinanza
La presenza migrante in Italia è ormai un dato strutturale: con 2.600.000 presenze regolari, l'incidenza degli immigrati sulla popolazione complessiva è del 4,5%.
Le politiche governative, che si sono susseguite fino ad adesso, non tengono conto della trasformazione socio-economica in atto, mantenendo un approccio emergenziale e securitario nei confronti del fenomeno migratorio.
La gestione dell'accoglienza, quando si sopravvive alla traversata in mare, avviene attraverso i Centri di permanenza temporanea (Cpt - istituiti dalla legge Turco-Napolitano nel '98), veri e propri "lager del presente" all'interno dei quali vengono trattenuti, attraverso la detenzione amministrativa, cittadini non colpevoli di alcun reato.
La legge 189/2002 (Bossi-Fini), subordinando il permesso di soggiorno al lavoro, ha trasformato la popolazione migrante in mera forza lavoro a basso costo, ricattabile e sottoposta ad un regime di precarietà assoluta. Anche i parametri previsti sull'idoneità abitativa - vincolante il rinnovo del permesso - sono restrittivi e inadeguati: alle stesse condizioni, la maggior parte degli italiani non avrebbe diritto alla permanenza sul territorio!
Occorre riformulare completamente le politiche in materia di immigrazione, sviluppando una nuova concezione di accoglienza, che non consideri i migranti come soggetti in attesa di diritti ma come cittadini a pieni titolo, ai quali vanno garantiti, da subito, sia i diritti primari (permesso di soggiorno, residenza, casa, lavoro/reddito, etc.) che quelli politici (diritto di voto attivo e passivo).
È necessario chiudere immediatamente tutti i Cpt presenti sul territorio italiano (ma non solo, pensiamo all'esternalizzazione dei Cpt in Libia o in Marocco) e bloccare la costruzione di nuove strutture simili. I Cpt costituiscono una vergogna extra-giuridica e non possono in alcun modo essere "umanizzati".
- 5. Anti-proibizionismo: "giusto o sbagliato non può essere reato"
Il "proibizionismo" è un insieme di norme che proibendo e punendo legalmente la produzione, la vendita e il consumo di alcune sostanze psicoattive, si propone di preservare l'integrità fisica e morale dei cittadini. Il proibizionismo è un'ideologia e per tanto si giustifica da sola. Nei fatti, ha costituito il più formidabile incentivo economico per la produzione e diffusione delle droghe proibite.
Qualora vivessimo in un paese dotato di intelligenza, la marijuana sarebbe considerata un farmaco-miracolo come la penicillina. Al pari della penicillina, infatti, è poco costosa (tolta la "tassa" della proibizione), è utile per molti disturbi e malattie, ed è innocua. Del resto è stata prescritta dai medici dalla metà del 19° secolo fino agli inizi del '900, e non si è mai registrato, per il suo uso, un caso di morte. Nessun altro farmaco può vantare un tale indice di innocuità.
Attualmente appare chiara la volontà di vietare e punire prima ancora del consumo, il comportamento e lo stile di vita di una fetta enorme della popolazione.
La criminalizzazione del consumatore, la messa in discussione della sua libertà di scelta, ma anche di cura, calpesta il referendum popolare del '93 che già 12 anni fa aveva sancito la non punibilità penale del consumo. A causa della legge attualmente in vigore quasi il 40% della popolazione carceraria è detenuta per reati connessi alle droghe.
Non è rinviabile l'abrogazione del disegno di legge Fini-Giovanardi, e la definizione di politiche anti-proibizionistiche. Liberalizzazione delle sostanze leggere da una parte, diffusione di etiche e culture dell'uso consapevole, costituzione di centri di assistenza medica e informativa; interrompere la carcerizzazione del consumo, chiudere "i centri di schiavitù" per tossicodipendenti, dall'altra.
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