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24/12/2004 | Natale precario a Senigallia
SIAMO NOI A FAR RICCA LA TERRA
“Di ricchezza nel mondo ce n’è,
ma la parte che ci spetta adesso in tasca di chi è?”


Mentre si svolge la gran fiera dello shopping natalizio, in molti non sono invitati alla festa o vi partecipano a stento e con enormi sacrifici. Milioni di persone guardano le vetrine scintillanti dei negozi, lo sfarzo, lo spettacolo della ricchezza, ma si limitano a guardare o poco più.
Si limitano a guardare tutti i lavoratori precari con contratti interinali, co.co.pro. Si limitano a guardare le famiglie, che sempre di più faticano a far quadrare i conti. Si limitano a guardare gli studenti delle scuole superiori,che fanno “stage” d’ore nelle aziende senza ricevere nessun compenso, oppure quelli universitari, che con la loro ricerca producono un sapere che poi andrà ad arricchire chi detiene la proprietà intellettuale. Si limitano a guardare i pensionati, i migranti, i disoccupati e tutti quei soggetti del nuovo lavoro atipico, senza diritti e senza garanzie.
Tutto ciò per un motivo molto semplice: i prezzi aumentano, gli stipendi no!

Ma chi produce tutta questa ricchezza esposta in bella vista?
Perché le strategie di marketing e del commercio utilizzano i nostri gusti e stili di vita, senza darci in cambio nulla?
In un mondo dove oltre il 50% delle persone hanno a che fare con la produzione, il trattamento e la circolazione d’informazione, cioè una ricchezza di natura riflessiva e immateriale, che investe completamente la vita sociale di tutti noi, rendendo così la riproduzione ed il consumo immediatamente produttivi. Marchi, loghi e copyright privatizzano produzioni comuni. Tutto ciò è soprattutto evidente nel campo culturale, in primis nella musica.
Da sempre riteniamo che le idee sono nell'aria e che non appartengono a nessun singolo individuo, a nessun "Autore". Infatti, l'autore non è il Genio, ma un semplice interprete, un traduttore. E' colui che trae una sintesi precaria da flussi d'informazione e di conoscenze che vengono generati e trasmessi dall'intera società e che l'attraversano in lungo e in largo, come le onde elettromagnetiche.

Da più di un anno, in Italia, per rispondere al caro prezzi e per “reclamare reddito” accadono fatti “miracolosi”. Autoriduzioni nei supermercati, nelle librerie, nei cinema e nei musei. Ridistribuzioni pubbliche di libri fotocopiati o di cd masterizzati e proiezioni pirata di film appena usciti nelle sale cinematografiche. Cene gratuite in ristoranti di lusso, fino a veri e propri espropri, com’è accaduto il 6 novembre scorso a Roma.
Tutto ciò è “esercizio del comune”, ovvero riappropriazione di ciò che tutti vivendo contribuiamo parzialmente a produrre e che quindi ci appartiene.

Per questo abbiamo deciso di ridistribuire musica, (100 cd masterizzati, di Vasco, U2 e REM), per dimostrare in maniera chiara e diretta la nostra più totale avversione verso l'esistenza di gruppi come la SIAE, che speculano e s'arricchiscono su ciò che dovrebbe essere patrimonio collettivo. Noi non riconosciamo e non rispettiamo la legalità della SIAE, dei diritti d'autore e del copyright.
Per quanto ci riguarda la "pirateria" è il nostro contrattacco contro i prezzi esasperati dei CD e di qualsiasi altro prodotto culturale, che sono ormai divenuti vere e proprie estorsioni legalizzate. Un cd che costa più di 20euro cos’è se non un furto al nostro portafoglio?! Per questo dire sì alla pirateria è dire no alla criminalità!
In pratica parliamo di una generale democratizzazione dell'accesso alle arti ed ai prodotti dell'ingegno.
Tutto è prodotto dalla moltitudine e tutto dev'essere a sua disposizione, senza copyright e brevetti. In fondo se non vi è genio, non vi è neanche proprietà!

C.S.A. MEZZA CANAJA
Collettivo di RESISTENZA STUDENTESCA


Guarda la galleria fotografica su www.globalproject.info


ECCO PERCHE’ I CD COSTANO COSI’ TANTO!
Una casa discografica che produce in media 100'000 copie di un album musicale, spende:
- 200'000 € per la realizzazione del master (CD “madre”)
- 0,50 € per la produzione di ogni singolo CD
per un totale di 2,50 € a CD.
Ipotizzando di dover spendere in media:
- 1 € per la distribuzione
- 2 € per la promozione
il costo di un album è di 5,50 €.
Il prezzo di un CD al pubblico è invece di circa 22 €, il quadruplo del costo effettivo.

Dove vanno a finire quindi tutti i nostri soldi?
- una piccola parte va in tasse per lo stato (circa 1,50 €)
- tutto il resto non è altro che guadagno aggiunto per le stesse case discografiche e diritti SIAE

La SIAE è un ente pubblico a gestione privata che si occupa di incassare e ripartire i famosi diritti d’autore. Intanto è curioso questo mix di pubblico e privato: è pubblico in quanto la legge le attribuisce, monopolisticamente, tale attività di riscossione (in pratica è una sorta di polizia tributaria). Ma i soldi che incassa non sono pubblici bensì privati, in quanto le spoglie vengono ripartite tra privati; e, soprattutto, privata ne è la gestione e quindi molto poco trasparente.

In realtà l’incasso della SIAE non è ripartito solamente tra gli autori.
Infatti, più del 50% di questo va a finire nelle tasche delle più importanti case discografiche, ovvero le multinazionali del disco (come la EMI, la SONY, la WARNER, la UNIVERSAL,la VIRGIN e la BMG),che hanno praticamente in mano il controllo della SIAE, stabilendone regole e tariffe.

Tra gli editori i proventi vengono divisi con un sistema per cui i dischi più venduti incassano una percentuale maggiore, quindi la quasi totalità dei soldi destinati agli editori finisce nelle casse delle stesse multinazionali.
Questo ha portato ad un oligopolio nella gestione del mercato discografico, che schiaccia completamente ogni forma di concorrenza delle case editrici minori.

La percentuale del ricavato SIAE destinata agli autori è in sostanza molto piccola, attorno al 5% del prezzo finale del CD.
Ciò significa che, dei 22 € del costo di un album, solo 1 € è destinato a chi la musica l’ha realmente creata…il resto mancia!


Centro Sociale Autogestito
Mezza Canaja



Ex-Colonia ENEL
Lungomare L. Da Vinci N°1
Marina Nuova (accanto all'acquascivolo)
Senigallia (AN)

mezzacanaja@yahoo.it



Rassegna stampa

Dal Corriere Adriatico del 24/12/04

Protesta al centro commerciale tra lo stupore dei clienti, regalati album di Vasco Rossi, Rem e U2
Blitz dei no global al Maestrale, in dono Cd copiati



Incursione dei no global ieri pomeriggio nel centro commerciale “Il Maestrale”, per regalare Cd masterizzati. Verso le 17.20 una trentina di ragazzi, appartenenti al Collettivo dei Mezza Canaja, ha fatto irruzione nell’affollatissimo centro con due striscioni di protesta contro le case discografiche e la Siae. “Ami la musica? Riprenditela” e “Dire si alla pirateria e dire no alla criminalità”, gli slogan utilizzati. Il ”disonesto” nel mercato della musica non sarebbe, a loro avviso, chi masterizza o smercia compact disc falsi ma chi li vende a 22 euro. Mentre i clienti dell’Ipercoop attendevano il proprio turno in coda alle casse, i no global insieme ad alcuni esponenti del Kollettivo di Resistenza Studentesca, incitavano a riporre sugli scaffali i Cd messi nel carrello. Contemporaneamente altri attivisti distribuivano tra la folla 100 Cd masterizzati nel loro centro sociale. Gli album scelti per l’occasione quelli di Vasco Rossi, i Rem e gli U2. “Abbiamo deciso di ridistribuire musica - ha spiegato il gruppo - per dimostrare la nostra totale avversione verso l’esistenza di gruppi come la Siae, che speculano e si arricchiscono su ciò che dovrebbe essere patrimonio collettivo. Di ricchezza nel mondo ce n’è ma la parte che ci spetta adesso in tasca di chi è?” Insieme ai protestanti anche una statua di San Precario, il protettore dei lavoratori che, privi di un impiego fisso, stentano a sbarcare il lunario e di certo non possono permettersi la spesa imposta dalle case discografiche per la musica.

S.M.


 



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