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Speciale NoCpt! Azione dei Disobbedienti alla Regione Marche
Lo scorso settembre i Disobbedienti delle Marche occuparono gli uffici della presidenza della Giunta regionale contro la realizzazione di un centro di permanenza temporanea in territorio marchigiano, anch'esso individuato, nel decreto ministeriale in materia, tra quelli destinati ad ospitare tali strutture.
Gli attivisti ottennero un incontro con l'assessore delegato Ascoli, che dichiarò la ferma contrarietà della Regione alla costruzione di un cpt. Una chiara presa di posizione pubblica, in seguito ribadita dallo stesso presidente D'Ambrosio, tale da causare uno scontro Regione-Governo che constrinse il sottosegretario agli Interni Mantovano ad intervenire.
Archivio articoli GlobalProject_Marche
18 settembre 2003
Ancona_No Cpt_Disobbedienti occupano gli uffici della presidenza della Giunta regionale
Ancona - ore 12 - No CPT! - Uno striscione di 16 mt è stato calato dalla sede della regione Marche dai Disobbedienti che hanno occupato il settimo piano di questo edificio contro la costruzione di un lager per cittadini migranti in questa regione, che ha ricevuto una direttiva ministeriale in merito. Michele, Globalradio Marche, ci spiega che questa è solo una prima iniziativa di sensibilizzazione e protesta che apre la campagna contro i centri di permanenza temporanea e per l'estensione dei diritti di cittadinanza a tutti/e.
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18 settembre 2003
Ancona_ No Cpt_Le incredibili dichiarazioni dei rappresentanti regionali: 'Mai saputo niente di quell'ordinanza'
I contenuti dell' incontro in Regione ottenuto dai Disobbedienti dopo l'occupazione nella sede della presidenza
Alla presenza della stampa l'assessore Ascoli con delega all'immigrazione dichiara che nessuno in Regione era a conoscenza dell'ordinanza ministeriale relativa alla costruzione di un C.P.T. in territorio regionale.
A seguito dell'azione negli uffici della Presidenza della Giunta regionale, i Disobbedienti sono stati ricevuti dall'assessore al Bilancio Agostini, dall'assessore Ascoli e dal Dirigente dell'Ufficio Immigrazione. I rappresentanti regionali, dichiaratisi all'oscuro dei fatti, riferiscono che lo stesso Presidente, anch'egli ignaro, profondamente 'indignato' avrebbe subito chiamato in Prefettura e al Ministero, senza però trovare qualcuno che ne fosse al corrente. In merito è stata avviata un'indagine interna per accertare l'eventuale presenza di verbali relativi all'Intesa ministero-regione alla base dell'ordinanza in questione. Alle indiscrezioni rivelate dai Disobbedienti su possibili siti individuati per la realizzazione del C.P.T., è seguito l'imbarazzo del Dirigente dell'Ufficio Immigrazione che ha affermato di non essere a conoscenza di tali particolari. Ottenuto l'impegno formale ad una presa di posizione pubblica della Giunta regionale in merito all'indisponibilità a tale impegno con il governo, l'incontro si è concluso ribadendo l'assoluta determinazione dei Disobbedienti ad andare fino in fondo su questa battaglia di umanità, contro questi nuovi spazi di segregazione, per la libera circolazione dei corpi.
18 settembre 2003
Comunicato stampa Disobbedienti Marche
Il fatto:
Il 23 maggio 2003 con ordinanza n.3287 avente come oggetto "Ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile per il contrasto e la gestione del fenomeno immigrazione clandestina" il governo Berlusconi ha dettato nuove disposizioni per la realizzazione ed "una più organica dislocazione territoriale" dei nuovi Centri di Permanenza Temporanea (CPT) per migranti. Nella stessa ordinanza si parla di Intese già raggiunte con le regioni Veneto, Marche e Liguria.
Cosa sono i CPT:
I Cpt sono strutture carcerarie dove vengono rinchiusi esseri umani che non hanno commesso alcun reato. Sono gabbie dove vengono soffocate nella violenza le speranze di chi è emigrato per sopravvivere. Sono luoghi in cui i più elementari diritti umani vengono sospesi. Sono spazi dove i principi di democrazia, civiltà, solidarietà, vengono calpestati e derisi. Sono la discriminazione che si fa muro, sbarre, celle, container. Non puo' esserci nella nostra regione posto per un CPT!
L'assurdo:
L'Ordinanza è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.125 del 31 maggio 2003. Fin dal mese di giugno ci siamo attivati per capire quale scellerata intesa tra Regione Marche e il Governo avesse "gettato" i nostri territori tra quelli candidati ad ospitare un Centro di Permanenza Temporanea. Fino ad oggi tutti i soggetti interpellati ci hanno dato la stessa risposta: "non sappiamo". Ma com'è possibile "non sapere"? Com'è possibile che un'Ordinanza del Presidente del Consiglio parli di un'intesa raggiunta con la regione Marche e nessuno della Regione Marche sappia niente? Come mai subito dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale la Regione Marche non è intervenuta per chiarire la propria posizione?
Fuori dall'assurdo:
non sapere è un lusso che non ci si può permettere quando sono in ballo i fondamentali diritti umani. E' per questo che noi, invece, sappiamo e vogliamo sapere.
Sappiamo: cosa sono i CPT, perchè per farli chiudere ci siamo entrati con i nostri corpi.
Sappiamo: cosa c'è scritto nell'ordinanza, soprattutto dove dice che l'approvazione del progetto CPT da parte del Ministero dell'Interno sostituirà "...ad ogni effetto pareri, autorizzazioni, visti e nullaosta e costituirà, ove occorra, variante agli strumenti urbanistici dei Comuni interessati... e comporterà la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dei lavori (art.4)"
Sappiamo: che lotteremo con estrema determinazione contro la realizzazione dei CPT e che non saremo soli perchè tante sono le persone, associazioni, le realtà collettive e, crediamo, anche le Amministrazioni locali indisponibili a subire una simile vergogna.
Vogliamo sapere: quale Intesa la Regione Marche ha siglato con i responsabili ministeriali competenti; quali sono i siti eventualmente individuati; qual è la reale posizione del Governo Regionale sulla questione. Speriamo vivamente che le risposte non siano quelle aride ed inutili delle "difese d'ufficio".
E' possibile che una grande battaglia di civiltà rovesci l'"Ordinanza 3287" e faccia dei nostri territori anzichè uno spazio di reclusione sociale e razziale, un laboratorio di libertà, di solidarietà, di reale democrazia. Ma per sviluppare una grande battaglia di civiltà, occorre che ognuno si faccia carico di una parte di essa e, soprattutto, che ognuno si assuma con chiarezza le proprie responsabilità, politiche e sociali.
disobbedienti_marche
18 sttembre 2003
Marche_No Cpt!_Lanci Ansa/Adnkronos sull'azione dei Disobbedienti alla Regione Marche
___lanci ANSA
IMMIGRAZIONE:CPT NELLE MARCHE? LO SCOPRONO DISOBBEDIENTI/ANSA REGIONE ALL'OSCURO INTESA, PRESIDENTE CONTRARIO A ISTITUZIONE (ANSA) - ANCONA, 18 SET - E' stato un blitz 'informativo' quello che i Disobbedienti hanno fatto stamane nella sede della Regione Marche, soggetto, ma del tutto ignaro, di un' "intesa acquisita" dal Consiglio dei ministri per la "realizzazione dei centri di permanenza temporanea", come recita l'ordinanza n. 3287 pubblicata il 31 maggio sulla Gazzetta Ufficiale. Un modo insolito per venire a conoscenza di un progetto che riguarda direttamente l'ente (e le Regioni Veneto e Liguria).Ma "la Regione Marche - ha puntualizzato il presidente Vito D'Ambrosio - non ha mai consentito all'istituzione di nuovi centri" e "tanto meno, in nessuna sede, all'istituzione di un cpt nel proprio territorio. In ogni caso, la Regione è contraria all'istituzione di tali centri". Come i no global,che attraverso il portavoce Paolo Cognini hanno annunciato:"Faremo di tutto per fermare la nascita dei cpt, veri e propri lager. Strutture carcerarie anticostituzionali dove vengono rinchiusi, fino a 60 giorni, gli immigrati clandestini: esseri umani che non hanno commesso reati penali. Nel caso in cui le istituzioni locali non ci ascoltassero e aiutassero il governo nella loro realizzazione, ci batteremo per smantellarli". "Siamo incavolati neri con il governo", E' insorto l'assessore all'immigrazione Ugo Ascoli, che con il collega Luciano Agostini ha incontrato i Disobbedienti. "La Regione non solo non era a conoscenza dell'ordinanza, ma nemmeno ha partecipato a commissioni per l'intesa. Forse il Consiglio dei ministri ha approfittato di una nostra assenza alle conferenze che periodicamente riuniscono Stato e Regioni: in questa materia il ministero degli Interni può fare il bello e il cattivo tempo superando anche i vincoli dei piani regolatori. Dal canto nostro remiamo in tutt'altra direzione: verso l'accoglienza e non la detenzione degli immigrati. Entro 48 ore cercheremo di fare chiarezza sulla vicenda, e sentiremo le altre due Regioni". Ascoli ha contattato la Protezione civile (il Dipartimento ha proposto l'istituzione dei cpt), ma anche qui dell'intesa non si sapeva niente. Ne era al corrente, invece, "ma solo perchè leggiamo la Gazzetta Ufficiale", il prefetto di Ancona Giulio Maninchedda: "Sappiamo che c'è un'esigenza generale di fare altri centri. Ma qui ancora non c'è nulla". Ai Disobbedienti,però, è arrivata voce che sarebbe stata già individuata l'area: quella militare nei pressi dell'aeroporto di Falconara. Data la vicinanza delle posizioni, il blitz dei no-global si è concluso in un clima disteso. Destinato ad essere raffreddato dalle dichiarazioni del sottosegretario Mantovano: i cpt sono indispensabili, "mettiamoci dunque tutti l'animo in pace".(ANSA).
IMMIGRAZIONE: MARCHE; PROTESTA IN SEDE REGIONE CONTRO CENTRO DISOBBEDIENTI CON STRISCIONI ENTRATI IN PALAZZO RAFFAELLO (ANSA) - ANCONA, 18 SET - Una trentina di Disobbedienti delle Marche è entrato poco fa nell' edificio che ospita la sede della giunta regionale, il Palazzo Raffaello, per protestare contro l' ipotesi che nasca nelle Marche un centro di permanenza temporanea per gli extracomunitari destinati all' espulsione, prevista - dicono - da un' intesa Regione-Governo pubblicata sulla Gazzetta ufficiale. I no global hanno chiedono di poter incontrare il presidente della giunta Vito D' Ambrosio (stamane in riunione con gli assessori) e hanno srotolato uno striscione di 15 metri con la scritta 'No ai Cpt nelle Marche' dalla finestra del settimo piano del palazzo. Un altro striscione è stato esposto all'interno. (ANSA).
IMMIGRAZIONE: DISOBBEDIENTI MARCHE, CPT SONO CARCERI INDEGNE (VEDI "IMMIGRAZIONE: MARCHE; PROTESTA IN SEDE"... DELLE 12:47) (ANSA) - ANCONA, 18 SET - "I Centri di permanenza temporanea sono strutture carcerarie indegne di una democrazia. Faremo del tutto perchè un Cpt non veda mai la luce nelle Marche, ma se dovesse sorgere, faremo del tutto per smantellarlo, e lo faremo insieme alla società civile". Paolo Cognini, portavoce dei Disobbedienti delle Marche e legale del no global al G8 di Genova, ha spiegato in una conferenza stampa improvvisata le ragioni della protesta inscenata oggi nella sede della giunta marchigiana. I Disobbedienti vogliono sapere dall' assessore all' immigrazione (che riceverà una loro delegazione) se la Regione Marche darà seguito o meno alla disposizione in materia di protezione civile contro l' immigrazione clandestina contenuta nella Gazzetta Ufficiale del 31 maggio scorso (n. 125), in cui si fa riferimento ad un' intesa acquisita dal Governo con le regioni Veneto, Liguria e Marche per la costituzione di nuovi Centri di permanenza temporanea.(ANSA).
IMMIGRAZIONE: MANTOVANO, CENTRI PERMANENZA INDISPENSABILI ( IMMIGRAZIONE: MARCHE; PROTESTA... DELLE 12:50 CIRCA) (ANSA) - ROMA, 18 SET - "I centri di permanenza temporanea sono indispensabili per l'applicazione della legge Bossi-Fini". A dichiararlo è il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, che in riferimento alle manifestazioni avvenute oggi ad Ancona contro la realizzazione di un 'cpt' nelle Marche, aggiunge: "mettiamoci dunque tutti l'animo in pace". Mantovano ricorda come i centri di permanenza temporanea dove i clandestini vengono trattenuti per essere identificati sono una realtà già dalla passata legislatura. "E' stata la legge Turco-Napolitano a prevederli - spiega - mentre la Bossi-Fini ha solo allungato di 30 giorni il termine massimo di trattenimento nel centro". Dunque, aggiunge il sottosegretario all'Interno, "si può essere ideologicamente contrari al Cpt, è una posizione rispettabilissima, ma che ha il limite di non essere condivisa dal Parlamento, dal Governo attuale e neanche da quello passato". Diversa, secondo Mantovano, "la posizione di quelle forze politiche che contestano il centro in quanto tale e di chi non vuole il cpt vicino casa. E' un pò come chi vuole tornare nel suo appartamento e trovare sempre l'energia elettrica ma poi protesta se la centrale elettrica viene costruita a meno di 50 chilometri da casa sua". "E' un discorso miope e sbagliato rifiutare il cpt nel proprio territorio adducendo motivi di sicurezza - aggiunge - Se un clandestino, fermato ad Ancona, deve raggiungere il cpt di Brindisi perchè nelle Marche non ci sono centri ci sarà bisogno, per il trasferimento, di distogliere personale delle forze dell'ordine dal controllo del territorio". Il sottosegretario insiste, dunque, sull'utilità e indispensabilità di un centro in ogni regione, ed assicura anche che i cpt italiani garantiscono standard di vita "che non temono confronti con il resto d'Europa". "Le condizioni sono comunque sempre perfettibili - aggiunge - e per questo si lavora per ampliarli". Per Mantovano, infine, si raggiunge il paradosso quando si arriva, come a Lampedusa, a protestare contro la creazione di un centro di prima accoglienza, "destinato -dice- a soccorrere ed assistere i clandestini solo per un periodo limitato di tempo". "Cosa preferirebbero gli isolani che si oppongono alla nuova struttura - chiede il sottosegretario - che ad ogni sbarco ogni famiglia fosse costretta ad accogliere in casa un certo numero di immigrati?".(ANSA).
IMMIGRAZIONE: MARCHE; D' AMBROSIO, REGIONE CONTRARIA A CPT NON ABBIAMO MAI CONSENTITO ALL' ISTITUZIONE DI NUOVI CENTRI (ANSA) - ANCONA, 18 SET - "La Regione Marche non ha mai consentito all' istituzione di nuovi centri di permanenza temporanea per immigrati, e men che meno ha mai consentito in alcuna sede all' istituzione di un CPT nel proprio territorio". Lo ha detto ufficialmente in una nota il presidente della giunta D' Ambrosio, dopo una verifica con i propri uffici, ribadendo che "in ogni caso la Regione è contraria alla istituzione di tali centri". In mattinata gli assessori, Ugo Ascoli e Luciano Agostini, avevano ricevuto una delegazione dei Disobbedienti delle Marche che protestava contro la realizzazione di una di queste strutture per immigrati clandestini. Il progetto nasce, secondo il gruppo di giovani, da un'Ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri, la n. 3287 del 23 maggio 2003 (Ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile per il contrasto e la gestione del fenomeno dell'immigrazione clandestina), nella quale è scritto, tra l'altro, che "E' stata acquisita l'intesa con le Regioni Marche, Veneto e Liguria per la creazione di simili strutture".(ANSA).
IMMIGRAZIONE: ASSESSORE MARCHE, DEL CPT NON SAPEVAMO NIENTE NESSUNA INTESA CON IL GOVERNO, SIAMO INDIGNATI... (ANSA) - ANCONA, 18 SET - "Siamo indignati, anzi incavolati neri con il Governo: la Regione Marche non era a conoscenza dell' ordinanza che istituisce nel territorio regionale un Centro di permanenza temporanea, e non c' stata nessuna intesa con l' esecutivo Berlusconi". L' assessore all' immigrazione delle Marche Ugo Ascoli è se possibile ancora più preoccupato dei Disobbedienti per l' ordinanza pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 31 maggio che prevede la nascita di un Centro di permanenza temporanea per immigrati nelle Marche, come frutto di "un' intesa" con la Regione. Ascoli ha incontrato Disobbedienti e giornalisti durante la protesta dei no global nella sede della Regione, e ha spiegato che nè lui nè il presidente della giunta Vito D' Ambrosio erano al corrente del contenuto dell' ordinanza. "La Regione Marche - ha aggiunto - non ha partecipato a nessuna commissione nè stretto alcuna intesa sui Cpt, anzi, si sta muovendo in tutt' altra direzione, per risolvere i problemi dell' immigrazione". Il blitz dei no global insomma, conclusosi in un clima disteso poco prima delle 14, ha fatto si che la vicenda venisse alla luce. Quando i Disobbedienti sono arrivati nel Palazzo regionale, Ascoli ha subito contattato la Protezione civile per sapere se per caso là fosse giunta notizia dell' istituendo Cpt, ricevendo una risposta negativa. "In questa materia il ministero può fare il bello e il cattivo tempo - ha commentato l' assessore - superando anche i vincoli dei piani regolatori". Ma la Regione Marche non si dà per vinta: "entro 48 ore cercheremo di fare chiarezza su questa vicenda incredibile, e di informare la popolazione", ha assicurato Ascoli.(ANSA).
IMMIGRAZIONE: I CPT DA TURCO-NAPOLITANO A BOSSI-FINI/SCHEDA
(ANSA) - ANCONA, 18 SET - I Cpt (Centri di permanenza temporanea) per immigrati sprovvisti di permessi di soggiorno, sono stati istituiti dall'articolo 12 della legge 40 del 1998 - divenuto poi articolo 14 del testo unico - la cosiddetta legge Turco-Napolitano. Impossibile identificazione dello straniero, mancanza del "vettore" (inteso come trasportatore), e dei documenti di viaggio sono le ragioni per le quali, nello specifico, era ed è previsto (nonostante la modifica operata dalla legge Bossi-Fini) il trattenimento. L'articolo 14 è stato in parte modificato,dalla legge numero 189 del 30 luglio 2002, la Bossi-Fini, sui tempi di trattenimento e sui metodi di espulsione. La detenzione è prolungata da 30 a 60 giorni: mentre prima della modifica la proroga del trattenimento era possibile solo quando era "imminente l'eliminazione della causa della mancata espulsione", ora invece la proroga può essere concessa sulla base di "gravi difficoltà per il reperimento dei titoli di viaggio o nelle pratiche di identificazione" (art.14 comma 5). Sui metodi di espulsione, invece, legati alla detenzione nei cpt, la legge del 2002 prevede che l'intimidazione a lasciare il territorio dello Stato entro 5 giorni venga prevista solo per coloro che non hanno rinnovato il permesso (art. 5 comma 5bis). Per tutti gli altri, invece, è previsto l'accompagnamento coatto alla frontiera e conseguentemente, per molti casi, il trattenimento nei cpt. A riguardo, la modifica inserisce anche una nuova ipotesi contravvenzionale, per coloro che non ottemperano all'ordine di lasciare l'Italia, seguita da una seconda espulsione. Prevede, inoltre, una più grave ipotesi delittuosa per coloro che continuano a non obbedire all'obbligo di lasciare il Paese. Questi verranno puniti con la reclusione fino a quattro anni. (ANSA).
___lancio Adnkronos regionale
Ricevuta una delegazione di 'Disobbidienti' Immigrati, Marche: no a centri di permanenza
"La Regione non ha mai consentito alla istituzione di nuovi Centri" Ancona, 18 set. - (Adnkronos) -Gli assessori regionali Ugo Ascoli, Immigrazione, e Luciano Agostini, Politiche comunitarie, oggi hanno ricevuto una delegazione di 'Disobbidienti delle Marche' che ha protestato per la prevista istituzione nelle Marche di un Centro di permanenza temporanea in cui far confluire gli immigrati clandestini. Sull'argomento il presidente della Giunta regionale delle Marche, Vito D'Ambrosio, ha affermato che: ''La Regione Marche non ha mai consentito alla istituzione di nuovi Centri. Tanto meno non ha mai consentito in nessuna sede all'istituzione di un Centro di permanenza temporanea nel proprio territorio. In ogni caso la Regione e' contraria alla istituzione di tali Centri''. Il progetto dell'istituzione dei Centri di permanenza temporanea per gli immigrati clandestini nasce, secondo il gruppo 'Disobbidienti delle Marche', da una ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri, la n. 3287 del 23 maggio 2003, nella quale e' scritto, tra l'altro, "che e' stata acquisita l'intesa con le Regioni Marche, Veneto e Liguria per la creazione di simili strutture".
19 settembre 2003
Marche_No Cpt!_Rassegna stampa sull'azione dei Disobbedienti alla Regione Marche
No Cpt! Rassegna Stampa_Quotidiani nazionali/locali_19 set 03
Il Manifesto _società - scheda
Scontro sul Cpt nelle Marche
«La Regione Marche non ha mai consentito l'istituzione di nuovi centri di permanenza temporanea per immigrati, e men che meno ha mai consentito in alcuna sede l'istituzione di un Cpt nel proprio territorio». Lo ha detto ufficialmente ieri il presidente della giunta D'Ambrosio, ribadendo che «in ogni caso la Regione è contraria alla istituzione di tali centri». In mattinata gli assessori Ugo Ascoli e Luciano Agostini avevano ricevuto una delegazione dei Disobbedienti marchigiani che protestava contro la realizzazione di una di queste strutture per immigrati in attesa di espulsione. Il progetto, annunciato sulla Gazzetta ufficiale all'insaputa della regione Marche, nasce da un'ordinanza del presidente del consiglio dei ministri, la n. 3287 del 23 maggio 2003, nella quale è scritto, tra l'altro, che «è stata acquisita l'intesa con le Regioni Marche, Veneto e Liguria per la creazione di simili strutture».
Il Resto del Carlino - Ancona _Marche - Primo Piano
«CENTRO DI PERMANENZA? MAI»
ANCONA - Scoppia il caso Cpt, la sigla che identifica i Centri di permanenza temporanei per immigrati destinati all'espulsione che il Governo ha deciso di istituire anche nelle Marche con ordinanza n° 3287 del 23 maggio poi pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Ma nessuno in Regione dice di saperne nulla. E come possa essere sfuggito è un mistero buffo, sia alla luce della fonte (non certo clandestina) sia alla luce dell'imminente firma del Protocollo integrativo sulla sicurezza tra Regione Marche e Governo, più volte annunciato dal presidente D'Ambrosio. Tutto misterioso, fino a ieri. Quando una trentina di Disobbedienti delle Marche e No global è entrata nell'edificio che ospita la sede della Giunta regionale, a Palazzo Raffaello, per protestare contro l'ipotesi che nasca nelle Marche un Cpt. «I Centri di permanenza temporanea sono strutture carcerarie indegne di una democrazia. Faremo di tutto perché un Cpt non veda mai la luce nelle Marche, e se dovesse sorgere, faremo di tutto per smantellarlo, e lo faremo insieme alla società civile» ha detto l'avvocato Paolo Cognini, uno dei legali più attivi per i fatti di Genova nei giorni del G8. Subito dopo i No global hanno chiesto di incontrare il presidente della Giunta, Vito D'Ambrosio (che era in riunione con gli assessori) e hanno srotolato uno striscione di 15 metri con la scritta «No ai Cpt nelle Marche» dalla finestra del settimo piano. Un altro striscione (nella foto) è stato esposto all'interno. I Disobbedienti, sorvegliati da agenti della Digos in un clima comunque pacifico, hanno ottenuto un incontro con l'assessore all'Immigrazione e al Lavoro, Ugo Ascoli, che ha sposato totalmente la causa. «Siamo indignati, anzi incavolati neri con il Governo: la Regione Marche non era a conoscenza dell'ordinanza che istituisce un Centro di permanenza temporanea, e non c'è stata alcuna intesa con l'esecutivo Berlusconi». «Dirò di più - ha aggiunto Ascoli -: la Regione non ha partecipato ad alcuna commissione né stretto alcuna intesa sui Cpt, anzi, come ben si sa, si sta muovendo in tutt'altra direzione per risolvere i problemi dell'immigrazione». Ascoli ha poi contattato la Protezione civile per sapere se per caso lì fosse giunta notizia dell'istituendo Cpt, ricevendo risposta negativa. «In questa materia il ministero può fare il bello e il cattivo tempo - ha commentato l'assessore - superando anche i vincoli dei piani regolatori». Ma la Regione non si dà per vinta. E in serata il presidente D'Ambrosio annuncia: «Le Marche non hanno mai acconsentito all'istituzione di nuovi centri di permanenza temporanea per immigrati, men che meno nel proprio territorio».
MANTOVANO: «INDISPENSABILE»
ROMA - «I Cpt, centri di permanenza temporanea, sono indispensabili per l'applicazione della legge Bossi-Fini». A dichiararlo è il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, che in riferimento alle manifestazioni avvenute oggi ad Ancona contro la realizzazione di un Cpt nelle Marche, aggiunge: «Mettiamoci dunque tutti l'animo in pace». Mantovano ricorda come i centri di permanenza temporanea dove i clandestini vengono trattenuti per essere identificati sono una realtà già dalla passata legislatura. «È stata la legge Turco-Napolitano a prevederli - spiega - mentre la Bossi-Fini ha solo allungato di 30 giorni il termine massimo di trattenimento nel centro». Dunque, aggiunge il sottosegretario all'Interno, «si può essere ideologicamente contrari al Cpt, è una posizione rispettabilissima, ma che ha il limite di non essere condivisa dal Parlamento, dal Governo attuale e neanche da quello passato». Diversa, a giudizio di Mantovano, «la posizione di quelle forze politiche che contestano il centro in quanto tale e di chi non vuole il Cpt vicino casa. È un po' come chi vuole tornare nel suo appartamento e trovare sempre l'energia elettrica ma poi protesta se la centrale elettrica viene costruita a meno di 50 chilometri da casa sua». Per questo, secondo Mantovano «è un discorso miope e sbagliato rifiutare il Cpt nel proprio territorio».
Il Messaggero Marche ______Prima pagina
Blitz contro il centro raccolta stranieri
Assalto al palazzo della Regione dei Disobbedienti Marche, che hanno ottenuto un incontro con l'assessore a Immigrazione e lavoro, Ugo Ascoli, per l'ordinanza ministeriale che istituisce nelle Marche un Cpt (Centro di permanenza temporanea) destinato a raccogliere gli immigrati clandestini. Ascoli ha replicato di non saperne nulla, garantendo che «la Regione si adopererà presso il ministero per scongiurare tale progetto». «Purtroppo - prosegue Ascoli - in questa materia il ministero può fare il bello e il cattivo tempo superando anche i vincoli dei piani regolatori».
Primo Piano
L'ASSESSORE ASCOLI SUL CPT: «NON NE SAPEVAMO NULLA» «No al centro raccolta immigrati» Blitz dei Disobbedienti in Regione per un'ordinanza del Governo
ANCONA - Sorgerà anche nelle Marche un centro di permanenza temporanea (Cpt) destinato ad accogliere gli immigrati irregolari . E' la decisione del Governo contestata ieri in Regione dai Disobbedienti Marche attraverso un blitz nella sede di Palazzo Raffaello. Ma la Regione è letteralmente caduta dalle nuvole. In concreto, oggetto della protesta, l'ordinanza governativa n.3287, emessa il 23 maggio 2003 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.125 del 31 maggio 2003, con cui si richiama un'intesa con la Regione Marche per la realizzazione di una struttura per il trattenimento degli immigrati sorpresi senza permesso di soggiorno, Cpt, appunto. «E' assurdo - commenta l'assessore all' immigrazione Ugo Ascoli, non ne sapevamo nulla. I tratta di un fatto grave. I attiveremo immediatamente per fare chiarezza . Entro 48 ore al massimo, contiamo di sbrogliare il bandolo della matassa» . Un gruppo di disobbedienti, appreso il contenuto dell'ordinanza, ha fatto irruzione nella sede della Regione per chiedere spiegazioni. Quale intesa la Regione ha effettivamente siglato con il Governo? Quali i siti eventualmente individuati? Quale la reale posizione del governo regionale sulla questione? Intenzionati ad ottenere risposte esaurienti, i disobbedienti sono saliti al settimo piano, calando dalla finestra uno striscione lungo 15 metri con su scritto "No ai centri di permanenza temporanea". Sorpreso dalla notizia, il presidente D'Ambrosio ha immediatamente convocato gi assessori Ascoli e Agostini per un breve consulto, mentre Paolo Cognini, leader dei Disobbedienti Marche, spiegava che «i Cpt sono vere e proprie strutture carcerarie e contrarie ad ogni principio democratico e costituzionale. Qui esseri umani, che non hanno commesso alcun reato, vengono rinchiusi e spesso sottoposti a violenza».«Anche il prefetto non sa nulla - ha spiegato Ascoli - comunque la politica regionale è sempre andata in tutt' altra direzione». Regione quindi contraria, ma a giudicare dalle stesse parole di Ascoli, forse impotente. Infatti l'ordinanza precisa che, una volta approvato il progetto da parte del ministero degli Interni, il governo può imporre agli enti locali la realizzazione di un Cpt. Nel nostro caso si ipotizza l'area militare in dismissione nei pressi dell'aeroporto di Falconara.
Il Corriere Adriatico Marche
Protesta in Regione contro i centri di permanenza Una giornata calda per i Disobbedienti
ANCONA - E' stato un blitz "informativo" quello che i Disobbedienti hanno compiuto ieri mattina nella sede della Regione Marche, soggetto, ma del tutto ignaro, di un'"intesa acquisita" dal Consiglio dei ministri per la "realizzazione dei centri di permanenza temporanea", come recita un'ordinanza pubblicata il 31 maggio sulla Gazzetta Ufficiale. Un modo insolito per venire a conoscenza di un progetto che riguarda direttamente l'ente. Ma "la Regione Marche - ha puntualizzato il presidente Vito D'Ambrosio - non ha mai consentito all'istituzione di nuovi centri e tanto meno, in nessuna sede, all'istituzione di un centro di permanenza temporanea nel proprio territorio. In ogni caso, la Regione è contraria all'istituzione di tali centri".
Come i no global, che attraverso il portavoce Paolo Cognini hanno annunciato: "Faremo di tutto per fermare la nascita dei centro di permanenza temporanea, veri e propri lager. Strutture carcerarie anticostituzionali dove vengono rinchiusi, fino a 60 giorni, gli immigrati clandestini: esseri umani che non hanno commesso reati penali. Nel caso in cui le istituzioni locali non ci ascoltassero e aiutassero il governo nella loro realizzazione, ci batteremo per smantellarli". "Siamo incavolati neri con il governo", è insorto l'assessore all'Immigrazione Ugo Ascoli, che con il collega Luciano Agostini ha incontrato i Disobbedienti. "La Regione non solo non era a conoscenza dell'ordinanza, ma nemmeno ha partecipato a commissioni per l'intesa. Forse il Consiglio dei ministri ha approfittato di una nostra assenza alle conferenze che periodicamente riuniscono Stato e Regioni".
19 settembre 2003
Ancona - No al lager nelle marche
CPT - L'importante azione dei Disobbedienti svoltasi ieri ad Ancona per denunciare il progetto di creare un lager nelle Marche ha avuto risvolti curiosi. L'Amministrazione si è dimostrata sorpresa della notizia e tra Regione e Governo è nato uno scontro che ha costretto il sottosegretario Mantovano a pronunciarsi. Il racconto di Paolo Cognini, disobbedienti.
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http://www.globalradio.it/ecrire/articles.php3?id_article=553
http://www.meltingpot.org/articolo1050.html
_______________________a cura di Global Project_Marche______________________
_____06|03|2004_______________________Glomeda Comunicazione_____________
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